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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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stesso nuove truppe provenzali invadevanoil Piemonte inviatevi da Giovanna I , lequali s’ inipadrunirono di parecchie cittäsubalpine e minacciarono di assalire ancheSavigliano. Ma l’accorlo principe Giacomopole slornare in tempo il pericolo, al-leandosi co’Provenzali contro il marchesedi Saluzzo;falto perö baldanzoso per alcunivantaggi ottenuti contro del Saluzzese co-mincid ad insuperbire nuovamente controil conte di Savoja , mostrando di voier si-gnoreggiare in modo affatto indipendente.Amedeo VI ridiscese ailora in Italia , oc-cupö al principe molte piazze, e snl fine difebbrajo del 1360 mosse alla volta di Sa-vigliano, la quäle disperatamenle si difeseluuga pezza, ma dovelte poi rendersi dopoavere sofferlo inimensanienle. Conservasinclla biblioteca dell’ Universitä torinese una cronaca manoscrilta che ha per ti-lolo Destructio Saviliani quce facta fuitsab anno MCCCLX, die cbminica primamensis martis. Fu poi conchiuso nel 1302un trallalodi pace tra il conte Amedeo VI e il principe d’Ac.aja , in forza del quälericevetle quost’ ultimo la signoria di Sa-vigliano. Al principe Giacomo, morto nel1367, succcsse il suo figliuolo Amedeo,essendo slalo diseredato Filippo figliuolodel primo Ielto. Sotto il nuovo principei Savigliancsi si ristorarono alquanto dallepatile calainitä, danneggiati perö di quan-do in quando a motivo delle guerre cheil principe d’Acaja ebbe prima contro ilmarchese di Saluzzo e poscia contro quellodi Monferrato. Ebbcro pure molestie daieomuni di Brä e di Cherasco in una con-tesa pel passaggio del lorrenlc Grione ,che fu dichiaralo iibero per tulti in unconipromesso ordinato dal principe Ame-deo; e cosi cessö la lite. Sotto Amedeod’Acaja rinacque la prosperilä di Savi-gliano, furono aggiunte nuove forlifiea-zioni alla cittä cd abolita l’immorale ga-belia dei giuochi d’azzardo. La quäle pro-sperilä fu maggiore sotto Lodovico, suol'ralello e successore, che inlcse a purgarela cittä dai parlili che la perlurhavanoancora. Uno de’suoi primi decreti fu quellod’imporre una mulla a chi avessc pro-nunziato i nomi di guelfo e di ghibeliino,cd anche il laglio della lingua in alcunieasi. Ma rumoreggiavano nuovamente learmi del marchese di Monferrato nelleterre del principe d’Acaja, ondeche fuforza a’ Saviglianesi di soccorrcre di da-naro e d'armi il loro principe; fortuna-tamente le ostilitä durarono breve tempo,e la pace fu raffermata mediante il ma-

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trimonio del marchese Tcodoro di Mon-ferrato eon Giovanna sorella del conte diSavoja.

Piu serie conseguenze ebbe nel 1418un tumulto popolare cagionato dall’iinpo-sizione di un tributo, al quäle si rifiula-rono i Saviglianesi, ed irritati dalle mi-naccie dei commissarj del principe, chevolevano coslringerveli colla forza, dic-dero di piglio alle armi, scacciarono iministri del principe e proclamarono ungoverno popolare.

Quella rivolta durö quindici giorni, efu compressa dal pronto inviodi un corpodi truppe, le quali rimisero l’ordine nellacittä. ln tale inconlro il principe Lodovicodiede prove di mitezza e di clemenza,indotto a ciö anche dagli uruani consiglidella principessa Bona sua moglie.

Morto qucslo principe senza discen-denti maschi, la signoria del Piemonte ricadde ad Amedeo VIII , che compi l’o-pera di perdono incoininciata dal suo pre-decessore; ma a principio traltö troppoduramenlc la ancora potente socielä po-polare, suscitando perciö acerbczze edodj nuovi tra popolani e nobili.

Essendo egli venuto in Savigliano, glifurono presenlate due bandicre, una delcoimuie e I’altra della socielä del popolo ;accettö egli la prima e respinse l'altra,dicendo che voleva governare da solo.

Qualche tempo dopo (1427) riconfer-mava perö la socielä del popolo e tutlii priviiegj e. statuli della medesima , laquäle, abbenche per aver rcsistilo a’suoiulliziali in un allare di ereditä nel quäleerano disconosciuli i dirilli del legitlimoerede, poco staute venisse sospesa, nonandö guari che ricevetle nuova sanzione.

Piu tardi corsero pericolo lanto la so-cietä popolare quanlo quella dei nobilidi essere abolile a motivo delle discor-die insorte fra esse in occasione di unnuovo tributo e della soppressione delloStudio generale, giä stato eretto in Savi-gliano nel 1434, essendo ailora Torino tra-vagliala dalla peste. Ad intimazione delprincipe si rieonciliarono momenlanea-mente le due soeietä, e per ailora furonorisparmiate.

Nella guerra mossa dal duca Carlo V a Lodovico II marchese di Saluzzo, Savi-gliano sofferse pure grandi calainitä, comegrandemenle sofferse per le ire di parleche si risollevarono accanite per la gravo-sa presenza in Piemonte delle truppe sviz-zere e delle pontilicie comandale da Pro-spero Golonna, e piu ancora per F iuva-