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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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Caslagne'.L. it. 2,210,425

Prodolli orticoli . ... » 70,000

Foraggi. » 43,200

Legna.» 216,846

Pasture.» 145,230

Fabbricati soggetti ad imposta. — Da un

quadro riassuntivo delle risultanze delreddito brutto c netto dei fabbricati esi-slenti nelle provincie continenlali delloStato slal)ilito in csecuzione delia legge31 maggio 1851, si desume che il nu-mero dei fabbricati ordinarj soggetti adimposta e di 4109 e che il numero de-gli opificj e di 410. Il reddito brutto pro-posto dai veriticatoriera di lire582,287. 70;da cui dedolto il ter/.o per gli opificj eil quarto pei fabbricati, restava un red-dito netto ridotto dai verificatori mede-simi di lire 428,700. 18. L’intendenza de-i cretö invece tale reddito netto in solelire 424,806. 91 ; cosicche 1’ imposta re-i lativa a tale ultimo reddito per questa! provincia e di lire 42,480. 72, cioe li-; re 1. 20 per cento. Il rapporto tra l’irn-posta de’ fabbricati e la popolazione diquesta provincia e dunque di 0,538. Dacodeslo prodotto delle regie gabelle devededursi l’importo delle contribuzioni de-rivanti dagli antichi allibrainenti ossiadalle imputazionij il quäle a tutta la inetädi marzo 1853 non era ancor compiuta-niente accertato e che piü propriamenteforma una vera diniinuzione del tribuloprediale, siccome depurato dalla partealficienle i fabbricati e loro aree.

Agricoltura. — Assai variabile e la pro-porzione fra le sementi e Ic raccolte inquesta provincia, secondo le diverse po-sizioni. Hassi pel frumento da 5 a 10 peruno, per la nieliga da 15 a 40 e per ilegumi da 4 a 10 per uno.

La vigna riesee ineglio al piano chein collina, ed al castagno assegnasi ilterreno piii magro in inontagna.

Per approliltare dell’irrigazione assaisearsa in questa provincia ed alquantoneglotta si veggono confuse sulla stessazona di terra l’unoe l’altro cereale e va-rie specie di piante, le viti cogli olivi,queste coi fichi e con altre piante frut-tifere e persino con vegetabili che vor-rebbero altro clima.

Da tempo immemorabilc pralicasi neipoggi la coltivazione detta alla (lananca,cioe riducendo il terreno a tanli terrazziseguenli la curva del montc e sostenulidove con macerie e dove con argini co-perti di zolle.

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I luoghi che hanno piü ricchezza diolivi sono Varazze, Celle, Spotorno, Ber-zezzi e Noli; Folio vi riesee buono, maalquanto inferiore a quello della provin-cia d’Albenga.

Alhissola, Celle e Quilliano danno i vi-ni migliori; ne danno pure di qualitädiscrela quelli di Brovida e di certi vi-gneti nel territorio di Cairo . Altäre eMallare inancano quasi affatto di vigne.Se con piü cura ed arte si facessero ivini, riuscirebbero di gran lunga migliori.

La regione settentrionale da maggiorcopia di cereali che non la meridionale.

Le ortaglie e i verzieri dai cui prodottila provincia trae molto profilto per laloro squisitezza e che vengono esportatiin Piemonte ed in Lombardia , abbondanomaggiormente nelle pianure che ne’ luo-ghi montani.

Si coltivano in Varazze le giuggioledette in Venezia abaggigi ; le rape diMallare sono proverbiali per la loro gros-sezza.

La regione marittima porge squisitefrutta in abbondanza.

A un miglio dal mare cominciano i ca-stagneti che vanno coprendo gran partedei monti meno elevati e quasi tutta laregione della provincia; le migliori ca-stagne son quelle di qua dal giogo; gliabiianti non sogliono ridurle in farina.

Fra le produzioni naturali del paesesono pure di qualche considerazione ifunghi mangerecci; sono di ottima qua-litä, inassiine i bianchi; crescono in co-pia, se favoriti dalle pioggie e dal ca-lore, nel quäl caso si raccolgono duevolte all’anno; la maggior raccolta si fain autunno.

Bösem. — Le piante esistenti ne’boschisono in gran parte coltivate a ceduo all’og-getto di provvedere del necessario com-bustibile le molteplici fabbriche stabililenella provincia. Molti boschi di castagnoselvatico si coltivano purea ceduo,dai pol-loni traendo delle ceppaje e de’cerchiamida bolti ehe giungono a maturitä nellasso di 5, 6 o 7 anni, secondo la mag-giore o rninore fertilitä del suolo, e dicui si fa grande smercio in Francia . Tro-vansi ne’ boschi di poche comunitä pian-tc resinose, come abeti. I pini che tro-vansi nel territorio di alcuni coinuni vi-cini al litorale crescono male e non giun-gono mai ad una grossezza maggiore ditre deciinelri, per cui o servono di com-bustibile o si adoperano a Savona per lacostruzione di sedie che si vendono poco