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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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sta parte d’Italia . Aizzata dai jjuelü fuo-rusciti di Genova, ajutata dai Pisani e daEnzo figliuolo di Federico, rinnovö essala lotla eon Genova ; ma nel 12B0 dovettearrendersi a’ Genovesi e consentiro chetre anni dopo venissero abbattule nuo-vamente le sue mura e colmati i suoifossi; fn allora la sua libertä affatto per-dula, dacclie dovette rieevere podestä ge-novesi, pagar dazj a Genova e darle con-tingente d’armati. E i popolani fnronosoperchiati dai nobili. Ma questi venneroscacciali dal popolo impaziente del gio-go; furono poscia riammessi nel 128 t aeondizione che dividessero il governo coinon nobili. Insorgendo vertenzc tra i cit-tadini Genova perniise nel 1503 che fosseelelto un abate del popolo con podestadi deciderle. Riconciliati per qualche tein-po i partiti della cittä eravvicinata Genova a Savona peril pericolo coinune,i Savonesiresistetlero ai Catalani e li espulsero nel1530. Quindici anni dopo fnrono nuova-mente scacciati i nobili da Savona , inaper i buoni ufGcj del papa Gemente an-che questa volta tornarono e furono com-poste le differenze. Nel 1354, eccitala daGaleazzo Visconti , si ribellö di bei nuovoa Genova , ma fu espugnala tre anni dopoda Lodovico Boccanegra, e privata deldiritto d’eleggersi l’abate del popolo. Ri-tornala all'obbedienza di Genova , conti-nu6 ad essere in preda alle discordie in-testine. Nel 1395 si rivoltava contro diessa il eastello di Segno , e dopo averesperato qualche tenipo che Genova collasua antoritä mettesse alla ragione i ribelli,Savonaiinpazientevolle fareda see inandöad assalirc quel eastello. Ma le sue truppefurono battule e disperse dai Genovesi ,che videro in quell’ atto sconosciuta laloro autorita. Uiniliati da ciö, i Savo-nesi ricorsero a Francia: ma a Francia ricorreva poco dopo anclie Genova , tra-vagliata dalle fazioni, e si trovarono in-sieme schiave sotto la protezione deiGalli; e Savona piii schiava di Genova ,perchö ancora dovette obbedirla. Rilor-nata Genova in liberla nel 1410, ricu-perava l’intero dominio di Savona , es-sendone uscito il governatore francese per la fazione di Milano . Il vescovo Og-gero per tradimento voleva riinettere aiFraneesi il luogo di Savona , ma in tempofu scoperla e sventata la traina. Dal 1421al 1454 stettero Savona e Genova sotto iVisconti di Milano. Savona tornata sottoil dominio dei Franeesi venne ceduta daLuigi XI a Francesco Sforza nel 1464.

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Nel 1471 mosse lite davanli a GaleazzoMaria Sforza per soltrarsi all’ubbidienzadi Genova ; ma lo Sforza die ragione aiGenovesi . Nel 1508 tentö di sollomettersinuovamente alla Francia . ma inutilmente;anzi nel 1515 fu costrelta a giurare aGenova gli obbliglii anticbi, a rinunziarea tutle le sentenze date a suo favore daGiulio II , e prometlere di non piü am-mettere o riconoscere principe straniero.La forza strappava quelle promesse, e eomeSavona pote ritornare sotto Francia , lo fe-ce; ciö fu nel 1520. Il re Francesco 1 laprotesse e lento tuttc le vie di deprimereil commercfo di Genova in favore diquello di Savona ; ma essendo egli stalovinto a Pavia e falle prigioniero, la cittäriinase aperla ai Genovesi , che la dichia-rarono decadula da tutti i suoi privilegje ridolta alla eondizione di vassalla csuddila; fecero colmare con vecchie galeee sassi l’ingresso del suo porto, che avevada 25 a 50 piedi d’aequa, riatterrarono lemura ed i baslioni e multarono icitladmidi 25,000 liorini d’oro. Ma per lenerla insoggezione aleun tempo dopo , cioe nel1542, vollere inalzare un eastello coläappunto dove si racchiudeva la migliorparte della cittä e s’ inalzava la inagni-iica basilica antica. Ai 24 agosto di quel-I’ anno fu gettala la prima pietra fonda-mentale di marmo al masehio e cilta-della, dov’erail eastello nuovo ed anlicodi Santa Maria, che cosi chiamavasi lacattedrale dedicata all’Assunta, detta an-che volgarmente Santa Maria di Castello.La cittä inandö al senato genovese pre-gando di risparmiare quella parte e for-lificar allrove, proponendogli il eastellodello Sperone, in silo non men vantag-gioso che forte, per tenerla in fedeitä: equesto per ischivar il grau dann» chene seguiva, dovendosi demolire la ehiesacattedrale, la canonica, il palazzo vesco-vile, un mouastero di donne, dieci ora-lorj, la ehiesa e eonvento di S. Domeni-co, lo spedale grande di Misericordia, chedava per Ire giorni vitto ed alloggio aipovcri pellegrini, la easa di Dio , parledel castello di S. Giorgio con la suaehiesa, quelle di S. Erasmo, di S. Nie-colö, di Santa Chiara , e l’arsenale clreraal molo: opere tutte di grande orna-inento, ollre un gran numero di caseparticolari; ma non furono sentiti. Labasilica fu spogliata dei sacri arredi ai15 di aprile del 1545 , con grande cor-doglio del popolo che piangeva la per-dila di quel teinpio, intorno a eui Gin-