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[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
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Riguardo alla periferia del golfo dellaSpezia, nolasi il maggior ingresso fra ilcapo del Tinclto ed il capo Corvo, ov’elargo da 9000 nielri; si restinge poi sumoTli pnnli da 5300 a 2500 nielri dilarghezza; il sno ingolfamenlo denlroterra, dai duc eapi fino alla Spezia, e di10,000 nielri.

Non sollia con violenza allro ventofnorehe il sud-est. dal quäle si puö re-stare tolalniente difesi in diverse ealeformale da lunglie propagini dell’ Apen-nino die discendono inlorno al golfo,

Un basso fondo ehe si estende davanlila grande apertura del golfo, fa in cerlagnisa l’iiflizio di molo, frenando l’inipetodei flulli sollevali. Questo banco, ehe vi-sibilmenle distinguesi in leinpi di cahnadai peseatori ehe vi gellano le reli, erapur noto agli iioniini di inare lino aileinpi del Petrarca, ehe lo eanlö nellasua slfrica.

Uno dei preziosi vanlaggi del golfodella Spezia e la quasi uniforme profon-ditä delle sug aeque, stiflieienle per l’an•eoraggio dei piü grossi lascelli, e 1’ ec-cellenle qualila del suolo melinoso , co-pcrlo di pianle marine, che lo rcnde altoa rilenere 1‘ aneora senza Iasciarla la-vorare.

I jiielrosi e frequenli contrafforli chei monli eireoslanti spingono entro il maresulla dupliee ala del golfo lianno fattodi quelle anse altretlanti porli indcstrut-lildli e perfellamente difesi dal 1 e traversic.

A ponenle del golfo sorge l’isola Pal-maria , che ha al sud altre dne isoletteehiamate il Tino e il Tinelto, delle an-elie il Tiro e il Tirelto, le quali riparanoil golfo dai venli del mezzogiorno.

Sono stagliale e dirupale verso ponen-te; a levanle seendono con facile cliina.

Credesi che siansi slaccale dal conti-nenle per effetlo di un terremolo.

La punla piü elevala della Palmaria ,ove sla il faro, e a metri 198. 38 soprail livello del mare.

Dal lalo di mezzodi domina sul marela punla dei Marini ed ha le tre cale diPozzale, della Marinella e di Sehenelia.

Nella Pahnaria esisteva il borgo di SanGiovanni, che fu dislrutto nelle passaleguerre.

II nome di Pahnaria vuolsi derivalo(lalle pulmo che v’allignavano.

II suolo e ricco di marmo dello por-toro (porta oro) ed anche di Porto-Venere ,ch’e nero cupo sereziato di macchie durale.V’annidano molte slarne e quaglie.

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La Palmaria presenlasi eoir.e monleIriangolare, ha un eircuito di circa quat-Iro miglia, dal lalo meridionale ed occi-denlale e dirupala ed inaecessibile, mada seltentrione ha colline di oliveli eviti.

Sulla punla a levanle verso il golfo stauna ballerin e vicino a quesla un piccoloseoglio dello la Scuola.

Gl’Inglesi nel 1800 ne minarono il for-lino di figura pentagona, eapace di 10pezzi d’arliglieria.

L’isola del 'Fino e lulla di marmo, edha due soli abitatori che hanno cura delfaro che accendesi per servizio dei navi-ganti sopra una veechia torre.

Il Tinello non e che un breve seogliocoronato da rovine d’un anlico edilizio,ov’e tradizione che abilassero alcune piesolilaric.

Per Ire iinboecalure enlrasi nel golTo;la prima e tra il capo del Corvo ed ilTino; la seconda e Ira il Tino e la Pal-maria , e la terza,chiamata la Bocca-Slretla,e uno spazio di circa 230 piedi che sc-para da Porlo-Venere l’isola stessa.

Knlrando nel golfo dalla ßocna-Strettadi S. Pietro, di 105 metri di ampiezza,trovasi all’ est il borgo di Porto-Venere con anlico caslello al lo dal mare e diassai poco prolilto.

La piccola balteria sulla punla di SanFrancesco , che ne difende il seno a liord’aequa, e molto piü ulile.

11 promontorio che segne e la punladella Castagna ; sull’allro appresso e laforlezza di Santa Maria, fabbricata nel1369, reslaurata nel 1798 e minala dagliInglesi nel 1800.

Questo forte e la piü ampia e regolarefortificazione del golfo. I Francesi ne ri-pararono i danni; nel 1814 si difese pertre giorni e onorevoimente capitolö.

11 forle di Santa Maria , incrociandoquasi i suoi colpi con quelli delle bat-lerie di Santa Teresa sulla cosla orien-tale, impedisce sino ad un cerlo segno1’ ingresso delle navi nemiche nel golfodella Spezia.

Fra questo e il terzo capo e il senodel Varignano che da il nome al magni-(ico lazzaretto posto sulla punta del mon-le che s’ inalza sull’estremila del brac-cio meridionale del seno delle Grazie: fueretlo dai Genovesi dopo la peste di Mar -siglia del 1720.

Tutto il seno del Varignano e circon-dato da un muro.

Il mare v’e si profondo che qualunquenaviglio puö starvi raccomandandosi aglianelli degli scali.