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sto colle per esplorare le posizioni dclrainpo franeese die slringeva d’ assedioTorino (V. Tonmo, Cenni Slorici) seo-prisse gli errori (le’iieinid o facesse indisolenne proinessa all» Vergine Santa, dies’adorava in quella diiesetta, di \olerinalzare al sno noine un magnilico tem-pio seguila die fosse la dispersioue dcl-i’inimieo. Cosi fu. Fiberala Torino e for-nite le guerrescho faziuni, si diede operaal decretato disegno.
Kol 1715 ebbe prindpio io spiananieidodella vetta elie sorgeva aeumiuata. aifer-vando l’ antica chiesuola per dar luogoall’erczione della basiliea e de’luogiii adja-ccnli, sopra il disegno, verainenle regale,dell’ardiitellq di corte 1). Filippo .fnvaradi Messina, cavaliere dell’online di Fri-st o del Porlogallo ed abale di Selve.
Fa prima pietra fu collocala il 20 lu-glio 1717.
Fungo e dispendioso f« il lavoro.
11 solo Irasporto dei maleriali cosldsonmic ingenti.
Quando si pensi die poche e searsesorgenti d’aequa Irovansi in quei dintorni,e che a schiena di mulo dovelle presso-che tutla essere condolta dalle live delPo; che le pietre e i niarnii di coslru-zione, le stalue, le eolonne ed allro fuIrasporfalo col mezzo di liiacchine, nonfarä stupore il conoscere avere la spesaoltrepassato i Ire milioni di lire anliche.
Il primo novembre del 1751 CarloFnianuele III apri solenncnienle la realBasiliea inlitolata al noine di Maria.
“ Sorge il lempio su pianta circolare;btlopilastri molto rilevati dal muro niac-stro, con altrettanle eolonne incastrale incssi, soslengono la cupola.
“ Negli interpilaslri sono sei cappclleclilliche cenlinatc.
" Per queH'interpilastro che e aUincon-Iro all’ingresso principale si passa ad unagrau cajipella ollagona, in fondo a cui eil grande allare. Al di fuori la gradinatagira in centina, facendo rolle e eur\e.Fa facciata ha un porlieo di otto eolonnecorinlic; rinlcrculunnio di mezzo e mag-giore de’Iaterali. Sopra 1’ordinc e un fron-lone che inlcrrompe la balaustrala. Facupola di mezza ligura e in niezzo a duesvelli campanili ». Cosi il Milizia .
Una crifiea severa polrebbe a giuslaragione rilevare alcuni errori dei parti-colari che formano l interno ornainento,e polrebbe anche coudannare i fronlonirovesciali e spezzali, cd allre forme diguslo coitoKo che si seorgono nell'archi-
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lellura delle cappelle; ma e da conside-rarc che il Ju\ara apparleno\a ad unacpoca in cui P arte appena usciva dalcorrollo stile borroininesco e guariniano.Peru c giusto il dire che in mezzo all'a-palia ed al lelargo in cui si giaceva aigiorni dcl .Inuua cgli fu il jirimo, comedisse egregiamenfe Carlo Promis , a levareil cajw dall’onda murin, perdie ebbe fe-race l ingegno e fu abilissima ncl distri-buire le müsse.
Sotto il regno di Yitturio Amedeo 111si schiuscro i solterranei spaziosi e beuarieggiali della basiliea di Superga a se-jmltura dei prineipi cli Sa\oja.
Giacciono <(uesli solle il presbilero cdai lianchi della chiesa, dislendasi in formadi croco a lunghe braccia. I due sarco-faghi jiiü degni di ossen azurn; Irovansialle due eslremifa, uno rimpelto alPaltro.
A destra e quello di Viltorio Amedeo II,a manca quelle di Carlo Emanuele III .
Kollo spccehio del picdestallo di que-sl’ulümo e nolcvole un finito bassorilievoche l'appresenta la baüaglia di Guaslalla,cominendevole lavoro dei fralelli Collini.
Nel ccnlro della croce, rimpcllo all’al-lare sorge nn’allr’urna che serve di de-posilorio al corpo dell’ulliino re. Ora viriposano le ceneri di Carlo Alberto . Fiori,ghirlande, iscrizioni coprono <|ues(o tom-lia. Un albo funerco, deposto nell’oUobre18A9, raccoglie i nomi dei pii visitanti.
Stil cadcre del sccolo scorso, il governoprovvisorio di Piemonlc decrclava (addi0 gennajo 1799) di cangiare la reale ba-silica in un tempio dedicato alla Rico-nosce>iza nazionale, mondando i sotlerra-nei delle ceneri regie e primi pesche, asimililudine di quanlo avevano fatlo i re-icani di Franeia nclle tombe realidi S. Dionigi (6 agosto 1795). Yolevansidestiuare <jue’scpolcri a rice\ere le ce-neri de’ Piemontesi morti sul campo.A malgrado dcl decrelo 0 gennajo T799(17 nevoso, anno VI Rep.), F cliiesa fuolliciala sine al 22 marzo 1801 alla quälecpoca soltanlo la commissione csecutivadcl Piemonlc aboli la Congregtzionc dellaMadonna di Superga, essendo cessali imotividi ullet ionnenle conscriw la in at-licilä.
Ke’jnomeuli diflicili che conevano, ulil-mente adoperossi l’abate Avogadro, giapresidente della congregazione, e seppcmanlencrsi con fermezza e coManza a cu-stodia dcl monumenlo, c serbire illcso ildeposilo delle ceneri rcgali.
Ad opera di lui fu dccretilo di con