Band 
[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
Seite
1224
JPEG-Download
 

l‘i'2« TOR

Intorno alle sless > Pietro Micca leggesian prezioso doemnento nel priino volumedella Storia di Torino dello stesso si-gnor cav. Luigi Gibrario, ch’ e il ricorsodella vedova di Pietro Micca a VittorioAmedeo II .

Venne eslratlo dagli Archivj del Ge*nio Militare.

La vedova rappresenta non aver conche potersi sostenere, ed il colonnello delbattagliöne dell’artiglieria averle semprefatto sperare che dalla clemcnza del prin-cipe sarebbe stala ricoinpensata la mortegenerosa del suo marito.

V’ha pure nella medesima Storia la ris-posta del ricorso, che per essere breve,riportiamo:

i< S. A. R. inforinata della servitü resadal marito della vedova supplicante, eeoinmiserando il povero stato della me-desima,manda airutficio generalerdel soldodi far gioire alla supplicante suddetta didue razioni di pane al giorno sua vitnnaturale durante ».

’Porino, 20 gennajo 1707.

Sott. Di Cavovf.tto, referendorio,d’ordine di S. M.

Chi eslese la supplica non mosIrO diavere notizie sicure. I particolari del-Leroico saerificio del Micca furono nar-rati dal conle Solaro della Margherita (Journal du Siege de Turin ) che li seppenecessariainente dal compagno di lui chesi salvö. Forse quesla imperfetta narra-zione e slata causa della troppo scarsamercede che ottenne la vedova.

In seguito Vittorio Amedeo ordinö chela famiglia del Micca avesse in perpetuolo stipendio clT e slabililo agli artiglieri,e i suoi reali suceessori, cessato il go-verno francese , onorarono ancora PietroMicca nelTultimo rampollo di sua fami-glia, morto or son pochi anni, imparten-dogli il grado onorario c lo stipendio disergente artigliere. il corpo-reale di arti-glieria il presento d’una sciabola, quellodegl’ingegneri fece coniare una medagliain onore del forte biellese. Ultimamentere Carlo Alberto gli fece innalzare unmonumento in bronzo nel corliie dell'ar-senale di Torino .

BtOGRAi'lA TORlMtSE.

Ecclesiustici lorinesi degni di menzione.

Amizonc, ehe reggeva la chiesa tori-nese nel 000; fece fabbricare sul montcPirchiriano la chicsa di S. Michele.

tÖR

Guido llj elelto veseovo di Torino nel1519; chiamato dalTUghelli vir pius etdoclus.

Tomnmso di Savojaj ligliuolo di Fi-lippo principe d'Acaja e della Morea, eleltoalla sede di Torino nel 1348; frenö laprepotenza dei marchesi di Saluzzo; tennepiü sinodi, riparö la cattedrale.

/ ])relati della Rovere. La nobile fa-miglia torinese della Rovere diede varjpontefici alla chiesa di Torino , cioü Do-menico cardinale, veseovo nel 1482; Gio-vanni I.odovico nel 1B01; Giovanni Fran-cesco primo arcivescovo di Torino nel1818; Girolamo, cardinale ed arcivescovonel 1864.

Giulio Cesare Bergera dei conti di Ga-vallerleone, laureato in ainbe leggi, eleltoarcivescovo di Torino nel 1642.

Michele Antonio Vitid, nato in Torino circa l’anno 1630, creato arcivescovo diTorino nel 1690.

Carlo Tommaso Maillard dl Tournon ,nato il 20 dicembre 1668, creato da Gie-men te XI suo visitatore e legato nellaGina e patriarca d’Antiochia nel 1701, oposcia cardinale di Santa Shiesa; fu im-prigionato dai Ginesi, e mori in carcerenel 1710 per aver condannalo con liberavoce i riti cinesi che venivano lollerali daiGesuiti .

La sua legazione diede origine a moltiscrilti.

Le migliori meinorie furono pubblicatenel 1762 per cura del cardinale Passio-nei, co! litolo. Memorie storiche della le-gazione e Worte del cardinale di Tour-non , esposti con monumenti varj ed au-tmtiei non piü daN in luce. Roma , 8 vo*liuni in-8°.

A Roma il cardinale di Tournon erastato uno dei primi soej dell’ Accadeiniadegli Areadi sotto il nonie di ErasmoIdalco; ed il Crescimbeni quivi recitö ilsuo elogio funebre.

La sua vita fu scritta dali’abate Fati-nelli.

Carlo Vittorio Amedeo delle Lanze , li-gliuolo di Agostino contedi Sale e di Vinovoe di Barbara Piossasco, nacque in Torino il primo settembre 1712.

Nel 1743 fu abate di S. Ginsto di Susa ;venne creato poscia prelalo della regiacorte e cardinale, nonchfe decorato delcaratlere episcopale, e successivamenleinsignito delle abazie di Lucedio e di SanBenigno di Fruttuaria.

I suoi contemporanei ammiravano inlui una vastissima crudizione; il suo pa-