Band 
[Volume secondo. Parte prima. Parte secunda.]
Seite
1345
JPEG-Download
 

VEN

viti; ma non si raccoglie di vino e d’ o-lio una grande quantilä. Un notevole lu-ci'o proviene piutloslo agli abitanti dallosmercio degli agrumi.

Vi si rinviene caice carbonala in cri-stalli, caice carbonata-alabastro, bianchis-sima, non che lignile fragile.

L’abitato della cittä posto sulle pendicidi una rupe, alle cui falde orientali scorrela Roja, nulia offre di notevole.

Fra Ie chiese si distingue la cattedra-le, di bella arebiteüura, del seeolo VI.Ma sopratutto merita menzione la chiesadi S. Michele, il cui abside, dibellissimaforma, non che parte del coro apparlen-nero giä ad un tempio pagano.

Vi hanno due case di religrosi, cioe uninonastero di Canonichesse ed un con-vento di Francescani . ln quest’ultimo ecollocatal’antica eeelebre biblioteca Apro-siana, che giä conteneva diecimila voliimi,ma che ora nonneritiene la metä, causale depredazioni sofferte sullo scorcio delpassato seeolo.

Uno spedale e due pie opere provve-dono ai bisogni dei poveri: il primo pos-siede un annuo reddito di lire 5200.

All' istruzione della gioventü provvedeun collegio, ove &’ insegna sino alla teo-logia inclusive: ma scarso viüilnumerodegli alunni, die nell’anno 1848-49 nonsuperarono i settantacinque in tutto.

Sur un colle sovrastante alla cittä siveggono le rovine di (.'astell’Appio , con-sistenti in due torri di pietre quadrate.Vuolsi edificato gia dai Romani , e cosidenominato dal Dio Api, di cui un ido-letto in bronzo fudissollerralonon e guari.

Sopra un altro colle ergesi tuttora ilforte detto di S. Paolo, costrulto dai Ge-novesi nel XIII seeolo. Questo forte co-munica per un sotterraneocon altro fortedi recentissiina erezione.

Cesno storico. — Ventimiglia cra nelleetä piü rimote capitale dei popoli Inte-melj che godevano fama di essere so-prammodo bellicosi, e che stettero con-tro Roma in favore dei Cartaginesi. Madopo ottant'anni di guerre, dovettero an-cb’essi riconoscere il romano dominio, acui furono assoggettati nel 659 di Roma dal console Scauro .

Ventimiglia per altro non vi perde,che, ottenuta presto la cittadinanza roma -na, crebbe di abitanti e di abitazioni.

Se non che una grande sventura vennea colpirla quando nelle guerre tra Vitel-lio ed Otlone, gli eserciti di quest’ultimoseagliatisi sopra Ventimiglia la posero

VIN 1548

a ruba ed a san ue, fatto compassione-vole, narrato da Tacito coi piü tetri co-lori, nella vita di Apricola.

Ne erasi ancoia riavuta del tutto daisofferli danni quan lo sopravvennero lobarbariche ii ruzioni: che la cittä fii presadai Goti dopo longa resistenza, abbaltutele fortiticazioni, attetali i monumeuti, di-spersi gli abitanti ch’erano sfuggiti alferro degli inimici.

Ventimiglia j isors > per la secondavolta (lalle ruine, mereb il soccorso del-l’imperatore Cuftanzo, accorso a niederein fuga i barbnri: so non ehe, rieonqui-stata dai Goti, poi dai Borgognoai, poidai Longobardi , non riposo se non sotto1’ ali del poterc di Carlo Magno , epocain cui licomincio ad avere qualehe im-portanza.

ßen e vero che i Saraceni di Frassi-neto, dislrutta S. Remo, allora villa Ma-turiana, si volsero cuitro Ventimiglia ,e le fecero provare giavissimi mali; masnidati costoro nel 973, per opera di varjprincipi collegili, la citta visse finalmentein pace.

Ventimiglia fu eretta sin da quest’epocain contea, limitata ad occidente dall an-tico contadodi Nizza , u settentrione dalleAlpi , a levante dal fiume Taggia.

II primo de’suoi conti, menzionato dallasloria e Gorrado I, q lartogenito di Be-rengario figlio di ßosone, marchese diToscana nel 965.

Nella cittä peiü era poca la loro giu-risdizione , reggendosi cssa a municipio :signoreggiavano bensi nelle \alli supe-riori, ne il loro dominio trapassava perprimogenil ura, ma si spartiva fra tulli ifratelli.

Intanto i Genovesi , finite le guerred’Oriente, miravano ad ingrandirsi nelleriviere: Ventimiglia avendo ricusalo diobbedirle, vennev i coslretta dopo un’as-sedio per terra e per n are nel 1139. Enel 1156 I o Messt Guido uc Guerra, conledi Ventimiglia , dono alla Repubbiica tutlii suoi cas ! eili, riccvendoli poscia in feudoda essa p :r investitura.

Soltraevasi al genovese dominio la no-stra cittä di 11 a qualche tempo, ma nel1222, dopo una coraggiota resistenza diquattro auni, era nuovan.eute assoggel-tata; e pt.r assicuiarsene il possesso Ge-nova facet’a costrurvi due forti, l’uno sulmonte Apio , Fallt o nel 1t ogo piü emi-nente della cittä.

Dorante le lotte fra guelfi e ghibellini,Ventimiglia si tenne dalla parte di que-