PIS
golo estremo di terra, dove si univano in-sieme il Serchio e 1’ Arno , innnnzi che ilprogressivo inlerramento deüa sua spiaggianvesse allontonato Pisa dal inare.
E volendo snpporre che la venuta deiGreci a Pisa sia accaduta avanti la distru-zione di Troja, che verrebbe ad essere!200nnni avanti la venuta di Gesü Cristo , intal caso bisognerehbe dire che Pisa fassenna delle piü vetuste e la piü coslante-mente celebre cittä dellTtalia,
Io non starö qui a rammentare le oscureparole del greco Licofrone che viveva duesecoli e mezzo innanzi l’era volgare, al-lorche qualificö Pisa tra le piü insignicittä nel tempo in cui Enea capitö in Ita-lia. $on dirö con Plinio che Pisa abbiaavuto origine da Pelope e dai Pisei, grecagente capitata nelle coste d’Italia , tredicisecoli avanti la nascita di Gesü Cristo . —Neppure ini atterrö a Dionisio d’Alicar-nasso col snpporre Pisa fiorente sino daquando Deucalione condusse in Ausoniai suoi Pelasgi. INe voglio afüdarmi piüdegli altri a Strabone che fece nascerePisa da Nestore , re di Pilo, allorche que-sti dopo la presa di Troja, sbagliundocanunino, navigö in Italia , approdando coni suoi nel seno pisano. Dirö piuttosto es-sere piü in voga di tutte le tradizioni chePisa , ossia I 'Alfea de'Greci, fosse conqui-stuta dagli Etrusehi, i quali I' incorpora-rono al loro territorio, siccome ne avvisail sommo epico latino, dicendo che Pisa forni ad Enea un battaglione di mille guer-rieri.
Nos purere jubent Alpheae ab origine
Urbs Etrusca solo, — (Aeneid. , Lib. X).
Checche ne sia, sembra credibile bensiche Pisa fosse da tempi assai remoti rag-guardevole, qualora si contempli la suaposizione molto opportuna alle operazionimarittime, ben difesadalla natura mediantedue fiunii i quali, üancheggiandone i lembi,si accomiinavano costä, quasi nel centro diuna ferlile e irrigatissinia pianura, a pocadistanza da nionti forinati di niarmi, ve-stili di pinie di alberi di ulto fusto, pro-prj alla costruzione navale, in una parolaper dolcezza di clima, per serenitä di cielo,per prodotti di suolo, salubre, ricca e de-liziöse.
Con tuttociö mancano documenti da po-tere asserire che Pisa avanti il dominiode’Romuni, per potenza, popolazione, gran-dezza e conimercio, fosse una delle cittä
PIS SOI
piü considerevoli dell’Italia . Imperocchesebbene il geografo Strabone abbia dettoche i Pisani primeggiarono fra gli Etru-schipervaloreguerriero, trovandosi spessoalle prese contro i Liguri loro importunivicini, ciö nondimeno resta sempre incertotutto quello che spetta a Pisa innanzi lastoria di Roma ; e solarnente dopo chequesta figlia di Romolo divenne potenza,incominciö per la nostra Toscana ad al-beggiare un poco di luce, la quäle si resealquanto piü chiara fra il Y ed il VI se-colo di Roma, circa 300 anni avanti GesüCristo .
Per modo d’esempio, e tuttora una que-stione storica irresoluta quella di saperese Pisa posta nel suolo etrusco facesseparte dell’antica Etruria ;e se la porzionedel suo territorio situata alla destra del-I’ Arno e del Serchio era coinpresa nel-\’Elruria Media anziclie nella Liguria, os-sivvero i\e\Y Etruria Circompadana ?
Ho giä detto che Pisa antica era fab-bricata suU’angolo formalo a destra del-l’Arno, a sinistra del Serchio , (An ser,Esar) Iä dove i due fiumi univnnsi in unsolo. Di tal veritä fecero testimonianzaper tutti Strabone , Plinio e Rutiiio i\u-maziano, 1’ultimo dei quali, allorche visitöla stessa cittä nell’anno 415 e nel 41Gdell’ era volgare, descriveva nel suo iti-nerario la congiunzione dei due fiumicosi:
4lpheae veterem conlemplor originis Ur-
(bem,
Quam cingunt geminis Aaser et Arnus
(aqais.
Conum pyramidis coeuntia flumina du-
(cunl,
Jntratur modico frons patefacta solo:Sed proprium relinel communi in gurgile
( uornen,
Et pontum solus scilicet Arnus adis.
Anche Strabone aveva detto che, doyel’Arno e il Serchio (seppure e quel dessoappellato Esnr ) confluivano nei sito diPisa , ivi l’impeto delle onde faceva alzareil livello nella corrente di mezzo, per talmodo, che impediva alle persone situatenelle due opposte rive di vedersi fra loro.
Io giä dissi all’Art, Lccca, DizionariodellaToscana (V. III,p. 877), che se Polibio nellasua /storia, seSilace nel suo Periplo fecerodell’Arno il confine occidentale deil’Etruria ,niuno di essi due, ne alcun nitro unticoscrittore che a me sia noto, si occupö ditrnrnandare ai posteri la notizia: « Se il