903 PIS
territorio anlico pisano alla loro elä ol-trepassasse o no il fiiune maggiore de//«Toscana ».
Che piü citando un passo di T. Livio(Lib. XXXIV, cap. 86), poco dopo io sog-giungeva: Che da quello e da altri ri-
seontri dello storicö patavinp mi sembravapoter concludere, che la cittä di Luni ,prima Etrusca, quindi Ligure , poi sociafinalmente, suddila di Roma , dipendeva daiconsoli e dai proconsoli residenti in Pisa .Inoltre io ivi diceva che dopo cotest’unionedi Luni e di Pisa alla Rep. di Roma , ilterritorio Lunense Iungo il littorale to-scano confinava immediatamente con quellopisano ». — Y. Pietrasanta .
Di piü io aggiungeva: che qualcunoforse potrebbe domandare: da quäl parteil territorio assegnato neH’anno 577 abU. C. alla colonia romana di Lucca con-finasse con quello ch’ era slato coneessotre anni innanzi alla colonia latina de-dotta a Pisa ? Di piü; come si potrebbeconciliare la storia di T. Divio con Livioistesso, rapporto ai 303,000 jugeri di ter-reno assegnato alla colonia di Lucca , ter-reno che egli disse tolto dai Romani aiLiguri, ma che innanzi tutto appartenevuagli Etruschi? come spiegare tuttociö do-po che la Tavola Velejate ci ha dimo-strato che il territorio della colonia, ossiadella reptibblica lucchese, anche all'epocadell’imp. Trojano, si estendeva fino al ter-ritorio di Parma e di Piacenza , vale adire, sul rovescio dell’Appennino ?
Questioni importantissime sembravanoqueste per me, comecche poco confacentiall’ opera che tengo indefessamente framano. Dirö solo (in quanto all’ ultimoquesito) che le parole di T. Livio e laTavola Velejate concordar potrebbero conle vicende istoriche quante volte l’eruditodistinti bene i tempi e le cose, richiamarprocura alla sua memoria de’fatti di na-tura consimile. Avvegnache se T, Livio,discorrendo delle colonie romane dedottea Bologna, a Modena e a Parma (Hist.,Lib. XXXVII e XXXIX), diceva che ilterritorio stato assegnato a quei coloni,sebbene tolto ai Galli ßoj, innanzi spet-t.ava agli Etruschi; per la stessa ragioneü lecito supporre che il terreno della co-lonia di Lucca conquistato dai Romaniai Liguri potesse essere innanzi appar-
tenuto agli abitanti dell’ Etruria .
Ma di quäl’Etruria ? non giä io credodella Media come era la Toscana fino al-l’Arno , ma piuttosto dell’ Etruria Circom-padana la di cui estensione oltrappen-
PIS
»M/i« e forse cisappennina, non fu , ch’ iosappia, definitivamente dimostrata. Impe-rocche nnlla si oppone al mio dubbio cheil territorio dell’ Etruria Circompadanaattraversasse una volta l’Appennino inguisa che le popolazioni piü ineridionalidi quegli Etruschi eomunicasscro con ipopoli piü occidentali dell 'Etruria Mediao Centrale, innanzi che nella contrada fral’Arno e la Magra, penetrassero le tribüdei Liguri Apuani. Arroge che il munici-pio di Lucca sino ai tempi del romanoimpero continuö a far parte della GalliaTogata o Cisalpina , dipendendo dal go-verno di quei proconsoli, come io avvisavaall’Art. Lucca .
Comunque sia, torno a ripetere che laStoria di Pisa innanzi che essa cadesse inpotere dei Romani resta per anco all’ o-scuro.
La perdita della seconda deca di TitoLivio ed il silenzio di tutti gli altri Sto-rici sulle conquiste fatte neirEtruria oc-cidentale non ci permette di scuoprire inquäl’ epoca precisa Pisa fosse occupatudall’arme dei Lazio . Altronde i marmi ca-pitolini fissando all’anno 516 U. C. il primotrionfo riportato dai consoli sopra i Li-guri conünanti con l’Etruria , e la notiziaaggiunta da Polibio sulla conquista totaledegli Etruschi fatta dai Romuni, coiuci-dendo con la venuta di Pirro in Ilaliadopo domali i Sanniti e molte tribü deiGalli , ciö basta a scuoprire che fu alloraper la prima volta quando le romane le-gioni si avanzarono al di la dell’Etruria per conquistare il restante d’Italia . Chese coteste eongetture sembrussero troppovaghe, altronde Livio aggiunge qualcheavviso per decidere che poco dopo laprima guerra Punica i Pisani erano al-leati dei Romani tostoche da Pisa nel-l’anno 520 o 21 di Roma (232 avanti G. C.)il console Q. Fabio Massimo Ferrucosodopo aver vinto in terrafenna alcunetribü di Liguri, veleggiö con le sue ie-gioni nell’isola di Sardegna , dove riportövittoria. Finalmente in Pisa due annidopo si riunirono le romane legioni sottoil cons. Marco Papirio Masone, per recarsidi costä nell’isola predeita o in quella diCorsica.
Ma il fatto piü decisivo dell’amicizia deiRomani con i Pisani lo fece conoscere ilprenominato Polibio all’anno 528 o 29di Roma (avanti G.C, 223), quando il con-sole Cajo Attilio Regolo sopra numerosinavigli imbarcö le sue legioni per tornaredalla Sardegna a Pisa e di lä per l’Etru-