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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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sehe maremme recarsi ai comizj di Roinanel tempo che senza sua saputa la To-scana eia invasa da liumerosissime ordedi Galli che restarono dai due consoliromani nei contorni di Cosa disfaite. —(Polyb. Ilislor., Lib. II).

Nel quäl eonflitto essendo stalo uccisoil console C. Altilio, il di lui collega su-perstite L. Emilio Popo fu solo a goderein Roma gli onori del trionfo accadutonel giorno 5 di marzo, siccome ne’ faslicapitolini con le espressioni seguenti fu re-gistruto.

L. Aejiilius, Q. F. Cn. N. PapusCons. A n. DXXIIX

! De Gali.eis III. Non. Mart.

i

I Dobbiamo pure allo storico medesimoTaltra notizia, cioe, che il console P. Cor-nelio Scipione nell’anno di Roma 535 o536 (218 nvanti G. C.), oppena seppe che! Annibale col suo esercito aveva soperatole Alpi per discendere in Italia , egli conscelto numero di milizie da Roma navigöa Pisa , e appena ehbe raccolto un eser-cilo di costi, passö l’Appennino per scen-; dei'e in Lombardia , dove il console fu

'' vinto e con grau perdila di gente du

| quelle di Annibale fu messo in fuga (Oper,i eil., Lib. III).

Appena terminata la seconda guerra pu-nica il senato di Roma deliberö d’inviareun esercito nell’ Etruria occidentale con1’istruzione ai consoli di soggiogare spe-cialmente quei Liguri e Galli Gisalpini, i; quali nell’ invasione di Annibale si eranoi uniti a lui contro i Romani.

Correva 1’ anno di Ronra 558 o 559quando ai cons. L. Valerio Flacco fuordinato di portare la guerra fra i GalliRoj, nel tempo slesso che il pretore del-rEtroria a P. Porcio Leca riceveva 20ÜÖpedoni e 500 soldati di Cavalleria per re-carsi a Pisa e ciö ad oggetto di prenderealle spalle le tribii ligustiche piü orientalidel toscano Appennino . — V. l’Art. Ap-pennino Toscano .

Due anni dopo giunsero lettere in se-nato del pretore deH’Etruria Marco Cincio,in data di Pisa , con la notizia che i Li-guri di varie tribii erano comparsi ad untratto in numero di 20,000 nel territoriolunense, e che di lä s’ inoltrarono lungola marciu nel territorio pisano, — (Livii,Histor., Lib. XXXIV),

Döndeche poche settimane dopo com-parve con le sue legioni il cons. Q. Mi-nucio Termo, il quäle appena arrivato in

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Arezzo, punto di riunione, mandö un ap-posito editto, per cui presto mise insieme15,000 soldati a piedi e 5000 a cavallo dipopoli coscritti. Al quäle esercito per de-creto del senato furono aggiunti altri mi-liti staccati dagli eserciti dei consoli del-l’anno precedente.

Frattanto le mosse de’ Liguri invasorisi accrebbero fmo a 40,000 quando ilcons. Q. Minucio mosse il suo esercito daArezzo all» volta di Pisa , in tal guisa che,al dire di T. Livio, fu condotto con taleriserva ed in ordine di battaglia, come seavesse temuto che i Liguri Io assalisseronelle Valli deH’Arno inferiore a Firenze ._ (tu/, Lib. XXXV).

A quella eia pertanto i Pisani eranosoej del popolo Romano, siccome Io di-chiarava in quell’occasione T. Livio, di-cendo, che il cons. Q. Minucio con leg-gieri combattimenti intorno a Pisa difen-deva l'cnjro de’ soej.

Frattanto arrivö il tempo de'comizjdi Roma (marzo 503 o 564) e sebbene ilproconsole Q. Minucio nel terz’anno delsuo proconsolato avvisasse il senato diRoma pei Liguri limitrofi si erano datiper vinti, nondimeno nel quiiito anno quellarazza indomita di montanari rinnovö leostilitä con maggiore apparato di guerra,sieche nei comizj del marzo 563 o 566 diRoma , fu decretato che al cons. M. Vale-rio Messala fasse assegnala la provinciadi Pisa con quella della prossima Ligu-ria. Ma passö l’anno senza che quel con-sole facesse alcuna impresa costä degnadi memoria.

Per la quäl cosa oppena eletto 1’ annodopo i cons. M. Emilio Lepido e T, Fla-minio Nepote, fu dai senatori deliberatoche ad entrambi i consoli fosse affidata1’impresa della guerra ligustica. In con-seguenza il cons. Fiaminio condusse lesue legioni nella montagna di Pistoja perbattere i Liguri Friniati (nel Friijnano),quindi dopo averli vinti portö la guerracontro la tribü de’Liguri Apuani, i qualianche nell’anno antecedente avevano futto! due scorrerie, una nell’agro pisano e I’al-j tra nel bolognese, ed anche costoro fu-rono battuti solennemente dal cons. Fia-minio, e costretti ben presto darsi pervinti.

Che perö questi Ultimi, si mantenesseropoco tempo soggetti al voler dei Romani| e dimostrato dalla spedizione ordinata nel-i l’anno successivo quando il cons. Q. Marcio! Filippo mosse contro essi le sue legionite quali furono assalite dai Liguri Apuani