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in Iuogo nngusto e di difficile passaggio,per cui vi reslarono uccisi 4000 Romani,vi si perdettcro tre insegne della secondalegione e 44 stendardi di socj.
Alloru il senato ai nuovi comizj del 568 o569, ordinö a! naovo cons. M. SempronioTuditano di vendicare tanta ignominia, ciöche (jnel console valorosamente esegui, esuperando egli l’asprezza de’luoghi e l’an-gnstia de’passaggi, passö dalla Garfagnanaalta in Val-di-Magra e di lä ol porto diLurii, — V. Minucciako.
Ma tre anni dopo quelle feroci tribüavendo fatlo nuove insurrezioni, appenacreati i ennsoli (anno di Roma 574 o 72)L. Emilio Paolo e Gn. Bebio Taufilo ,entrambi ftirono inviati contro quei mon-tanari. Era giä avanzato I’autunno di dettoanno quando uno dei cons. L. EmilioPaolo , fece prendere alle sue legioni iquartieri d’inverno in Pisa , dove appenaterminati i comizj del marzo successivo,tornö 1' altro eollega, Gn. Bebio comeproconsole, confermato in console, nei co-mizj del 572 o 73, avendo per compagnoP. Cornelia Celeijo.
Fu durante quest’ultimo consolato che ii Romani costrinsero i Liguri a rendersia diserezione, cnstringendo quella duragenia ad abbandonare le sedi avite ed isepolcri de’ loro maggiori, trasportandoliin numero di 40,000 nel Sannio , dove aquelle tribü ligustiche fu dato II nome deiloro conduttori, di Corneliane e di Be-biane.
Quindi l’anno dopo (573 o 74) i Pisanitrovandosi liberati da un'oste cotanto in-festa, inviö legati a Roma perehe s i-cassero quei senato n voler mandare aPisa una colonia di cittadini, la quäle fuloro concessa di diritto perö latino , asse-gnando per triumviri incarieati di ripar-tire loro I’ agro pisano dai triumviriQ- Fabio Buleone, Marco e Pablio Le-imte,
Dalla deduzione pertanto della colonialatina sembra che la eiltä di Pisa cessassedi essere socia e confederatn , ma inveceche la cittä col suo territorio restasseroincorporate all'Italia romana. — V. Pisa,Comunitä.
E siccome in seguito il popolo dell’Ita-lia romanh fu ripurtito in 35 tribü, laciltä e il territorio di Pisa fu aggregataalla tribü Galeria.
Non si eonoscano perö i eonfini asse-gnati al territorio della cittä di Pisa , os-sia della suu colonia, comecche nascessequestione pochi anni dopo fra i coloni di
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Pisa e quelli di Lncca. — V. LlioCi al-i'anno di Roma 585.
Che se T. Livio fece di Pisa la resi-denza bene spesso de’pretori dell’ Etruria e de’ proconsoli, se dichiarö questa unaprovincia diversa dai Liguri limitrofi edai Galli , cui apparteneva la vicina cittädi Lucca, bisogna ammettere che Pisa colsuo territorio, dopo la deduzione in essadella colonia latina , restasse incorporutaalla Toscana, o, per dir meglio, all’Italia romana.
Vi saranno probobilmente alcuni chepotrebbero porre innanzi alcune diflicoltä,tale sarebbe quella una della Via Emiliamunita dopo che il console M. EmilioScauro ebbe vinto in Lombardia la tribüde’ Liijuri Gatisci , vale a dire, nell’anno639 o 40 di Roma , 66 anni dopo l’inviodella colonia latina a Pisa , la quäl via,dice Strabone (lib. V), passava per Pisa e Luni sino ai Sabazi, quindi Io stessoStrabone aggiunge, essere quei M, EmilioScauro medesimo che niediante la costru-zione di grandi fussi navigiubili per pro-sciugare la pianura di Parn lla e eondurrequelle acque stagnanti nel* Pö. Ora seScauro operava ciö nella ; sua provinciain ternpo del suo proconsolatdb 11011 avrebbeperaltro potuto costruire un 1 ? strada mi-litare conia era questa dell’En|}j|jä(ii Scauro ,o fuori della suu provincia, vale a dire, didovere entrare dalla Gallia 'Eogata nellTtn-lia romana , tostoche allora vigevu la leggeche inibiva ai proconsoli di oltrepassarei limiti delle provincie loro assegiuite,inentre un’ altra legge assegnava ai solicensori le costruzioni o restauri denlrol’Italia delle o^ere pubbliehe e delle grandistrade militari.
Veroe che Strabone non indica il ternpoin cui M. Emilio apri la continuazionedella Via Aurelia, nuova per Pisa, Luni e di lä sino ai Sabazi nella Liguria , eciö ci dä occasione di dubitare, che tale.impresa, rispetto ahneno all’Italia , fasseeseguita qualche anno dopo il suo pro-consolato nella Gallia Togata , cioe versol’anno di Roma 647-48, quando M. Emi-lio, al dire di Aureiio Vittore, fu ereatocensore. _ V. Via Emilia di Scal’ro.
Frattanto se le guerrecivili scemavanospecialmente in Italia la popoluzione, dal-I’ altro lato a Pisa doveva aumentarsil’agro pubblico a proporzione che le tor-be trascinate costä dalle acque del Ser-chio e dell’Arno spingevano il littoralepisano sempre piü langi dalla sua capita-ie, Non era infatti Pisa piü lungi dal märe