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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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di 20 stadj olimpici, corrispondenti a circadue iniglia geografiehe, quando l’imp. Ce-sare Augusto inviö a Pisa una secondaColonia militare, che chiamossi ColoniaJulia Obsequens, quando cioe quell’impe-ratore dopo la vittoria di Azio e dopo lariduzione dell’Egitto, popolö l’Italia di 28colonie di soldati, arricchendole di en-trate, di diritti e di dignitä, sicchö cote-ste colonie tanto rispetto ai suffragj, comerispetto alle leggi ed ai loro magistrati,potevano quasi paragonarsi ad altrettantepiccole Rome .

Non tutte le 28 colonie militari messeda Augusto in 28 anni in Italia sono an-cora conosciute, mentre 42 solamente fu-rono indicate da Frontino, due dal Sigo-nio, ß dai marmi Gruteriani e una daimarmi editi dal Noris.

Inollre un’iscrizione Ancisiana, pubbli-cata dal Grutero, ne avvisa che neH’annodi Roma 723 o 24, e di nuovo nel 739 o 40si assegnarono a poco piü di 200,000 sol-dati predj pubblici, parte comprati e partetolti ai municipj.

In ogni modo a Pisa faceva duopo averegente molta e laboriosa, onde coltivare lesue vaste pianure, e per fornire alla suamarina robusti operaj. — V. Porto Pi-

SANO.

Quindi e che si trovano i coloni mili-tari di Pisa inscritti nei collegj de’fabbrinavali e dei fabbri tignarj della StazioneAntichissima Pisana, siccome leggesi inun marmo Gruteriano.

Era solo a Roma riservato il collegiode’pontefici, quello degli Augustali Pisani,cui erano stati ascritti i due fratelli GajoCesare e Lucio Cesare , entrambi figli diM. Agrippa e di Giulia Augusta, adottatidal suo avo i’imp. Ottaviano , diedero mo-tivo ai Pisani di registrare le loro dotiadulatorie in due lunghi marmi, i qualiper fortuna furono illustrati da un cele-hre prof. il cord. Noris in un’ opera cheha per titolo: Cenotaphia Pisana, pre-venuto forse dal prof. Pagni con un la-voro inedito esistente nella Biblioteca Ma-gliabechiana.

Strabone che scriveva la sua Geografiapoco dopo la morte de’ due fratelli sud-detti, e che visitö cotesta contrada, poteindicare meglio di ogni altro la situazionetopografica di Pisa ed i prodotti princi-pali del suo territorio.

Per quanto nei marmi de’Cenotafj Pi-sani si rammentino i bagni pubblici, learene pei giochi circensi e scenici, e chefino d’allora esistessero in Pisa terme eToscana

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circhi, contuttociö degli edifizi di Pisa ro-mana, ad eccezione delle arche, di varieiscrizioni lapidarie dei tempi dell’impero,di non pochi torsi, teste ed altri fram-menti di statue, attualmente non restanoivi sopra terra che meschini ed inetti re-sidui di terme, gli avanzi di un tiepidarioforse piü antico.e di due colonne di marmocon i suoi capitelli restati in posto e cheservire dovettero di veslibolo ad un tem-pio pagano, e tutte sotto gl’ imperatoriAntonini, ed ora per due terzi sepolte edappoggiate a un muro dove fu la sop-pressa chiesa di S. Felice.

Io dissi quelle due colonne del tempodegrimperatori Antonini, arguendolo dailascultura di quei capitelli e dalle pupilletrapannate a quelle teste, il quäl uso perasserto del Yinckelman non lu introdottoin Roma innanzi il regno di Adriano , odel suo successore Antonino Pio , che fuanche preside in Toscana a nome di quelmonarca.

Io non starö qui a rammentare qualmentespetta all’epoca della presidenza di Antoni-no Pio la sostituzione dei termini di pietraa quelli di legno nelle colonie marittimedell'Etruria, allorche l’imp. Adriano fecesoslituire ai termini di legno di quellecolonie altri di pietra, sui quali fu scol-pito il numero progressivo fino al confinedel territorio di ciascuna colonia. — (Ope-re di diversi autori de Coloniis). —- V.Lago di Porta.

Solamente rammenterö fra le opere pub-bliche che maggiormente illustrarono ilgoverno di Antonino in Toscana, Pisa su-periormente alle altre cittä conserva iscri-zioni majuscole a quel benemerito sovranorelative, al quäle devesi pure la restaura-zione della veccliia Via Emilia, fatta dueanni dopo la sua incoronazione, vale adire, nell’anno 440 di G. C., siccome ap-parisce dal tronco di una grossa colonnamiliare stata collocata lungo la Via Emi-lia al Crocino, presso Rimazzano , al mi-glio 488 da Roma , e dopo 1’altro cippoche indica il miglio 487, senza dire dialtri cippi da me trovati abbattuti pressoquella via e fatti di marmo miliare biancodi Campiglia.— V. Campiglu, Comunitä.

Ne io credo che a quelle frequenti co-lonne miliarie della gründe strada Ma-remmana, riferire volesse Rutilio Numa-ziano, allorche si recava dal Porto Pisanoa Pisa , tostoche ne la Via Emilia si re-cava al Porto Pisano, ne le vie vicinalimancavano di pietre miliari per cui Ru-lilio potfe dire: