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Senonche tule divieto avendo incon-trato qnalcfie difiicoltä fu ciö modificatocon un truttato conchiuso nel 46 giugno1481 fra i Lucchesi ed i Pisani , rnercecui il lucro delle zecche doveva ripartirsifra i due Comuni, o condizione che i Pi-sani non dovessero fabbricare piü inonetecol conio luccliese.
Era giä qualcbe tempo che l’imperatoregreco aveva espulso da Costantinopoli luttii Pisani cui lolse merci e diritti, fino ache con trattato del 15 diceinbre 1171,egli fece restituire i fondachi ed i dirittitolti con l’obbligo di pagarli per ii corsodi 13 anni avvenire 500 bisanzi d’oro. IIquäl trattato fu scritto da un celebregiureconsulto pisano Burgundio , quellostesso che molti anni innanzi avevu assi-stito ad un contratto rogato in Pisa , 23dicenibre 1148. {Arch. Arciv. di Pisa ).
E qui rispettö al tempo merita di es-sere indicata 1’ epoca della prima pietrafondamentale del Campanile torto di Pisa ,posta nel 9 ngosto del 1174. Vuole pureche si rammenti qui la disfatta data daiMilauesi all’esercito di Federigo I (anno1469 e 1176) e la perdita fatta dai cri-stiani della cittä sanla di Gerusalemme (anno 1184).
La quäle notizia contristö talmente ilpopolo Pisano, che si diedero a preparareuna numerosa llotliglia di armati per re-carsi alla terza crociata in Palästina, met-tendo al comando di quei loro assegnali1’ arcivescovo Ubaldo Lanfranchi (anno1189), legato npostolico trn il primo edil secondo anno del pontificato di Cle-nicnte III.
Frattanto alcnni storici pisani riportanoall’anno 1190, forse 1189 ( Stile comune), lariforma politica di quel governo, suppo-nenclo essi che al reggimenio de’consoli fos-seroallora sostituiti glianstcmi. Iquali unitial Consüjlio di credenza doveva deliberaredegli interessi maggiori di quel Comune,mentre il poteslä aveva 1’ ispezione ed ilcomando degli eserciti, e presiedeva agliaffari di giustizia eiviie e criininale, taieinsomma che dal p otestä furono eccettualigli affari commerciali, ai quali sopravve-deva fino d’allora un magistrato chiamatodelle Consuetudini di mare, poi del Con-solato.
Io dissi essere supposizione la riformapolitica del governo di Pisa all’anno 1189o 90, tostoche il padre delle Antichitä lta-liane riportö molti fatti tendenti a con-fermare, che 1’ epoca di tali riforme nelComune e cittä di Pisn non ö rosa facile
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a precisarsi, mentre lo stesso Muralurinella Dissert. 49 delle sue Antichitä riportadei trattati del 1214, 4221, ecc., ecc., fattidal Comune di Pisa con ultre cittä per lamediazione dei loro sapientissimi consolidelle Comuni.
Ciö e anche rneglio chiarito dai primislaluti o brevi pisani, che il pubbiico damoltissimi anni attende di vedere datialla luce du un professore di quella uni-versitä, corredali di ulili e desiderate il-lustrazioni.
Tutto stä che uno de’primi (se nonforse il primo) potestä di Pisa fu quelconte Teodice della Ghernrdesca che eser-citava cotesto importante uflicio in nomedel popolo pisano, allorche il 30 maggiodel 1193 riccveva dall’imp. Arrigo VI unonorevolissimo diploma per la sua patria,che quel Ccsare confermando ciö ehe avevascritto S. Bernardo all’ irnp. Lotlario 111dichiarö rispettö alla [edeltä verso gl'im-peratori che la cittä di Pisa fino dallasua origine si dislinse superiormente allealtre, per cui fu largo verso quel Co-mune di varj privilegj.
Una quasi simile elargitä usö per allroArrigo YI con i Genovesi , aflinche conti-nuassero con le loro furze iriarittime acoadiuvarlo nell’impresa di eaeciare dalleSicilie il conte Tancredi che se n’era fattosignore. Mb l’odio invetcrato tra i Geno-vesi ed i Pisani produsse in quell' emer-gentc varj sconcerti; avvegnache dopoavere comhattuto insieme a favore di quel-l’imperante nelle Sicilie , ad un tratto lasquadra Pisanese si staccö da quella Ge -novese (1194), per assalire con le forzemarittime di un conte Arrigo di Malta , ilporto e cittä di Siracusa .
La collera fra i due popoli si convertiben presto in atroce guerra, sul quäl pro-posilo gli annalisti genovesi all’anno 4195ruccontavano che i Pisani in ontn deiloro rivali avevano edificato il Casleldi Bonifazio in Corsica, quando da unnaviglio di Genovesi in detto anno fu in-vestito e preso, e sebbeue poco dopo iPisani con numerosi navigli si presen-tassero costä per riconquistare il castello,non solo non gli rieset, ma invece i Ge-novesi si recarono con In loro flottiglia nel-l’isola della Sardegna e sbarcarono truppenel giudicato di Cagliari , retto dal giudiceGuglielmo di Pallodi, marchese di Massa-Lunense ed allora alleato ed amico deiPisani, il quäle fece ogni sforzo con lesue genti, sebbene senza effetto, per im-pedirlo. E coroecche i Genovesi si fossero