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impadroiiiti di un suo castello sopra Ca-gliari (S, Gillia) , il giudicc Calaritanoseppe mnntenersi, non solo in quella si-gnoria, ma assalire il giudicato di Arhorea,della quäle cittä s’impadroni. (Manko, Stör,di Sardegna , Fol. FI).
Ma non solo il giudicato di Cagliari equello di Arborea divennero oggetto d’in-quietudine politica per i Pisani , ma ancheil giudicato di Gallura, allora governntoda Lamberto Visconti, potente cittadinopisano, inviso dal pont. Innocenzo III , chefnlminö contro lui e la sua patria un so-lenne interdetto, e quando il Visconti,forzato anche dai Pisani e dall’arcivescovodi Cagliari , ebbe a cedere alle scomuni-che pontificie per essere ribenedetto, fuaccolta da quel pontefice In proposta ncondizione, che esso, la sua famiglia cdil giudicato di Gallura con la sua popo-lazione restassero sottoposte alle stessecensure sino alla compiuta soddisfazionedella S. Sede (Oper, cit.)
j\ 7 uovi inotivi di malumore d’Innocen-zo III contro i Pisani si ridestnrono, al-lorche il Comune di Pisa nel 4244 porsequalche ajuto all’ itnp. Oltone IV nell’e-spugnazione che egli fece dell’isola di Si-cilia, sieche la seomunica contro quel-l’imperatore decaduto (anno 1210) si estesepresto al governo e popoli che lo nve-vano ajutato.
Succeduto a Innocenzo il pont. Ono-rio III (anno 42-16) e giunta l’occasionedi una quarta crociata (4218), riesci a que-sto pontefice di riconcialiare i Genovesi con i Pisani e disporre quei popoli ma-rittimi o tinire insieme le loro navi perspingerlc in Egitto ed in Palestina. Ere-ditarj perö erano l’emulazione e 1’astiofra i Genovesi ed i Pisani per ripromet-tersi da loro un lungo accordo, talchönel porto stesso di S. Giovanni d’Acri inPalestina si accese nel 4222 una fiera mi-scbia fra i negozianti delle due repubbli-che ivi stabiliti, la quäl misehia si con-verti nell’anno stesso in aspra guerra frai due popoli, cui si unirono contro i Pi-sani, i Fiorentini ed anco i Lucchesi. Co-mecche Pisa si trovasse allora alle presecon tre potenti ed arditi nemici da resi-sistere a tutti, assegnatamente nel 4222ai Fiorentini, che corsero ai confini pressoCastel del Bosco, Inoltre Pisa ebbe pocodopo tanta forza da equipaggiare una flotti-glia numerosa di 52 galere e mandarle coni’imperutore Federigo II (4228) in Orienteall impresa di Terrasanta, e ciö facevaquasi nel tempo stesso in cui spediva in
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Garfagnana, sotto Barga , un esereilo diterra che ruppe nel combatlimento Io forzcriunite de'Fiorentini e dei Lucchesi.
INe qui si arrestarono le traversic diquesta giä farnosa cittä, tostoche alle in-quietudini temporali vi si aggiungevanoquelle spirituali, sotto il pontificato delmonaco Gregorio IX , il quäle dopo salitosulla cattedra di S. Pietro (anno 4227)pensö ai mezzi che Dio gli aveva postonelle niani per tenere in freno e debellarein Toscana Lucchesi, Pislojesi , Pisani ,Sauest, ecc., ecc.
Rispetto a questi Ultimi forni occasionca papa Gregorio l’uccisione di un Bari-sone di Torres, nato da donnicella Agnese,che fu figlia del giudice Guglielmo Pallodidi Cagliari e sorella di donnicella Bene-detta, figlia maggiore ed erede del giudi-cato paterno.
Ai reclami presentati al pontefice dadonnicella Adelosia, sorella dell’ucciso Ba-risone, Gregorio IX pensö che i Pisani ,potendosi giovare del diritto acquisitoper le nozze di donnicella Adelnsia conUbaldo, figlio di Lamberto Visconti, citta-dino pisano, fossero per invadere con leloro genti il giudicato di Torres, tantopiu che Ubaldo Lanfranchi aveva dichia-rato il Comune di Pisa tutore e difen-sore de’ ligli suoi e di tutto il suo stato.
Quindi e che Ubaldo Lanfranchi tro-vossi involto nelle censure ecclesiastichefulminate dal papa Gregorio, talche nonfu liberato da esse finche nel 4237 nonprotestö di sottoporre al coninndo del papali suoi stati di Sardegna , ed a ciö prestöil suo pieno consenso la moglie Adelasia,che sottopose alla S. Sede tutto il suo giu-dicato di Torres.
Poco dopo (4238) essendo mancato divita il giudice Ubaldo Lanfranchi, Gre-gorio IX , giä padrone di quasi la metädella Sardegna (Torres e Gallura), con-fortava la vedova Adelasia con la mira didarle in secondo marito un gentiluomopisano, Guelfo di Ugolino Porcari, vinco-iato alla S. Sede .
Ma la vedova principessa era giä trattaad altri pensieri, poiche Federico II , chenutriva fiducia di riconquistare tutta laSardegna , si adoperö in guisa da für ri-solvere la vedova del giudice di Galluraa dare la sua mano ad Enzio, suo figlionaturale, con inveslirlo della dignitä dire di Sardegna .
Cotali nozze per nitro non riescironomolto felici , sin perche la nuova reginadi noine non ebbe alcuna partecipnzione