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fosse «liora Pistoja, Plinio il Vecchio nöaltri il dissero, talche Ga opera perdutail cercare notizie di questa cittä innanzii tentpi longobardi , e segr.uta mente primadeü’etä del Santo pont. Gregorio Magno ,dal quäle si sä che fu inviato a Pistoja (anno 594 E. V.) il primo vpscoyo certo,vale a dire, dopo il divulgatn mirncolo diS. Zenone, alle cui preci fu attribuito ilmerito di avere liberato la pianura pisto-jese da un’alluvionc pericolosa, e di cuirestano memorie nei nomi di Pantano,Piscina, Padule, Acqnalonga, eec., rirna-slo tuttorn a varie contrade assai d’ap-presso e persino dentro le attuali rnuradi Pistoja , come e il mon, di S. Barto-lommeo in Pantano.
Uno de'primi documenti istorici relativialla cittä di Pistoja , dopo quello del 594di sopra rammentato, sembra il giä pub-blicato dal ch. Murutori nelle sue Anti-chitä llaliane, e ripetuto ai tempi nostripiu corretto nel Yol. V, P. II delle Me-morie Lucchesi.
Trattasi in esso di nna protesta faltain Lucca a quel vescovo Jialsari dall’ a-bate Adroaldo, pndre di Giovanni, vescovoeletto di Pistoja . La scrittnra fatta nel 20e in gran parte monca, selibene copia in-forme, e tale che lascia in dnbbio il senti-mento della promeesa fatta del vescovoPistojese al Luechese, e ivi trattasi diriconoscere il vescovato di Pistoja sottoquello di Lucca , opfture di una qualcheeliiesa liinitrofa, come a me sembra, dellaDiocesi luechese, e lasciata a governaremeno l’ordinazione de’ preli e de’ diaconi,al vescovo di Pistoja , eolla proinessa dirimanere quello in loco episcopale, sottoil vescovo di Lucca . Alla quäle protestasembra in qualche modo servire di schia-rimentu una sentenza del febbrajo 7-16,pronunziata nella pieve di S. Pietro aNievole dal misso , o delegato regio, as-sistilo dal vescovo Specioso di Firenze eda Alberto , duca di Lucca , rispetto aduna questione prornossa da Talesperiauovescovo di Lucca, e dal sopranominatoGiovanni vescovo di Pistoja rispetto aduna controversia pei diritti diocesani didue chiese parrocchiuli, poste sui confinidelle loro Diocesi, entrambe soltopostealla basilica di S, Pietro a Nievole, e con-seguentemente aggiudicate al Diocesano diLucca .
Il Muratori che riporta anche questodocumento nella Dissertazione 70 delle sueAntichilä llaliane , per dimostrnre che an-che sotto i Lotigobandi l’iiiterponeva l'uti-
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törita regia nelle questioni del elero senzoaggiuiigere peri» che la Diocesi di Pistoja era indipendente dai vescovi di Pistoja.
Dello stesso anno 716, ma del 20 set-teinbre, e un’altra pergamena inedita edautografa, che conta la terza per ragionedi anticliita, fra quelle che conservansinegli Archivj pubblici dell’Ilalia. Essa ap-partenne al mon. di S. Bartolommeo inPantano di Pistoja , ora neil’ Arch. Dipl.Fior., nella quäle si discorre della ven-dita di un pnlazzo di campagna (sala), conprato e distretto intorno, posto sulla goradel fiumicello Brana, nel territorio pisto-jese, fatta ad un medico, Guidoaldo diPistoja , per il prezzo di lire lucchesi; edera io creilo quell o stesso medico Gui-doaldo che nel 722 fece edificare fuoridella porta al Pantano di Pistoja la chiesae mon, di S. Bartolomnneo , quel medicomedesimo che donö iin vita ed accrebbesempre piti di beni il detto inonastero,allorche fatco vecehio e medico dei re Lon-gobarbi Desiderio e Adelchi, teslö per ro-gito dettato in Pistoja 5 febbrajo 767, ladote al suddetto mon. di S, Bartolommeocon varie possessioni in Val-di-Nievolenel piviere di S. Paolo presso Lucca , inLunigiuna, a Greti nel Val-d’Arno infe-riore, a Lucardo in Val-d’ Elsa e nelleMarenime di Populonia in Val-di-Cornia,al quäl inonastero egli sottopose varie al-tre chiese, oralorj e spedalelti fondati dalui in Pistoja, o in Pavia , capitale delregno, o altrove.
Che poi sino da queila etä esistesseroin Pistoja oltre la cattedrnle, molti mo-nasteri con chiese e speduletli annessi, Iodichiarano molte altre carte di queila cittä,inedite o pubbiieale dal Muratori, dall’n-bale Camici, dal padre Zaccaria, Fiora-vanli e da altri, una delle quali del di 8settembre 748 fa nienzione della coslru-zione della chiesa de’Santi Pietro, Paolo eAnastasio, cui furono aggregati altri treoratorj o monasteri (S. Silvestro in Pan-tano, S. Angiolo in Neura o Nievole eS. Michele a Paciana ), dipendenti tutti dalmon. di S. Bartolommeo in Pantano.
AU’Art. poi Gello (S. Maria im) fuoridi Porta al Borgo di Pistoja , rammentaialtra niembrnna del 9 aprile 766, relativanll’oratorio di S. Maria a Pinnte, ivi fon-dato, dalla quäle apparisee che vi eranouomini romani in mezzo ai Longobardi .
Anche piü chiaramente si da a cono-scere il sistema governativo di Pistoja sottoil regno di Carlo Magno e de’suoi succes-sori, qunndo presiedeva alla Toscana un