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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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5,-onte, con litolo talvolta di duco, mentre!a cittä di Pistoja aveva il suo veseovo edil suo conte speciale, oltre il suo castaldo,j il primo de’quali presedeva alla parte ec-; clesiastica, il secondo alla parte governa-■ tiva ed il terzo all’ economia, Fra le di'

1 verse pergamene tendenti a diniostrare inparle il sistema governativo dei primitempi di Carlo Magno , gioverä prima dii tutte una inedita del 40 luglio 779, scrittain Pistoja , in cui si trovano le disposi-zioni testamentarie lasciate da un pistojeseehe aveva ottenuto da Carlo Magno i’or-dine di fare un viaggio, per cui egli testöche morendo senza figli, lasciava tutti isuoi beni ui poveri, meno un uliveto po-sto in Orbiciano (tra Find e Lamporec-chio) che destinö al mon. di S. Bartolom-meo di Pistoja , e meno una terra vignutanel popolo di S. Giusto in Piazzanese , ilcui frutto lasciava alla sua moglie vedo-vando, ed alla sua inorte al delto mon.di S. Bartolommeo, a condizione di darela übertä ai servi ed ancille uddetti aquelle terre. (dreh. Dipl, l'ior. Carla didelto monaslero).

L’altra pergamenn dell’anno 806, editadal Muratori nelle sue Anlichilä Italiane ,e un giudicato pronunziato in Pistoja nel26 agosto da Willerad, veseovo di dettacittä, assistito da uno Scabino e da un missoregio o nobile personaggio, risedeudo con'essi il <:o nie Engeraddo , il castaldo Ba-ehimari, con diversi sacerdoti per gindi-I care di una ec.nlroversia insorta fra ilj procuratore della corte regia ed il pro-i curatore de’monaci di S. Bartolommeo di| Pistoja rispetto alla chiesa e beni dei: SS. Pietro e Paolo e S. Anastasio di Pi-stoja , che il procurante regio reclamava,mentre il procuratore de’ monaei moströi documenli della loro proprietä; ma sic-come il procuratore regio vi oppose al-cune ragioui, fu rimesso il giudizio finalead un altro giorno, nel quäle uditi i te-stimoni prodotti innanzi dal procuratoreregio, sentito di nuovo gli oratori delleparli, fu giudicato che la detta chiesa coni beni controversi debbano averü i mo-naci di S. Bartolommeo.

Segne la sottosenzione di Willerad ve*scovo, di Damiano Scabino e di Gualbertonotaro, che un tal giudicato esemplö tre oquattro secoli dopo.

Un altro giudicato affatto al precedenteestraneo, fu pronunziato in Pistoja con ladata del mese di marzo 812, a fuvore del• mon. di S. Bortolommeo dallo stesso ve-scovo Wiilerad, preseduto perö dal cele- 1

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bre abute di Corbaja, Aduiardo misso re-gio di Carlo Magno , presenti il delto ve-scovo, un duca Bonifazio, un Pietro ducamisso di papa Leone (III), da due altriabati con varj scabini, giudici e notariregii, i quali tutti assisterono al giudicatoche concede agli abati protempore di quelmon. ed al mon. stesso le immunitä e fa-coltä all’ abate stesso di non recarsi al-l’esercito contro i nemici del re e impe-ratore.

Dissi quel giudicato affatto al preee-dente estraneo, poiche ivi si racconta chedopo il giudicato doll’S06, vivendo sempreil re Pipino (innanzi 1’811), dominasse inPistoja un certo Jlolchildo, il quäle cac-ciö l’abnte lldeperto dallo stesso mon, diS. Bartolommeo, e senza colpa e senzaprocesso lo mandö in esilio, e allora diedeil detto monastero in benefizio ad un certoNebulunijo, di razza bavarese, per cui queimonaei reclamarono a Paolino patriarca(di Aquileja), ad Arnone arcivescovo , aFaldolfo abale e ad Echerigo conte delPalazzo, ed altri che allora erano statimandali misst regj in llalia, i quali, ri-conosciuta la veritä del reclamo, ordina-rono in giudizio la restituzione da farsidel detto monastero, ed il riehiamo inquesto dell’abate Ildeperlo esiliato, cac-ciando dal medesimo monastero l’intrusoß/ebolungo, ecc. Chi fosse perö quel pre-polente Rotchildo che cacciö di mona-stero i’abate lldeperto, non lo saprei dire,seppe dire bensi il ch. Muratori che pub-blicö unche il giudicato pistojese dell’812,che il primo conte del Palazzo del generede’Franehi, comparisce in questo giudicatonella persona di Echeringo, che fu man-dato in Italia, vivente il re Pipino , figliodi Carlo Magno , e che perciö precede iconti di Palazzo Ebroardo e Suppone,rammentati dalia cronica Farfense nl-l’anno 814.

Fra i firmatial giudicatopistojese dell’812sileggonol. Jdalardo, 2. duca Bonifazio,

3. LFillerado veseovo, i quali assisteronoil primo Adalardo . Seguono i testimonii

4. Leone Fasco pel re, 2. Potone causi-dico regio, 3. Bonifredo notaro e PietroPaolo che vide 1’ atto autentico di Boni-fredo, e che io trascrisse ad JUeramo.

Del duca di papa Leone III, ne de’dueabati o altri, stati delegali da quel pon-tefice, non esiste la loro (Irma a quel giu-dizio o placito einesso dall’abate Jdalardo.

Inoltre sappiamo dal giudicato prece-dente del 26 agosto 806, che fino da quel-1’ etä vi era in Pistoja un conte ed un