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castul.Io, e che erano tutori di una riccadonno pistojese, un Gisilari, figlio del fuGisone, che allora truttava la causa dellacorte regia ed un Tedice, forse P autoreil piü vemoto dell’ antiehissima prosapiade’Tedici di Pistoja e forse degli autoride’ conti Cudolinqi di Fucecchio j — V.Fucecchio e Appendice; e che 5 anniinnanzi (cioe verso 1’844) facevano il ser-vigio regio nella stessa cittä i conti Mul-rico e Adalperto.
Progredendo negli anni, all’ Art. Agna(S. Salvatore in) rammentai un diplomaconcesso nel 927 (23 luglio) del re Ugo,padre del re Lottario, nel quäle per av-ventura si seuopre una dinastia di contidi origine pistojese, flnora creduti Roma -gnoli o venuti con Ottone I dalla Ger-mania, dico de’conti Guidi di Modigliana ,nativi di Pistoja , dove avevano palazzo,sepoltura, beni e castella, innanzi che unodi essi andasse a maritarsi alla contessa
lnyelrada, signora di Modigliana . ._ V.
Moüigliana,
Che se il diploma regio del 927, ci mani-feste nel coole Tegrimo, il piü antico sti-pite conosciuto frn quello de’conti Guidi,ci da altresi indizio che egli era giä pa-dre, avendo il re Ugo accordalo al deltoconte il titolo onorevole di suo cotnpare,Dobbiamo altresi agli archivj pislojesidueallri istrumenti del 940 e 942, dal primodei quali risulta che uno dei ßgli del conteTegrimo era giä maritato, e dal secondoche i due fratelli, iigli del delto conte, suf-fragnno la loro genitiice fu Ingelrada.
Spettono pure agli archivj pistojesi moltealtre pergamene di quel secolo e dei suc-cessivi, nei quali si tratta di donazionifatte dai conti Guidi e loro consorti allachiesa maggiore di Pistoja , dove fino dal940 avevano sepoltura, molte delle qualifurono pubblicate dall’abote Catnici nellaConlinuazione de’marchesi di Toscana, edal padre Zaccaria negli /Ineddoli Pi-stojesi del medio evo,
Una beim inedita fra le carte del ca-pitolo di quella cattedrale, scritta nell’ot-tobre del 4006, ci seuopre in Pistoja unconte Lottario di Fucecchio, figlio delconte Cadolo e nipote del conte Cunerado,nato daun Tedice di Pistoja , giä mancaloai vivi nel settembre del 923, siccome ap-parisce da una carta edita dell’ab. Camici(op. cit.)-, il quäle conte Lottario nel 4006presede ad un giudicato pronunziato indetto niese in Pistoja presso la chiesa catte-drale, dove quel conte teneva residenza,ed era insieme con la madre vedova, nel-
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1’ anno 998, quando egli e la contessaGemma, sua madre, nell’ agosto del 998,stando in Pistoja , donarono alla cattedraledi detta eittä, e per essa al vescovo Gio-vanni, quattro poderi posti a Quarrata e a Bagio nel Pistojese . (Camici, op. cit.)
Lo stesso conte Lottario era passatoall’altra vita nel 44 febbrajo del 4034, sic-come apparisce da altro istrumento delsuddetto giorno, scritto in Fucecchio,allora situato nella giurisdizione pistojese,col quäle il conte Guglielmo Bulgaro, figliodel fu conte Lottario, confermö alla cat-tedrale di Pistoja il dono fatto dal padrede’ 4 poderi, — V. Fucecchio.
Perö nel 4046 era venuto a Pistoja unmisso regio delegato dell’imp. Arrigo III,il quäle, assistito dal vescovo Martino e daallri nobili e giudiei, prouunziö un pla-cito nel novembre di detto anno, rispettoad una controversia fra 1’abate di S. Bar-tolommeoed i signori di Maona, per contodi alcuni beni che questi Ultimi preten-devano spettanti alla chiesa di S. Mariad’ Abatisco nella Com. di Lainporecchio.(Arch. Dip. Fior., Carte di detto mon.)
Anche diversi individui della illustre fa-iniglia de’conti Guidi tornarono piü vollenei secoli XI e XII ad abitare o nel loropalazzo di Pistoja , o in varie castella diquel contadc. Tale e quella carta dell’apri-le 4034, scritta presso Pistoja , con la quälei due fratelli conti Tegrimo e Guido, Iiglidel fu conte Guido, donarono alla catte-drale pistojese in sull'ragio dell’anima delfu loro padre, dieci poderi di loro pro-prietä, oltre tre forti posti in Paccianese,cioe, in Solari , a Sorniano, a Tobianain Fincio , a S. Pantaleo, a Torri , a Fil-liano, a Farneto ed a Petriolo sul Vin-cio. — (V, i deLti luoghi nel Dizionario).
Rammenterö un conte Tegrimo, figliodel fu conte Guido che nel maggio del4043, stando in Pistoja , con la sua moglienata da altro conte Guido, pure defunto,ofiri alla badia di Fontetaona la metäde’beni che aveva in Bagio, alla quäle of-ferta fu aumentata a favore della stessabadia, a cui cede la sua porzione al fra-tello conte Guido, con istrumento dell’apri-le 4036. Rammenterö in fine altro conteGuido, chiamato Guerra , figlio di altroconte Guido, il quäle nell’agosto del 4403rinunziö al capitolo di Pistoja , dov’egliallora risiedeva, diverse terre e case, perle quali il conte Guido di lui padre avevadato in pegno a quei canonici un croci-fisso d’argento del peso di libbre 9 e oncei tre. ( Loc. eil. Carte del capit.di Pistoja ),