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2. PlSTOJA DELL’ORIGIKE DEL SCO MüMCIPIOSINO AL TEMPO
DELLE FAZIONt BIANCA E NERA.
Clie ai lempi della grau contessa e mar-chesa Matilde il popolo di Pistoja inco-rninciasse a reggersi in Comune emanci-pandosi dali’antieo doniinio de’suoi conti,siccoine Io dichiarano i suoi statuti antichi,e forse i primi fra i superstiti delle Re-pubbliche Italiane , stati dal Muratori nellesue Antichitä llaliane e poseia dal padreZaccaria ne’suoi Aneddoli Pistojesi.
Infatli che Pistoja avesse i suoi consoliHella prima metä del secolo XII, non nelascia dubitare una lettera del IS apriledISO, scritta dal card. Ugo, vescovo d’Ostia e legato pontificio in Toscana al potestäed ai consiglieri del comune di Pistoja ,ad oggelto che eglino facessero atterrureuna casa che fn fabbricata sulla stradapubblica nell’ Appennino di Pistoja , difronte ed in pregiudizio dello spedale delvescoA'o oggi di (A, llartolommeo in Alpi )ed affinche eglino facessero annullare ilgiuramento straordinario, che quei con-siglieri del Comune prestar dovevano nel-l’atto di entrare in carica, cioe, di non fürmai bene agli spedalimjhi ne in vita nein »Miete, ( Loc. eil. Carle dell’opera di SanJacopo.
Infaiti i primi statuti pistojesi essendoanteriori alle aggiunle del 4182 polreb-bero dirsi i piti antichi di quanti altrifinora si conoscono, seppure non \i fos-sero li statuti pisani, della quäle eiltä re-stano preziosi frammenti di una dataanteriore a quella de’Pistojesi.
E non solo la cittä di Pisa , ma Lucea,Siena, Firenze etante altre della Toscana ,per non escire dai limiti preseritti alla pre-sente opera, mostruvano di essersi eman-cipate in gran parte dal dominio regio(lei suoi marchesi, e di essersi stabilili inComune. Lo dichiara rapporto a Lueca ea Pisa , il fatto della guerra, la prima voltafra*quei popoli batiagliata nel 1004 adAcqualonga , lo dichiara il diploma daArrigo IIi concesso nel 1052 ai Volter-rani, esentando il loro vescovo e ca|iitoloinaggiore dalla potesta politica di queiconti. — V. Volterra .
Lo dichiarano i privilegi concessi dal-l’imperatore Arrigo IV ai Lucchesi ed aiPisani nel 1081, lo dichiara il documentoinedito di trovare in Firenze i consoli edil potesta fino dal 1107. — V. Firenze .Cosi rispello alla cittä di Siena , ch’ essa
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fino dal secolo XII fosse eostituita in niu-nicipio, lo dichiara fra gli altri il docu-mento del 4205 scritto in San Quirico.
Da tutto ciö pertanto sembra potereconcludere che innanzi la metä del se-colo XII, anche la cittä di Pistoja si fosseeostituita in comune, governandosi con leggiproprie ed aveva i suoi consoli ed il suopotestä, Del quäl fatto non lascia dub-biezza nlcuna una lettera del IS aprileUSO scrilta dal card. Ugo, legato ponti-ficio, stalo abate delle Tre Fontane innanzidel pont. Eugenio III , e diretta al pote-stä e consiglieri del Comune di Pistoja disopra rammentata, Inoltre l’annalista To-lommeo Luechese, pone all’anno -1162, unavittoria riportata dai Pistojesi sopra i Pi-sani ed i Fiorentini presso Carmignano ,il quäl fatto dallo storico nostro Ricor-dano Malespini viene riportalo all’ anno1170, dicendo' che essendo guerra fra Pra-tesi e Pistojesi per il castel di Carmigna-no, vi furono sconfitti Pratesi e Fioren-tini nel 1170 dai Pistojesi.
Poco dopo sorse la guerra tra i Pisto-jesi e Lucchesi, terminata nel 117 I, rispettoal castello di Montecatini in Val-di-Xie-vole. — V. Montecatini di Val-di-Nie-vole.
Rispetto poi alla riforma fatta nel 1182dal Comune di Pistoja ne’suoi vecchi sta-luti, chiaro risulta che il governo di queimunicipio condsteva nei consoli maggiori,nel potestä e giudici assessori o rettori ,repartiti come a Firenze , per quartieridella cittä, mentre entravano nel noverode’consoli ininori, quelii delle arti, fra iquali i consoli de’ Banchieri , della mili-sia , ecc.
Il parlito poi abbracciato dal popoloPistojese e dal suo Comune fu ghibellino,ossia dell’impero fino dal secolo XII, co-snecche i Pistojesi fino dal 4199 combat-tessero i vassalli del loro vescovo a Lam-porecchio, e 4 anni dopo quelii del conteGuido a Montemurlo , nel tempo che Pislojateneva sotto la sua accomandigia un’nltrafamiglia di conti, quelii di Copraja, ee poco dopo (1243) i conti Alberti diPrato e Vernio .
Fraltanto il Comune di Pisloja propensoa favorire d’ogni maniera atta ad agevo-lare le vie al commercio con i paesi postidi lä dall’Appennino , con istruinento del23 novembre 1225, finnato dalle parti sul-I’ Appennino del Frignano, altro speda-letto di Val-di-Lamula fra Caligliano eFanano, fu conclusa l’apertura o restaurodi una strada che couducesse dalla cittä