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mess. Filippo Tedici; finclia a questi dopo44 mesi di governo assoluto tediciano,venne in animo di sgravare lo zio di quelpeso col farsi dicbiarare egli solo il reg-geilte e signore dello stato, il quäle mess.Filippo nel nientre apriva trattative se-grele con Castruccio, di cui presto divennegenero, mediante il malrimonio con unadi lui figlia, Uialta, speranzandolo di dur-gli in mano la cittä di Pistoja , daH’altrocanto il finto messere faceva credere aiFiorentini di volere rimeUere i guelfi ecacciare Pistoja a parte Nera,
Fruttanto l’abate di Pacciana non avevaabbaiidonato il pensiero di ritornare ulpossesso del perdulo dominio , cosicchecon ultrisuoi nipoti e molti amici macchi-nava nieutemeno che di far gettare dallelinestre del palazzo pubblico mess. FilippoTedici, se questi non aveva 1’ uccortezzadi inandare a vuoto il tentativo dello zio,cbe egli fece ritenere in palazzo prigione.
Con tutto cid mess. Filippo Tedici erasireso insopportabile a tutti i suoi ammi-nistrati, ed in parlicolar modo ai Fioren-tini per la sua doppiezza e malvagitä dioperure, quundo Castruccio di consensodi mess. Filippo andö con una mano disue genti ad occupareil castello della Sam-buca nella montagna di Pistoja , quindinella notte del 5 maggio 4325 lo stesso Te-dici accolse il suocero Castruccio con moltasua gente dentro la cittä, comeeche ciöaecadesse dopo aver superato qualcbe osta-colo per parte de’ Guelfi.
lmpadronitosi in tal modo Castruccio di Pistoja riformö i magistrati, quindi perassicurarsi de’ nuovi sudditi ordinö l’ere-zione di una fortezza nuova dentro Pi-stoja , dalla parte di Porta Luccbese, cheegli fece chiamure Belvedere.
II tradimenlo pertanto di mess. FilippoTedici fu segnale di non poehi danni aiFiorentini , di serii pericoli ai Pistojesi,e di molti inali alla parte guelfa di To-scana , comecche nel giorno susseguenteall’ingreeso di Castruccio in Pistoja , ar-rivasse in Firenze da Napoli il valentecupitano di guerra, Raimondo di Cardona,elelto in comandante della taglia guelfadi Toscana , con una parte della quäle eglinel niese stesso (22 maggio 4325) corseal riaequislo del castello di Artimino, guar-dato per conto del ghibeHino Castruccio,ln seguito la Repubblica Fiorentina miseinsieme tale armamento , cbe fino allorasenza l’unione di altri alleali vi era statoper Firenze il maggiore, mentre di solisoldati a piedi l'urono piü di 45,000 e
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piü di mille a eavallo, senza contare undoppio numero di Cavalieri forniti da oi-tramontani , spettanti alle masnade vec-ebie della stessa Rep., sieche a confessionedi Giovanni Villani , testimone di grau fe-de, i Fiorentini ebbero in quell’ esercitopiü di 800 trabacche con padiglioni e ten-de, e oltre 6,000 tra cavalli e somieri; sen-za contare quelli delle amistadi che venneroin seguito, sicclie tutte quelle bocclie, trabestie e cristiani non costavano al comunedi Firenze , meno di tremila fiorini d’oroper giorno,
A cotanto esercito si aggiunsero di poi200 Cavalieri di Siena , per modo cbe a di47 giugno del 4325 esso si mosse dalquartiere generale di Prato con il capitanoRaimondo di Cardona, cbe con esso avan-zossi per la via di Agliana, piegando dilä verso Tizzana nei Monti di sotto, dovoper qualcbe giorno il Cardona si accam-pö, buche tutto l'esercilo valicando i HJonlidi sotto, ossia Monte Albano , il giornodopo dalla parte di Vinci si avanzö alPonte (i Cappittno sulla Gusciana all’ e-missario del Padule di Fuceechio.
Castruccio appena informato dalla mar-cia dell’esercito fiorentino e della sua po-sizione al Ponte a Cappiano si parti colfiore delle sue genti da Pistoja per re-enrsi in Val di Nievole , dove poseia nel23 settembre successivo riportö presso i’Al-topascio quella memoranda vittoria che resecelebre oltre ogni dire il nome del Na-poleone Luccbese, per la quäle fu linno-vata in Lueca la straordinarissima pompade' trionQ militari come ai tempi dellaRepubblica Romano.
Ma innanzi tutto il capitano generaleCastruccio , dopo la famosa vittoria dell’AI-topascio invece di recarsi tosto a Lucca ,corse con i suoi bravi a raccogliere nuovifrutti sugli avanzi dell’esercito fiorentino ,ed ai 27 settembre ordinö al suo generomess. Filippo Tedici di uscirne da Pistoja e che si recasse a riprendere il perdutocastello di Carmignano . Quindi lo stessoCastruccio s’inoltrö con la sua oste sinoalle porte di Firenze , un miglio pressoalla cittä nemica.
Ne qui si arrestö quel fulmine di guerra,tostoche, appena trionfato in Lucca nelgiorno di S, Martino, titolare di quellacattedrale,. tornö con le sue genti d’urmea dare il guasto alle popolose Campagne,borgate e castelli posli fra Signa e San-Casciano , sino al borgo di Monticelli, unmiglio presso alla Porta S. Frediano diFirenze , quindi ripasjaudo al Ponte a Signa