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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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l’Ai no si diresso a Montemurlo , dovequella guarnigione fiorentina dopo 80giorni di assedio dovette rendersi a palti.

Godeva la cittä di Pistoja di una pacesotto il reggimento di Castruccio , quandoi Fiorentini guelfi nell’ ottobre del 4326ribellarono i due paesetti di Cavinana e diMammiano, nella Montagna, mentre dal laparte della Lunigiana il marcli. SpinettaMalaspina di Fivizzano e F’osdinovo, aju-talo da masnade fiorentine e lomhardeguerreggiava contro i paesi occupati dalcapitano lucchese.

A tanto inipeto seppe il valent’ uomo(|uanto in simili casi vaglia la sollecitu-dine delle manovre, mentre egli con ma-ravigliosa prestezza e nella montagna pi-stojese e nella Lunigiana riparare seppein guisa, che non solo dentro quel niesemedesimo di oltobre riaequistö le castellaribellute e perdute, ma tale fu la sua Stra-tegien , che combattendo in due oppostelocalitä, disfece con poclii de’ suoi bravisoldati numerosi nemici, e tale da doverequaliücare Castruccio il Napoleone del suosecolo. — Y. Lucca .

Contuttociö i Fiorentini non lasciavanoposare ne i Pistojesi, ne il loro signore,poicbe nel gennajo del 4327 il conte GuidoNovello, alia testa di un esercito, sotto gliordini del duca di Calabria , liglio del reRoberto, cavalcö lino alle porte di Pistoja ,guastando e predando tutto quel contado,specialmente dalla parte di Porta S. Mar-co, dove guastarono e arsono tutta laVai-di-Bura. — (Gin . Villani, Cronica,Lib. X, Cap, 43).

Venuto perö in Toscana Lodovico ilBavaro, trovossi onorato e servito di truppeda Castruccio , sieche entrando con essolui in Pistoja , dal detto Bavaro fu di-chiarato duca anco di questa cittä e suoterritorio, quindi accomiatando quel ducaLodovico a Roma , venne colä da questionorato del litolo di senatore dell’aimacittä. Ma mentre Castruccio carico d’onorifesteggiava Io scomunicato imperatore, iFiorentini coglievano cotesta circostanzaper riconquistare la perduta Pistoja ; Ioche gli riesci nel 27 venendo il 28 gen-najo del 4328, con una mano di soldatisotto la condotta di Filippo da Sangui-neto, maresciallo del re Roberto di Na-poli. E per quanto la guarnigione luccheselusciata da Castruccio , valorosamente sidifendesse, dovette perö cedere al numeroed all’impeto de’neinici, col ritirarsi nellaforlezza non ancora compita di Belvedere,insieine con due figli Iusciulivi dal grau

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capitano, di dove poi di notte tempo siritiratono nel vicino castello di Serra-valle.

Fermato il saccbeggio dato ai pistojesidai nuovi padroni, il maresciallo si occupödella riforma della cittä, scegliendo ina-gistrati guelfi che giurassero ubbidienzaall» Rep. e fedeltä al re ed al duca diCalabria suo liglio, di cui il Sanguinetoera vicario in Toscana , linahnente con-dotti in Firenze in ostaggio i capi diparle Bianca, lasciö al comando di Pi-stoja il tiorentino Simone della Tosa allatesta di rnille pedoni e di 230 Cavalieri.

Appena perö giunse a Roma la notiziadflla conquista fatta dai Fiorentini diPistoja, il capitano Castruccio volö a Luc-ca, e prendendo nel suo passaggio da Pisa la signoria di quella cittä, oltre il gra-vare che fece i Pisani di straordinarieimposizioni.

Quindi appena arrivato in Lucca , e sol-lecitato un grosso armamento, Castruccio s’incamminö con questo verso Pistoja conanimo di assediarla tosto e presto riaverlain suo potere, tanto piü ch’ egli sapevanon essere la cittä fornita di provvisionida bocca piü di due mesi.

In guisa che, ad onta degli sforzi fatlidai Fiorentini , per correre con moltabrava gente a liberare la cittä assediata,Castruccio seppe prendere cosi bene lemisure, che rese inutili tutti gli sforzide’ suoi nemici per allontanarlo da quel-l’assedio; sieche la guarnigione Pistojesenon vedendo piü l’esercito amico, ed es-senao per mancare affatto ogni sorta divettovaglia, fu costretta a capitolare, erestituire in tal guisa al capitano lucchese,la stessa cittä con vergogna, ed immensespese fatte dai Fiorentini per liberarla.

Non aveva perö Castruccio appena ri-formato il governo inlerno della cittä aparte ghibellina e amica, non appenaaveva ringraziato 1’ amore e la Valentinde’suoi bravi, che tornato a Lucca congrandissima gloria, venne improvvisamenteassalito da grave malattia, della quäle inpoclii giorni quel genio straordinario re-stö vittima nel 3 settembre del 4328.

4. Pistoja dalla morte di Castruccio

SINO all’ ESTLV'ZIONEDELLA REPL'BBLICA F’lOREJtTINA.

Per la morte immatura di un giovineeroe, che sembrava destinato a riuniresotto il suo comando 1’Itaiia intiern, Pi-stoja al pari di Lucca e di tunti allri