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paesi, rimase priva inaspettatamente delsuo duca e siguore , a notnc del quäleentrambe le eiltä per pocbi giorni segui-tarono a governarsi. Lo dimostra fra glialtri per Pistoja , un documcnto arrlietipoed inedito, esistente fra le carte deU’Üperadi S. Jacopo, ora neW'Arch. Dipl. Fior.,dato in Pistoja li 42 settembre del 1328dal vicario generale del duca Castruccio di Lucca a favore dell’ospcdale di S. Ma-ria del Ceppo di Pistoja .
Ma innanzi che terminasse quel niesedi settembre, si mosse da Firenze un eser-cilo che assali tosto e prese il castel diCarmignano nella speranza di fare im-presa maggiore nell’ acquisto di Pistoja ,dove entrarono innanzi che incominciusseI’onno 4329. Quindi e che nel 4 fehbrajodi detto anno, il maresciallo regio Filippoda Sanguineto, quello stcsso che avevapoco innanzi conquistato alla Bep. Fior.il castello di Carmignano , aveva eletto emesso in seggio in Pistoja i nuovi anzianie consiglieri del popolo da durare in ca-rica sei mesi, cioe, a tutto luglio di dettoanno e nel primo marzo dello stesso, f’upubbücata in Firenze una provvisionerelativa alle ricompense da darsi alle sol-datische, che avevano servito nella presadi Pistoja . Finalmente il magistrato civicodi questa cittä, nel maggio successivo in-viö a Firenze i suoi rappresentanti perstabilire convenzioni amichevoli fra essida un parte ed i Fiorentini e Pratesi dal-P altra parte. Le quali trattative furonoconcluse ed approvate nel palazzo de’si-gnori, li 24 maggio 4329, con i seguentinrticoli principali, cioe, 4. che il ca-stello e distretto di Monte Murlo si do-vesse rilasciare perpetuamente al Comunedi Firenze; 2. che il magistrato di Pi-stoja riamettesse dentro 43 giorni i fuo-rusciti guelfi con le loro famiglie e fos-sero restituiti i loro beni; 3. che il Co-mune di Firenze rilasciasse a quello diPistoja la terra di Livicciana, nella Volledel Bisenzio, e quelle di Lamporecchio con i luoghi di Castro e Conio; 4. chei due Comuni di Firenze e Prato doves-sero liberare tutti i prigionieri pistojesi;6. finalmente che la cittä di Pistoja do-vesse esser eretta a comune, escluso qual-siasi tiranno alla pena di mille marchidi argento, oltre il rifacimento de'dannie spese che ne conseguissero._(P. Zac-
caria, Aneddoti Pistojesi).
In tale circostanza furono riformati(forse per la terza volta) gli anlichi sta-tuti pistojesi, dai quali si rileva quäle
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fosse l'ordine della guardia civica distri-buita in 42 compagnie [bände) o gonfa -loni, tre per cadauno dei 4 quartieridella cittä, cioe di Porta Lncchese, diPorta Carralica , di Porta S. Andrea edi Porta Guidi.
Facevano parte dei primo quartiere ipopoli di S. Giovanni fnor Civita, diA. Giovanni in Corte o del Baltisteroin S. Anastasia, in S. Maria del FreieAnselmoj in S. Michele in lionaccio, edin S. Maria in Torri; in N, Maria Fo-risporta (ora deil’ Umiltä ), in S. Filoleed in S. Pietro in Strada.
Appartenevano al quartiere di PortaCarralica i popoli di S. Paolo dentro efuori le mura vecchie; di S. Matleo, diS. Stefano, della cattedrale di S. Zeno,di S, Pier maggiore, di S. Maria miovae di S. Pietro in Cappella .
Erano compresi nel quartiere di PortaS. Andrea, ora di Porta al Borgo, i po-poli di S. Andrea, di S. Jacopo al Ca-stellare e di S. Maria a liipalla dentroe fuori i muri vecchi; di S. Maria alPrato , e tutti gli altri popoli ubitanli frai muri vecchi ed i nuovi; i popoli delleeure di S. Prospero, di A. Maria in Bor-go Strada, di A. Michele in Cionciü e diÄ, llario,
Entravano nel 4.° ed ultimo quartieredi Porta Guidi, ora di Porta S. Marco,i popoli delle eure di S. Marco, di SanLeonardo, di S. Bartolommeo in Paula-no, di S. Maria Maggiore , di S. Salua-lore in piazza e di S. Maria in Borgo.
Poco tempo perö la cittä di Pistoja pote riposarsi dal furore de’ partiti chepresto si suscitarono per opera di unVergiolesi di parte Bianca, il quäle ten-tava di dare 1a sua patria in mano di unfuoruscito ghibellino, mess. Simone di Fi-lippo Reali, loro concittadino, nel tempoche costui esercitova rimpiego in Lucca di vicario del re Giovanni di Boemia . Mail trattato essendo stato dai Fiorentiniscoperto, la signoria dopo avere inviatocostä un buon numero di milizie ordinöal loro comandante march. Guido delMonte S. Maria, ed a sei cittadini di ri-formare il governo di Pistoja , con unanuova elezione del gonfaloniere di giusti-zia e di anziani, aggiungendovi un soloconsiglio di cento persone, ordinando aquel marchese di restare in Pistoja contitolo di Conservatore della pace, e accor-dando al medesimo facoltä di potere di-sfaie tutte o parte delle rocche del suocontado, co! destinare per guardia fissa a