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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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Non per questo il signor di Milano la-seiö vivere in pace i popoli della Toscana ;nientre a saziare la sua smisurata ambi-zione, non gli bastando di essersi fattosignore di Perugia, di Bologna e di Siena ,teutava di overe ancora Lucca e Pistoja per meglio opprimere e restringere il po-tere di Firenze sua rivale. Dondeche lasignoria, appena ebbe contezza di un nta-neggio che si operava affine di ribellarePistoja ai Fiorentini, diede ordine al giu-sdicente di questa cittä di arreslare i capideH’insurrezione meditata.

Per la quäl cosa un Riccardo Cancel-liet'i giuniore, uno degli autori di tale in-surrezione, fuggi tosto di Pistoja per re-fuggiarsi nel territorio bolognese, doveraecolti quanti ribelli e fuorusciti pote,assali e tolse nel 4400 ai Fiorentini ilcastel della Sambuca, sieche il governo diFirenze nel 4401 risolve d’inviare a Pi-stoja un rinforzo di gente d’arme con trecommissarj incaricali di prendere le re-dini del governo, di riforniare tutle lemagistralure, non esclusi gli anziani, aiquali d’ allora in poi fu dato il titolo dipriori. Ed affinche le scorrerie ncmichesi raffrenassero, furono mandati nella M 011 -tagna pistojese altre milizie per liberareNiccolö Guasconi, capitano che le genti diIliccardo Cancellieri il giovane, tenevanoin Cutigliano assediato. — Y. Cutigmako.

Mancato poco dopo ai viventi il dueaGiovanni Galeazzo Visconti ed il giovaneIliccardo Cancellieri vedendo dar la voltadella sua fortuna, si ofierse volontario diconsegnare ai Fiorentini i castelli dallesue genti occupati della Sambuca, di Ca-lamecca e di Piteglio, con altri paesi dellainontagna pistojese caduli in suo potere.

Fu nel uovembre del 4403 quando illlicciardo fece simile offerta alla signoriache accettö, con liberare esso ed il di luifratello Lazzaro da ogui bando insiemeai loro consorti ed aderenti, compresi iprigionieri che üno del 4401 si tenevanoin Firenze .

Nell’auno stesso 4403 l’imp. Sigismondoavendo confermato alla signoria di Firenze il titolo di vicarii imperiali nel governodi Pistoja , essa nell’anno medesimo con-cedö alle famiglie magnatizie di Pistoja ildiritto di potere essere elette ai magistratied uffizj superiori della loro palria. Es-sendo perö in appresso nate nuove dis-sensioni in questa cittä, fu necessario diallontanare di nuovo quei magnali dalleingerenze pubbliche del loro Comune.

In grazia di ciö e della sorveglianza

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della Rep, Fiorentina, gli affari polilici diPistoja passarono con qualche sorta diquiete, fino a che nel 4444 non si riacce-sero le soiite fazioni di famiglie, Al quälrumore accorse con le sue masnade daSanminiato il noto capitano di Ventura,Baldaccio d’Anghiari , reduce allora con lasua compagnia da Suvereto nella Maremma di Populonia , invitato a tale visila dallalusinga di trar profitto da quelle turbo-lenze cittadine. Ma per sua mala Sortecuopriva allora in Firenze l’uffizio pri-mario della Repubblica, quello cioe di gon-faloniere di giustizia de’signori, un na-scosto ma fiero di lui nemico, ßartolom-meo Orlandini, il quäle, memore dellaviltä rimproveratagli anni indietro a Mar-radi, sotto qualche pretesto di dovere con-fabulare con Baldaccio, sollecitamente in-vitato accorse in Firenze , dove ebbe tostola morte, facendolo gettare in piazza dalle

fiuestre del palazzo de’signori._V. PioM-

bi.-vo e Anghiari .

Frattanto la Rep. Fiorentina trovandosiin qualche bisogno di denaro nel 1444,pose un balzello nei popoli del suo con-tado e distretto, affidandoue la distribu-zione a diversi probi cittadini ufliziali delMontevecchio. Nel quäl balzello la cittä coleontado di Pistoja era compresa nel di-stretto fiorentino .

Ne per questo le fazioni si arrestaronoin Pistoja , dovepiiiacei bainenteche mai sierano nel 4443, avvegnache tanto quollidella cittä, come gli abitonti del eontado,eon ntodi talmente spietati si assalivano esi uccidevano, che la signoria di Firenze in detto anno inviö a Pistoja quattro deisuoi piü autorevoli cittadini, affinche unitial potestä ed al capitano del popolo, pro-mulgassero ordini severi, sostenuti dallaforza armala, ed in tal modo le ditterenzefra le parti procurussero di acquetare.

Pochi anni dopo il pont. Pio IL creöcardinale il pistojese Niccolö Forteguerri,il quäle rivolse 1’animo a beneficare lasua patria con P istituzione di un liceo,fondato nel 4473 sotto il nome di Casadella Sapienza, per testamento di detto car-dinale che legö a questo fine al Comunedi Pistoja una parte cospicua del suo pa-trimonio, ed ora conservato e piü rego-larmente ordinato col titolo di Colleqio I.e II. Forteguerri. Ho detto piü regolar-mente ora ordinato, mentre con motupro-prio del di 44 gennajo 4843, gli umliciietlori che vi sotto adetti vengouo nomi-nati dietro un concorso dalla magistraturacivica di Pistoja ed opprovati dal principe.