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L’ amministrazione poi dello stabilimentodipende di una deputazione mista, cioe tredi nomina regia, due eletti dal magistratoComunitativo oltre il maggiorato dellafamiglia Forteguerri.
Annessa al Collegio predetto liavvi pureuna pubblica biblioteca, inentre Pistoja conta per opera di un oliro piü nioderuocardinale, Fabroni, la piü copiosa biblio-teca pubblica, la Fabroniana.
Due cardinali pistojesi propensi all’i-struzione de’loro concittadini, al pari diquel medico Michele di Donato de’ Cesi,reso noto dal Fiorovanti nelle sue Me-niorie Istoriche della citta di Pistoja , dicui notö, come egli nel 3 febbrajo del 1383depositasse nei banchi di Venezia un ca-pitale di lire 3300 affinche il suo fruttoservisse a mantenere a Studio nell’Uni-versitä di Bologna o in quella di Padova due giovani pistojesi,
Inoltre si aggiunga la notizia dataci dauna pergamena appartenuta al monasterodi S. Michele in Gora, ora nell’ Arch,Dipl, Hör ., scrilta li 4 dicembre 4304,che ei annunzia esistere allora in Pistoja un maestro Niccolö Dottore di Gramma-tica,
Finahnente raramenterö un importantelegato fatto in Roma , dove fu dettato iltestamento nel 45 settembre del 4401, daBartolommeo di Francesco Tranci, propo-sto della ch. di S, Stefano di Pistoja, colquäle legato fu eretto un benefizio ecele-siastico nella cattedrale di Pistoja , conl’obbligo al suo rettore d’inseguare lagrammatica al pubblico senza esigere sa-lario alcuno. ( Loc. eil. Carte dell’operadi S. Jacopo).
Non parlero delle varie pestilenze cheaccaddero nella seconda metä del seco-lo XV, se non per rammentare che nona Pistoja, ma a Prato si recö tempora-riamente l’universitä di Pisa nella pestedel 4485, e per aggiungere che in quellacircostanza si rinnovarono in Pistoja enel suo contado i furori dei partiti, echei piü facinorosi seguitando la fazione deiCanceliieri, erasi fermata e fortilicata nelcastelio di Cavinana, donde poi escivanoquei furibondi per commettere eccessi taliche appena colle forze della Repubblica poterono frenarsi.
AU' arrivo poi in Toscana dell’ esercitofrancese di Carlo VIII , inolti Pistojesi spe-rando di correre la sorte di Pisa , si lu-singarono di seuotere il giogo de’Fioren-tinij senonche dopo avere i capitani fran-ccsi riconsegnuto ai Fiorentini le due l'or-
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tezze (la vecchia e la nuova) che perquasi due anni tennero in guardia, i go-vernanti di Pistoja dovettero tornare alladevozione di Firenze , e contentarsi di ri-cevere da questa signoria qualche favore,siccome lo riceverono con riformagionedel 31 ottobre 4490, perdonando loroogni delitto politico successivamente al 9novembre del 1494. Inoltre fu poi ai Pi-stojesi dalla signoria conceduto, che sealcuni beni di suolo appartenuti ai Pisto-jesi, stati sommersi dal padule di Fucec-chio venissero a seuoprirsi ed a liberarsidalle acque di detto padule, s'intendesserodi proprietä ed appartenere di diritto aglieredi degli antichi padror.i.
Anche nell'ultimo anno de! secolo XV,insorsero in Pistoja con nuova ferocia ipartiti, cui ogni scintilla pare che bastasseper convertirla in un incendio.
Questa volta la scintilla fu fornita dal-1’ elezione dello spedalingo dello spedaledi S. Gregorio, caduta in due personaggiprotetti uno dai Canceliieri, 1’ altro daiPanciatichi, contro il volere de’quali fumesso spedalingo il protetto de’Cancellieriretti anche dal governo Fiorentino , mentreuno della casa Panciatica era spedalingodel Ceppo, che i Canceliieri pretendevano;il quäle poi restö per volontä dei com-missarj fiorentini in potere del supreinomagistrato civico di Pistoja , che ne diedeil governo e T amministrazione a quat-tro cittadini ; inentre per 1’ influenzae mediazione dei commissarj fiorentini,assistiti da un rinforzo di 509 soldati ve-nuti da Firenze , nel 42 ottobre del 4504,fu concluso una specie di pacificazione fraJe due fazioni Canceliieri e Panciatica. —Ma per rimediare a tanti mali i trattatinon bastavano, ne i piü severi rigori po-tevano servire, ossia che il governo or-dinasse la consegna dell’armi, o che man-dasse in esilio i piü tumultuanti, o chepunisse con 1’ ultimo supplizio chi altriuccideva, tutte coteste misure di precau-zione politica, se giovavano a tenere infreno altre popolazioni, servivano piutto-sto di argomento alle stragi inaggiori edalle rovine de’ Pistojesi.
Il quäl vero e anche dimostrato da unaprovvisione della signoria di Firenze , del40 agosto 4502, allorche ordinö una baliadi 13 buon uomini, con libero arbitriosopra gli aflari di Pistoja e del suo con-tado; la quäle balia appena giunta inPistoja , comandö a pena di bando e diconfisca dei beni tutti, che niuno tantodi cittü come di contado si facesse lccito