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di ritenere in casa, o portarc indossoarme di sorta veruna: cosi che se qua-lunque soldato od altro masnadiere difuor di stato, si trovasse dentro il terri-torio pistojese, dovesse ritirarsi di lä neltennine di un giorno, sotto pena dellaforca; inline fu decretalo che i capi deilefamiglie Cancellieri e Panciatica dovesseropresentursi sotto gravi pene in Firenze atutto il di 20 dello stesso niese di agosto.
Quindi con bando del 24 di detto mese,dai 43 commissarj di balia, fu ordinatodi togliere alla cittä di Pistoja tutte lesue magistrature, ad eccezione deile co-munitative, essendo che un commissariodi guerra fu posto in luogo del capitanodi giustizia, mentre 1’amministrazione deileentrate del comune, de’luoghi pii, dellaSapienza (oggi collegio Forteguerri) fuassegnata a due provveditori di Firenze .E perche uno de’magnati pistojesi ebbeardire di consigliare il popolo a non ade-rire agli ordini suddetti, che mettevanoPistoja fuori della legge, fu arrestato etosto impiccato per la gola.
Nel tempo medesiino fu dato ordine aquattro probi ed abili periti per il dannorecato dalle fazioni Cancelliera e Pancia-tica tra il 4499 ed il 40 agosto 4802, iquali periti stimarono il danno di 4Q0case arse in cittä ascendere a circa 22,000ducati d’oro, ed una somma assai mag-giore meritare le 4,000 case arse in con-tado.
Fu allora che Yospedale del Ceppo vennesottoposto allo spedalingo di S. MariaNuova di Firenze ; ed in quel tempo cuo-priva cotest’ulüzio il celebre certosino frateLeonardo Buonafede, e fu per l’amorech’ egli portava alle belle arti, e special-mente ai lavori di terra inverniciata,detti della Robbia , che dopo aver fattoerigere davanti allo spedale del Ceppouna vaga loggia, fece collocare nell’at-tico della niedesima il piü ricco e su-perbo monumento Robbiano della suaetä, di grau lunga superiore ai tre al-tari della badia Tedalda ch’ebbe in Com-menda, ed anche superiore al bei bat-tistero Robbiano di Galatrona, che ilpadre Buonafede, mentre era vescovo diCortona , fece eseguire con unirvi il pro-prio stemma. Che l’autore del fregio Rob-biano, fosse stato eseguito sotto lo spe-dalingo di S. Maria Nuova, mentre Farte-fice che esegui il primo quadro del Ve-slire i nudi, serbö con tanta veritä ilcostume del vestiario deile monache diS. Maria Nuova di Firenze , che uulla piü,
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mentre in Pistoja le monaehe del Lettonon vi entrarono prima del 4476, Siechese dell’epoca del fregio Robbiano, dellospedale del Ceppo di Pistoja , mancanoricordi negli archivj di detta cittä, con-servasi per altro la memoria nelf arcodi mezzo alla loggia, fatto dell’istessa terradella Robbia che rappresenta la SS. An-nunziata con 1’ anno pure in detta terrascolpito del 4825, alla quäl’ epoca Lucadella Robbia , cioe, il primo autore cui siattribuisce quel fregio, era inorto da circa60 anni, lo che fa dubitare, che il fregioprelodato debbasi al di lui nipote Andreaed alla generosa pietä dello spedalingo,certo Sino, sopra lodato,
Comecche il rigore posto ai Pistojesi,dai 43 di balia avesse, dirö col Fioravan-ti, contenuti anzi che pacificati gli animidi quei rivoltosi, allorche principiarono aripullulare, cagionati dagli irrequieti Cau-cellieri, furono dai 43 di balia condannnte20 famiglie di quella consorteria in 8,000fiorini d’ oro, in pena di aver rotto lapace, mentre furono cacciati in esilio ipiü faziosi.
In tale stato di cose stette Pistoja , ri-guardata fuori dalla legge, 11 no a che lasignoria di Firenze , con provvisione del24 agosto 4808, ordinö, che fossero resti-tuiti ai Pistojesi le loro magistrature edil maneggio deile pubbliche entrate, comeprima dell’agosto 4802, e due anni dopovennero riamessi in patria i banditi ri-belli, meno alcune famiglie, come quellede’ Cancellieri, Panciatichi, Ricciardi, Ver-giolesi, Gualfreducci e loro consorti, lequali furono ribenedette nel 4814; quaudoin Firenze era tornata trionfante la fa-miglia de’Medici, ed allorche in Roma sedeva ancor giovane sulla cattedra diS. Pietro, il Cardinal Giovanni de’Medici,col nome di Leone X .
Fu allora che il pistojese Goro Geri,segretario del duca Lorenzo de’ Medici , eproletto dal ponteßce Leone X , parteci-pando molto del governo nel 4848, pro-curö ogni via per tentare di ridurre lasua patria ad uno stato di pace. Ma peruna fatalitä le generazioni de’ Pistojesidopo due buoni secoli continuavano adagitarsi e lacerarsi fra loro , sieche nel4824, dopo crudeli carnificine, cacciö diPistoja la fazione Cancelliera.
E comecche la signoria di Firenze in-viasse costä Niccolö C'apponi degli otto diPratica, e Agnolo Carducci in commissa-rio di Pistoja , poterono a falica trovarmodo di stabilire fra loro una tregua di