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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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45 giorni almeno. Ma quei mali , beucheper ilmomento soffocati paressero, nasco-stamente covavano, per scoppiare prestocon maggior impeto ancora.

Non erano per anche le truppe cesa-ree e papali arrivate presso Firenze ,quando nel 4529 ricomparve in Pistoja uno deicapi della parte Panciatica, il fieroIViccola Bracciolini, contro i seguaci del-l’opposta fazione de’ Cancellieri, avendo ilpont. demente 'VII. egli usö azioni daassassino, uccidendo, saccheggiando e ar-dendo le case de’suoi nemici non solo incittä, ma nel contado e nella montagna,per cui in breve tempo i casteili e vil-lagi di parte Cancelliera furono inessi afuoco ed assai malmenati.

In questofrattempo il pont. demente VII,con leltere credenziali del 25 dicembre•4529, mentre Firenze era dalle sue truppee da quelle di Carlo V assediata, inviavaa Pistoja in suo rappresentante messerAlessandro di Gherardo Corsini fiorentino per governare in di lui nome la cittä econtado di Pistoja .

5. Pistoja sotto in governo ducaleE GRANDUCALE FINO AL 4846.

Acccttarono di buona voglia i Pistojesidalla parte ghibellina, professata dal fieroNiccola Bracciolini il ntiovo padrone, sie-che dal principio del 4530 pote incomin-ciare per Pistoja il governo assoluto innome del pont. demente VII, alla qual’e-poca rimonta la sua arme innalzata sullafacciuta del palazzo Comunitativo di Pi-stoja , vale a dire, 28 mesi innanzi chesalisse sul trono dueale di Firenze il ni-pote Alessandro de’ Medici ,

Nou era stato appena questo duca toltodi vita in Firenze , che la fazione ghibel-lina nel 4537, sotto colore di mantenerela cittä di Pistoja a devozione de’ Me-dici, insorse contro la fazione guelfa deiCancellieri, in modo che si rinnovaronotanto in cittä come in contado ed in mon-tagna, stragi, incendj e rapine; per ellettodi che molti furono improvvisamente as-saliti per le strade e trucidati.

Dopo perö che Cosimo I pote salire sultrono, dopo che ebbe punito i fuorusciticomparsi a Montemurlo , vedendo che nonbastava di aver messo in Pistoja per po-testä e per eommissario due persone ri-solute, vedendo quegli abitanti continua-mente involti fra le risse ed i scompigü,dopo avere provato inefficaci gli avverti-menti per piegarc alla quiete quci faziosi,

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alla fine ricorse all’espediente di levare aPistoja tutti gli onori ed uffizj pubbliei,togliergü le sue entrale e perfino far chiu-dere il palazzo della sua Comunitä. Cote-ste misure piü severe di quelle prese dallaRepubblica Fiorentina nel 4502, porta-rono 1’ avvilimento in tutta quella popo-lazione dipendente da una magistraturaalfatto militare coinposta di una commis-sione di 4 uffiziali, i cui ordini erano av-valorati da una numerosn e fedele guar-nigione. Una delle priine operazioni di que-sti uffiziali di guerra fu di levar l’armi atutti gli abitanti, quindi ampüare e nuiniredi rivellini e di nuove mura la fortezzavecchia di S. Barnaba riedificata piü tardisul disegno dato dal Buontalenti , e di as-sicurare ineglio con bastioni tutte le portedella cittä. Allora i Pistojesi si accorsero diavere ottenuto pan per focaccia, tostocheeglino erano divenuti scliiavi di Cosimo 1 ,assai piü di quello che furono sotto la si-gnoria di Firenze , dopo il feudo dell’ago-sto 4502, nö quel popolo irrequieto sareb-be restato con le mani alla cintola senza levigorose misure Ordinate dall’accorto so-vrano.

All’ occasione perö dello sposalizio diCosimo con donna Eleonora di Toledo (giugno del 4539), e che una buona por-zione delle truppe dipresidio erasi recataa Firenze , la parte guelfa Cancelliera sti-mö quello tempo opportuno per fare sullaPanciatica le sue vendette, senonche ciöpartori ai Pistojesi un effetto alfatto con-trario da quello che desideravano.

In conseguenza di ciö Cosimo I ordinösollecitamente che si riaforzasse la cittädi geilte d’armi, e di nuove fortilicazionisi difendesse, fino a che, dopo dieci annidel primo decreto che privava i Pistojesidi ogni diritto civile , ne segnö un altroin data del30marzo 4547 col quäle riac-cordö ai Pistojesi le perdute magistra-ture; e nove anni dopo (30 marzo 4556)il duca medesimo, dopo la conquista diSiena , ordinö, che il governo della mon-tagna pistojese fosse separate da quellodi Pistoja e del suo contado, facendo cheil primo dipendesse direttamente dal con-siglio della Pratica seqrda di Firenze .

Dopo tali misure le cose di Pistoja cam-minarono con una certa tranquillitä sinoalmeno all’ anno 4643, quando all’ occa-sione della guerra fra il pont. Urbano VIIIed il granduea Ferdinande II, Pistoja andöa rischio di esser presa Jalie truppe pon-tificie, dalla cui sorpresa fu liberata me-diante la fedeltä e coroggio mostrato in