PIS
tale inconlro dai Pistojesi, i quali nelsubitaneo assalto del 2 ottobre 4643 sep-pero con deslrezza riparare.
In tutto il restante del periodo Gran-ducale Mediceo, non accaddero in Pistojanovitä di rilievo, ineno quella della visitadi qualche migliajo di soldati spagnuoü,venuti in Toscana nel 4734, con l’infantedon Carlo, designato dall’ultimo GranducaMediceo, in successore di lui al tronodella Toscana . Ma l’influenza diploinaticaspagnuola avea prima d’ allora portatotale nmtamento nelle idee e nei costumi,che il carattere originale ne andö guastosia per l’orgoglio, sia per l’inerzia, sia perl’ipocrisia.
Fu pcrtanto una vera pietä del cielo,se la generazione di allora non tornö al-l’antica barbarie. Fu vera pietä celestese estinguendosi la dinastia Medicea, Iddioinassimo concede ai Toscani una dinastiache portö fra noi la pace, una ingenuapietä, sotlentrando all’orgoglio la mode«stia, ali’inerzia l’operositä e la vera reli-gione alla falsa ipocrisia. Fu tutto a van-taggio deU’indtistria e del commcrcio deiPistojesi, se il gran Leopoldo I , ligliodeH’aiigusto Francesco II , fece aprire conmagnilicenza imperiale la strada postalemodanese, ed il ponte famoso a Sestajoneche attraversn.
Che se non ternessi d’ingannarmi direi,che i Pistojesi avrebbero allora riportatopiü frutto e piü trunquillitä, se essi perindole, e forse per antichi esempi, procliviai partiti, non avessero preso tanta parteagli scnnduli funesti, che diedero occa-sione al famoso sinodo pistojese, condan-nato dalla S. Sede .
Intorno a quell’epoca la cittä di Pistoja non contava nieno di 23 parrocchie in9000 anime, non manteneva meno di 28fra conventi di frati e monasteri di mo-nache, oltre tre rieche congreghe di pretisecolari, sieche calcolavasi che fosse inPistoja circa la deciina parte di ecclesia-stici de’due sessi, Non dirö poi degli ora-torj pnbldici, ne delle compagnie di seco-lari, tostoehe se da queste si dovesse ar-guire della bontä religiosa de’Pistojesi, sidirebbe che essi furono tra li popoli piüdevoti di tutta Toscana .
Ma per passare innanzi dirö, che ilfiglioed erede di Leopoldo I , l’augusto Fer-dinando III, poco tempo dopo salito sultrono paternc, si trovö astretto dalle vi-eende dei tempi ad abbandonare i suoiainati Toscani , che riniasero in balia delpiü forte, il quäle ora cede ora ritolse a
PIS 4)75
chi avera ceduto 11 regno di Etruria perincorporarlo all’impero francese .
Divisa allora la Toscana in tre dipar-timenti, Pistoja fu fatta capoluogo di sottoprefettura del dipartimento dell'Arno , edin tale stato si mantenne per un lustro,fmche nel settembre del 4814 ritornato eapplaudito nel trono avito il desideratoFerdinando III , questi rivolse un occhiopaterno anche a Pistoja , dove fino dalgennajo 4843, riordinö ed aumentö l’istru-zione pubblica nel collegio Forteguerri.
Conproponimento di utile rifornia vennepoi il granduca Leopoldo II , felicementeregnante, il quäle, dopo avere organiz-zato un dipartimento di acqua e stradeper dare una direzione migliore e piü re-golare ai torrenti, fiumi e fiumane, aduna migliore eostruzione di ponti, ad unamaggiore e piü comoda comunicazione distrade; dopo avere con la legge del 4.°agosto 4839 provvisto al sistema giudi-ciario, volle anche con la legge del C maggio4847 facilitare alla stampa una maggiorelibertä, nccordare ai Toscuni tutti l’eser-cizio di una guardia civica, riformare lala polizia, riformare l organizzazione deimunicipj. e di tanle allre opere destinatea benedire sempre piü il regno di Leo-poldo II .
Comuinita’ di Pistoja . — L’estensioneterritoriale di questa Comunitä, limitan-dosi al giro delle sue mura, le quali rac-chiudono una superlicie di quadr. 366,04,di cui quadr. 80,4 sono presi da strade,vale a dire, quadr. 286,00 di beni impo-nibili corrispondenti a quasi un lerzo dimiglio toscano, dove nel 4843 esistevauna popolazione di 12,387 abit.
11 giro per altro di questa cittä e statoampliato almeno tre volte, poiche di trecerchi delle sue mura si conservano roe-morie certe.
Prima cerchio della cittä di Pistoja . —N'on vi ha dubbio che fino del secolo VIIIquesta cittä era cireondata di mura, in-nanzi che il re Desiderio o chi per lui,imposturasse quel deerelo famaso scolpitoin traversino, e scopertö a Viterbo daFr. Annio , dotto quanto famoso imposto-re, Imperocche, che Pistoja sino dalfetädi quel re ultimo de’ Longobardi fossemurata, Io dimostrano fra gli altri, dueistrumenti, che uno del 9 luglio 764 e1’altro del 5 febbrajo 707, relativo allafondazione fatta da Guidualdo, medico deire longobardi Desiderio e Adelchi suofiglio, del mon. di S. Bartolommeo inPantano, fabbricato fuori dei muri della