Band 
[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
Seite
978
JPEG-Download
 

078 PIS

l’occasione di parlnre di un romitorio si-tuato fuori de’muri miovi, nella parr. diS. Paolo presso la Porta Caldatica (giäGuajaldatica ed ora Carratica)-, Ia se-eonda era la Porta S. Pietro -, la terza laPorta Guidi; la quarta la Porta S. An-drea-, la quinta Ia Porta di Ripnlta; (oraPorta ol Borgo) e la sesta Porta Luc-chese presso la ch, di S. Vitale sulla cro-ciata del Corso. «

Dopo perö la conquista di Pistoja del4306 le imira del secondo cerchio descrittedal Compagni e dal Villani furono in granparte dai conquistatori abbattute, e collesue macerie riempiti i fossi sottostanti. Se-nonche tre onni dopo i Lucchesi essendosiavanzati ancora sino a Serravalle con in-tenzione di entrare e dare nuovi guastialln cittä di Pistoja , i Fiorentini permiseroagli abitanti di riparare le disfalte muraper difendersi dagli aggressori, dando loroparola che si difendessero.

Infatti l’esercito luccbese era giä arri-vnto n Pontelungo sull’ Ombrone, circa2 miglia n pon, di Pistoja , qnando i Pi-stojesi, uomini, donne e fanciiilli, preti ereligiosi in due di, dice Giovanni Villani nella sua Cronica (Lib. VIII, cap. III), ri-mondarono i fossi e rifeciono gli steccalicon berteschc intorno la cittä. In conse-gnenza di tale operositä Pistoja se nonpotö riavere in due giorni le sue muradi pietra, come innanzi l’assedio del 4305,fu per tale opera e con i mezzi ripararsinella furia e sorpresa ostile, siccome fucapace nella fine del 4325 di fare unabreve fronte alle truppe di Castruccio in-nanzi di aprirgli le porte.

Dopo di ciö Castruccio si die ogni curadi fortificare maggiormente cotesta cittäcircondandola di spesse torricelle e condoppj fossi e steccati, talehe poi i Fioren-tini, allorchö nel maggio del 4328 fecerogrande oste per soccorrere detta cittä mi-nacciata da numerosa milizia condottavidaH’Antelniinelli reduce di Roma , il quälesebbene circondasse d’oguintorno la cittä,e sovente le dasse battaglia con gatti egriili e torri di legname armate, e riem-piendo in olcuna parte de’fossi, poco o■niettte, dice il citato Villani, vi pote fare,perocche Pistoja era fortissima di mura,con ispesse torricelle e berlesche, e poisteccata con duplicati fossi, come Caslruc-eio medesimo l’avevn fatla afforzare. Dallequali espressioni ne conseguita che il terzoed attuale giro delle mura di Pistoja doveinnalzarsi tra Ia fine del 4325 ed il prin-cipio del 4328, cioe dopo la yittoria del-

PIS

1’ Altopascio e innanzi la partenza di Ca-struccio da Lucca per Roma ,

Furono in questo terzo cerchio sop-presse la Porta Guidi, la Porta S. Pie-tro e la Porta S. Andrea, mentre laPorta Ripafratta fu portata piii avanti echiamata come tuttora si appella, Portaal Borgo, Dalli statuti di Pistoja rivistied approvati dal Comune di Firenze , nelmaggio del 4329 si rileva, che la parroc-chia di S. Paolo presso la Porta Calda-tica e qtiella di S. Maria a Ripafrattapresso la Porta al Borgo, avevano unaparte della popolazione dentro ed oltrafuori de’ muri vecclii della cittä,

Quattro porte esistono attualmente nelterzo cerchio, senza valutare le postierlechiuse, cioe: 4. Porta Carratica, giä Cal-datica; 2. Porta S. Marco (nuova); 3. Portaal Borgo-, 4. Porta Lucchese.

L’ ultima commemorazione della PortaS. Pietro , la trovo in una carta degliAgostiniani di Pistoja , del di 8 marzo4357, e gli Ultimi lavori e forlificazioniintorno alle mura, alle porte ed all’ in-grandimento della fortezza di S. Bnrnaba,presso Ia Porta Carratica, spettano al pri-mo ed al terzo Granduca .

Finalmente, fu sotto il granduca Fer-dinando II (anno 4643), qnando fu ordi-nato che si restaurassero le mura ed ibastioni e rivellini alle porte di Pistoja ,e ciö nell’occasione della comparsa di unesercito papale che marciuva sopra Pistoja da Bologna .

Il cerchio attuale delle mura urbnne,gira br. fior. 7449, corrispondenti a 43,335piedi parigini ed a miglia due e 5 ottavitoscane.

Edifizj sacri pixi insigni di Pistoja . —La caltedrale di Pistoja , fu rimodernatapiü volte dopo la sua prima fondazionedel secolo VI, la seconda volta nel 4444,siccome apparisce da una pergamena scrittanel marzo 4444 dai due coniugi conteGuido e contessa Emilia.

La quäle seconda ricostruzione o re-stauro, fu provocuta da un incendio av-venuto nel 4108, qualche tempo innanziche in quella cattedrale fosse innalzata econsacrata (1448), la cappella di S. Ja-copo prolettore della cittä. ( Arch. Dipl,Fior. Carte delVOpera di S. Jacopo).

La terza volta cotesta cattedrale, fuampliata e rifatta di pianta col disegnodi Niccola Pisano fra il secolo XIII ed ilprincipio del XIV, mentre Ia contiguatorre campanaria, porta un’ iscrizione conla data del 4201, anno in cui probabil-