Band 
[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
Seite
980
JPEG-Download
 

980 PIS

4256 (epoea deH’attuale cattedrale di Pi-stoja), col quäle maestro Bointadoso delfu Barroccio, promise a quegli operaj dirifare di pielre il fonte battesimale diS. Gio. Battista Rotondo, e che avrebbecousegnato il lavoro nel termine di 70giorni; in conto della quai’ opera fece ri-cevuta di lire 30 e soldi 40.

Con il secondo istrumento del 26 gen-nnjo <1326, scritto in Siena , Puccio del fuOrlando da San-Quirico a Tonni, pro-mise a Cecco, del fu Yenuto, spedalingodello spedale di S. Maria della Scala inSiena , incaricato dagli operaj dell’Operadi S. Jacopo di Pistoja , di eondurre in-nanzi il prirno maggio successivo diversipezzi di raarmo bianco (delle cave diMonte Arenti) per la chiesa di S. Gio.Battista di Pistoja nella misura datagli di40 braccia di tavole di quadro, 23 bracciadi colonnelte, e di 46 cantoni dell’ altezzadi dctte tavole, al prezzo le colonnette di44 soldi il braccio e di 40 soldi il brac-cio i cantoni.

Finalmente, col terzo istrumento del 23marzo 4320, scritto in Siena , lo stessoPuccio da San-Quirico a Tonni si obbligöcon maestro Alessio Nuti da Pistoja , in-caricato dagli operaj di S. Jacopo di dettacitta, di portare da Tonni fino a Siena 40 tavole di marmo bianco, ed altri 22pezzi di marmo digrossato da servire perlo chiesa suddetta di S. Gio. Battista diPistoja .

E la struttura antica di cotesto tempiosempre di iigura ottagona, con guglie su-periori rabescate su ciascun di quegli an-goli, coperto da nna cupolelta piramidalea otlo lati, con lanterna superiore.

Ha tre porte dirette ai Ire venti, menoT occidentale, che il Ciampi crede slatachiusa, nel 4333, ail’epoca cioe, di unnitro restauro, quando fu fatto il coronel 4387, dov’ e l’ altare, opera di mess,Angelo Benzi, che prese soli fiorini 48 disua fattura, mentre nel 4353, gli operaidell’ Opera di S. Jacopo spesero moltodenaro in far levare marmi di Carrara ,e di lü per Pisa e per Arno a Signa , sic-come rilevasi dal documento Y riportatodal Ciampi nelle Nolizie inedite sulla sei-(jrestia pistojese de’belli arredi, dal quäleappurisce che nell’anno 4353 era maestrodella chiesa di S. Giovanni Rotondo, PieroMicheli, il quäle si mandö a Carrara perfar cavar marmi e quelli eondurre a Pisa per lo lavorio di detto tempio, in cui vifurono 200 pezzi di marmi, 240 i qualipesavano in tutti libbre 86 mila circa,

PIS

Da quanto finora si e detto, risulta che1’ attual chiesa di S. Giovanni Rotondo,nel secolo XIV, subi almeno quattro re-stauri, cioe nel 4320, nel 4339, nel 4353e nel 4387, e che per quel lavoro s’ im-piegarono marmi bianchi della Monta-gnuola, e piü che altro di Carrara , men-tre sono ignote le cave donde furonoestratte tante strisce di marmo nero opistojese.

ISello scassare che si fece verso il 4337o 4339 il pavimento di S. Giovanni Ro-tondo, fu ritrovato il corpo ivi seppellitodi S, Alto vescovo, rnorto in Pistoja nel4453, quando cotesto battistero sembrache servisse di cattedrale, come il batti-stero di Firenze , rna cotesto fatto al certoprova che la chiesa di S. Giovanni Ro-tondo esisteva fino dalla meta del seco-lo XII, e ch’essa serviva allora ad uso senon di cattedrale almeno di parrocchia edi baltistero, siccome lo dimostra il do-cumento del 22 novembre del 4256, quandoquel battistero fu rifatto.

Finalmente gli Ultimi restauri fatti in-ternamente al tempio in discorso, senzadire di quelli recentissimi di corto dalComuoe ordinati di fuori, richiuinano alprincipio del secolo XVIll, quando fu or-dinato nllo scultore Andrea Vaccä di Car-rara , di far seolpire la pila del fonte bal-tesimale, e la statua di S. Giovanni Bat-tista , a piö della quäle il barocco artistaseolpire volle il suo norne. Il suo imba-samento per altro e molto antico, e difigura quadrata, con quattro poggetti negliangoli, nei quali si battezzavano i fanciulliper immer sione.

Chiesa di S. Bartolommeo in Pantano.— Puö dirsi questa per ragione di anti-chita, la seconda fra le chiese superstiti diPistoja , mentre essa esisteva, quando nel-l’anno 767, fu eretta in badia di monaciBenedettini . Essa perö fu rifatta piü gran-dios«, nel 4467, siccome si legge nell’ar-chitrave della porta maggiore, dove fuscolpito il Salvatore con i 42 apostoli.Posteriore di 80 anni circa puö dirsi ilpergomo ivi esistente, opera eseguita nel4230, du Guido da Como , che io credoil primo imitatore di INiccola Pisano.

Nel principio del secolo XI, questa ba-dia fu sottoposta a quella dei Benedettini di S. Gio. Battista di Parma, con tutti isuoi beni e chiese manuali, molte dellequali furono donale alla stessa chiesa diS. Bartolommeo in Pantano, innanzi lametä del secolo VIII, fino a che per bolladel pont, Eugenio IV , del 20 agoslo 4443,