PIS
lu badia di S. Bartolommeo fu ceduta aicanonici Roccetlini di S. Frediano diLucca , dai quali passö dopo la metä delsecolo XVII nei monaci Vallornbrosani,soppressi verso la fine del secolo XVIII,allorche la cbiesa di S. Bartolommeo funffidata ad un parroco secolare.
Chiesa plebana di S. Andrea. — Que-sto tempio che ai pari del precedente erafuori del primo cerchio di Pistoja , fu diInion’ ora nna chiesa hattesimale, dettaS. Andrea in Furfido, poi S. Andrea diVrbana.
Conta anch’esso un’antichitä deil’ VIIIsecolo almeno, comecche essa sia statariedificata nel secolo XII o nel successivo.Essa trovasi disposta ai pari della prece-dente in tre navate e nell’arehitrave dellaporta d’ingresso l’anno 4466. quando duefratelli Gruamonte e Adeodato vi scolpi-rono in fregio un bassorilievo che rap-presenta ln venuta ed adorazione de’Magi,vale a dire, un anno innanzi del bassori-lievo sulla porta maggiore di S. Barto-loinrneo in Pantano, scolpito probabilmentedalli stessi scultori,
Supposto pertanto che la fucciata dellachiesa di S. Andrea sia opera della stessaepoca, come sembra, mi induce a credereciö tarito piü che lo scultore Gruamonteserisse il suo nome non solo nell’ archi-irave sotto il bassorilievo, ma nella som-mitä dell’arco a sesto intero, scolpito nellafacciata principale, Ciö non ostante o lafacciata non fu terminata da Gruamonte oessa fu in gran parle restaurata un secolodopo, siecome lo fanno dubitare le striscedi marmi bianchi e neri con le quali fucopertu, e segnatamente dalla strulturadegli architetti a rnostacciuoii consiinili aquelli delle chiese della cattedrale, di SanGiovanni Fuorcivitas e di S. Pietro tnag-giore della stessa cittä,
A favore poi del pievano della chiesadi S. Andrea, il capitolo di questa catte-drale deliberö, nel 14 seltembre del 4474,di prendere detta chiesa battesimale sottola sua protezione insieme al suo clero ebeni. — (Arch. Dipl. Fior. Carte delCapit. di Pistoja ). Lo che tende a pro-vnre che la chiesa medesima esisteva dopomessa la porta con la scultura accennata.
Celebre poi nella storia delle belle artie il pergamo ivi esistente e scolpito dal4296 al 4301, vale a dire, in 4 anni, daGiovanni, figlio di Piiccola Pisano, fattonella forma e nel lavoro molto simile aquello del battistero di Pisa , eseguito daldi lui padre, scbbene in cotcsto lavoro il
PIS 984
figlio abbia qui Buperato il padre in fan-tasia. Uistribul quest’opera ln cinque sto-rie, una per parte, che sono la nativitädel Signore, l’adorazione de’Magi, la stra-ge degl’ Innocenti, la Crocifissione ed ilgiudisio universale.
In queste due ultime specialmente ri-salta l’estro dello scultore per una molti-tudine di atteggiamenti diversi, esprimenlirabbia e dolori nelle fisonomie,
Tutta cotesta mole e piantata soprasette colonne sottilissime, quattro dellequali posate cosi leggermente, che a primavista sorprende come cotesta mole nonpreeipiti, mentre una delle 4 colonne posasul dorso di un leone, con industria col-locato, un’ altra sul dorso di un uomo conginocehio destro in terra e tnnica intor-no, la terza sulla schiena di una leonessalattante che reggesi su quattro piedi, men-tre la quarta ha per base due aquile eda un piccolo leone che nascondono ilforte piede di manno, sul quäle la co-lonna riposa.
L’interno del tempio e a tre navate, conarchi a sesto intero, esso fu restaurato econsacrato, nel 4387, sotto il regime deiPP. Gesuiti , dai quali fu abbandouata lasua canonica nel 4683, allorche si trasfe-rirononel collegio di S. Ignazio, ora eh, diSanto Spirito, e tanto la pieve di S. Andreacome quest’ullima parrocchia sulla deca-denza del secolo XVIII ridonata ai par-rochi secolari.
Chiesa di S. Giovanni Fuorcivitas. —Questa chiesa dedicata a S. GiovanniEvangelista, conserva l’indicazione dell’an-tica sua posizione fuori di cittä, all’epocadel primo cerchio, quando fu edificata, osebbene non si conosca l’anno della suaprima costruzione, si sa perö che essa furimodernata nel modo che si vede nellaseconda metä del secolo XII, rincrostataposteriormente a strisce di marmo biancoe nero, siccome lo dichiara 1’ iscrizioneposta sotto 1’ architrave della porta difianco, dirimpetto alla piazza in cui silegge il nome dello scultore e architettoGruamonte, messo sotto il bassorilievo diun G’enacolo, con le seguenti parole: Grua-mons magisler bonus fecii hoc opus.
Opera per altro di maggior pregio e dimigliore scalpello sebbene di qualche tempoposteriore, e Ja vedersi dentro la chiesanel pergamo di marmo bianco, quadri-lungo di figura, con scultura di alto rilievo,falte verso il principio del secolo XIV,sebbene sia ignoto l’artista e la sua na-zione, che Vasari lo suppone Tedesco ,