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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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Ciornpi Loinbardo, Morrona e CicognaraPisano, non vi ha dubbio che in cotestefigure apparisce un magistero singolareall’epoca di che si tratta, un’invenzioneingegnosa assai, ed una esecuzione da furestupore,

Anche il gruppo di marmo bianco rap-presentante le tre virtü teologali, sebbenealquanto guaste, e che sorregge alla portadi fianco suddetto, !a pila dell’acqua santa,ü lavoro squisito di Giovanni di NiccolaPisano .

Dopo coteste 5 chiese qualificate insi-gni per antichitä e per pregio di opere,non occorrerä indiearne nitre, meno lachiesa di S. Maria Forisporta , ora dettadell’ Cmillä, che e forse il piü ricco senon il piü bei teinpio ed il piü caro aiPistojesi, che per devozione a quella santaimmagine fu innalzato dai fondamenti nel4509, da Ventura Vitoni architetto pisto-jese, e compito rispetto alla cupola dal-l'aretino Giorgio Vasari . Prescindendo daquesCullima aggiunta, questo tempio al paridelle chiese della Madonna de! Letto, riu-liita all’ospedale del Ceppo, della cappelladi S. Chiara nel Seminario , di quella delConservatorio di S. Gio. Battistn, erettetutte tre sulla fine del secolo XV, o sulprincipio del seguente, rammentano lemigliori opere dell’architetto Vitoni, comequelle che piü si avvicinano allo Stile mi*gliore greco romano, mentre per antichitäPistoja ne conta inolte altre fra le esi-stenti e fra le profanate.

Spedale del Ceppo. —• Questo stabili-inento di umanitä ebbe origine verso il4218, quando giä esistevano minori spe-dali presso le chiese di Pistoja rammentatifino dal secolo VIII.

Per varj secoli questo del Ceppo , chefu il maggiore degli altri, fu amministrntoda un corpo di regolari Agostiniani, dettidella societä di S. Maria del Ceppo; nianel 4506 lo stesso spedale presedeva unacommissione secolare, come si disse, e pocodopo fu sottoposto allo spedaiingo di SantaMaria Nuova di Firenze , il primo de’qualiordinö il bei fregio llobbiana e forse an-che la loggia nel cui atlico fu collocato.

La fabbrica attuale e stata grandementenmpliata con 1’ annesso mon. di S. Ma-ria del Letto, le cui monache Gesuate fu-rono introdotte in quest’ospedale nel 4476da quello di S. Antonio, dove innanziobitavano. L’ospedale del Ceppo fu arric-chito di rendite dopo il 4780 con la riunionefatta in detto anno di varj altri spedalisparsi per la cittä e subborghi con le loro

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rendite, Uno di questi csiste ancora sottoil titolo antico di S. Gregorio, dallachiesa stata eretta dopo la morte di Ca-struccio, sulle rovine della fortezza di Bel-vedere. Era destinato in origine a riceverei fanciulli esposti fino ad una certa etä.

Non dirö di altri due locali deslinatiad alloggiare nella notte i poveri dellacittä privi di ricovero, e l’altro per rice-vervi gratuitamente le donne della mon-tagna; per dire una parola dell’ orfano-trofio fondato nel 4722, dalla pietä di unadonna, ed in seguito aumentato di renditeda altri pistojesi; sieche vi sono ammessi,mantenuti e diretti dall’ etä di 8 unni uquella di 48, fino a 30 ragazzi.

Fabbriche pubbliche piü distinle di Pi-stoja. — Il palazzo Pretorio, che attual-mente s’ ingrandisce per il tribunale diprima istanza, fu giä residenza de’potestäe capitano del popolo fino dal secolo XIIIalrneno,

Esso e situato nella parte piü elevatadella cittä, avendo la facciata a ostro di-rimpetto alla cattedrale ed al palazzodella Comunitä, avendo di fianco a pon.mediante una strada che conduce alla piaz-za di Sala (il mercato delle vettovaglie),la chiesa di S. Giovanni Rolondo, giädetto in Corte, per cagione della sua vi-cinanza a cotesto Pretorio. Sublime ü lasua architeltura, e pittoresco assai riesceil suo cortile che da due parli ha un por-tico, con scala aperta, come nel cortiledel palazzo del Fisco a Firenze . Curiosopoi per la storia dei tempi e un banco dipietra, con i sedili di pielra sopra per gliassessori o giudici, del potestä ed il can-celliere loro, e quindi una fascia con iscri-zione allusiva alla giuslizia. Importantipoi per la storia sono alcune delibera-zioni date dagli assessori del potestä sottoi giorni 8 marzo del 4216, 21 febbrajoe 26 aprile del 4247, nella casa di IlinaldoGuasta Villani, aliora residenza di queltribunale, dalla quäle si potrebbe arguireche in quegli anni il palazzo pretorio diPistoja non fosse ancora terminato, eforse anche non incominciato; sebbenenon si potrebbe dire lo stesso tre annidopo; avvegnache fra le carte di S. Bar*tolommeo e dagli Agostiniani di PistojaneW’/lrch. Dipl. Fior., esiste una sentenzadata li 47 luglio del 4220, sulle cause ci-vili, pronunziata dai giudici assessori delpotestä, solto il palazzo del Comune (ri-porto le parole) neU'alrio davanli al bancode’suddelli giudici , ecc.

Palazzo della Comunilä , giä degli an-