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xtani di Pistoja , — Dalle espressioni te-ste riportate, sembra che unico palazzodel Comune fosse il pretorio, dove risie-devano potestä, capitano del popolo e glianziani della Coinunitä, mentre non fuche nel <1291 sotto il potestä famoso, GianoHella Hella, qnando fu posta solennementcla prima pietra di questo gramlioso edi-fizio posto nel lato opposto a quello delpretorio nella piazza stessa della catte-drale, servendosi dell’arca occupata daglinntichi palazzi de’ribeili Taviani, Sini-baldi ed altri, presi in tale occasione edemoliti.
Perö cotesto edifizio nel 43S4, non eranncora terminato, o piultosto in qneU’annofu ingrandito con altri palazzi privatiacquistati, fra i quali furono anche le an-tichissime abitazioni de’conti Gnidi.
Finalmente nel 1530, all’occasione dellacaduta della Ilep. Fiorentina, se non pri-ma, in mezzo alle facciata principale da-vanti a quella del Pretorio, sopra un largo,ma non troppo sfogato portico, fu alzataun’arme enorme di pietra serena col tri-regno, le chiavi e nello scudo le pallemedicee di Gemente VII, fiancheggiandol’arma due tronchi d’albero di Querciacioica di bronso, mentre due altre, oraMedicce, furono aggiunte posteriormentengli angoli della faeciata.
Le sale terrene con il portico annesso,servono di stanza per la maggior parlealla Dogana principale di Pistoja ed allaPosta delle leltere, mentre alla destra dichi entra esistono le stanze dell’Archiviocomunitativo.
Saliti nel gran salone del piano nobile,dove si radunavano gli anziani ed i dueconsigli, si leggono niurate su quelle pa-reti due apocrife iscrizioni scavate fuoridi Pistoja e scritte da qualche aitro f,rateAnnio .
Nella sala contigua al primo salone ve-desi dipinta con tinta verde la gigantescafigura di Grandonio, tenuto per un mili-tare valoroso pistojese fino dal principiodel secölo XII.
Il Gavalcavia che unisce questo palazzoalla tribuna della cattedrale fu edificatonel 1637.
Palazzo vescovile di Pistoja , — fi ungrandissirno palazzo edificato nel 4787,col disegno dell’ architetio pistojese Ste-fano Ciardi, lungo la strada che guida allaPorta Lucchese e dirimpetto al grandiososeminario vescovile, formato con la riu-nione di un monastero di Clarisse e diun convento di monaci Oliyetani, in quel-
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l’epoca soppressi dal granduca Leopoldo I ,i di cui successori obitano il primo pianoquando capitano a Pistoja ,
Palazzi pubblici per servizio d’ istru-zione, —■ Ohre il seminario arvivescovile,dove convivono e s’ istruiscono circa 450giovanetti, dei quali e capace quel vastolocale, havvi la fabbrica del collegio Forte-filtern, quella della BibliolecaFabroniana,il collegio de’ chieriei Eugeniani della cat-tedrale , ecc., ecc,, mentre fra le molteaccademie lettcrarie, scientifiche ed arti-stiche, n’e sopravvissuta una che riuniscetutti quei titoli, e che quasi moribondasi rifece viva nel 4843 con nuovi stntuti,e che tiene le sue non frequenli adununzenel ex convento del Carmine, dove nelIuglio del 4833 furono incominciate leesposizioni de’ prodotti manifatturali delterritorio pistojese.
Domini piü insigni di Pistoja. — Troppolunga riescirebhe la lista di coloro che sidistinsero per virtü morali e religiöse, pervalore militare e per dottrine ccclesiasti-che; mi limiterd qui a noverare gli uo-mini piü segnalati nelle scienze profane,nelle lettere e nelle arti, oltre tanti altri,dei quali possono leggersi lunghe listenella Biblioteca pistojese del padre Zacca-ria, nelle notizie storiehe del Fioravanti enella Guida di Pistoja del Tolomei, ecc.
Taecio dell’arcliiatro dei re Desiderio eAdelchi, Guidoaldo, fondatore della badiadi S, Bartolommeo in Panlano, per scen-dere al secolo XIII, per citare fra Leo-nardo da Pistoja , dell’ordine de’predica-tori, che fu non solo teologo distinto, maesperto matematico, nel quäl secolo ßoripureil valoroso Corrado da Montemagno,nato in Montemagno pistojese; per citarenel secolo XIV il celeberrimo giurecon-sulto Cino Sinibaldo, il poeta ßonaccorsoseniore da Montemagno ed il valente le-gista Filippo Lazzari, ultimo di sua fa-miglia. Si distinsero nel secolo XV fra ipitton Gerino Getini e Leonardo Mala-testi fu oratore, fra i pubblicisti distintiun Goro Geri , Bonaccorso giuniore daMontemagno, il cronista canonico Sozzo-meno ed il cardinale Niccold Forteguerri,fondatore del collegio omonimo. Nel se-colo XVI si distinse nelle lettere grechee latine Scipione Forteguerri, nell’nrchi-tettura Fenlura Pitoni e nella poesia■Selvaggia Bracali ne’ Bracciolini . Hellastessa casa de’Bracciolini nel secolo XVIIsi resero chiari due poeti, Francesco eNiccola Bracciolini. Nel secolo XVIII, sot'seun dotto grecista in Giacomelli, un buon