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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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innanzi per online dello stesso imp. Lo-dovico II, pronunzlö un nitro giudicato,e in quello stesso vescovo pistojese cheinsieme ad altri missi imperiali, cioe, Pla-tone vescovo di Pisa , e Andrea eletto diFirenze , il marchese e conte Adalberto, ilconte Ildebrando ed il fedele Ubaldo, ave-vano giudicato la stessa causa in favoredella chiesa Lucchese rispetto alla resti-tuzione di certi beni posti a Vaccale, stattallivellati dal vescovo Geremia antecessoredel vescovo attuale. II quäl giudicato fufirmato dallo stesso Oschisio vescovo, missoimperiale, e da varj scabini, uno de’qualidi Pistoja . ( Memor . Lucch. T. 1F, P. II).

Inoltre il Fiorenlini nelle Memorie dellagran contessa Matilde riporta il suddettoaltro giudicato in favore di Pietro , vescovodi Lucca , ripetuto dal Muratori nei suoiAnnali d’ltalia, e tenuto in Roma dal-l’imp. Lodovico III, nel febbrajo del 901,ed assistito dal ponteüce, da varj principi,conti e da moltissimi vescovi, fra i qualisei della Toscana , cioe, Adalberto vescovodi Luni, Grisolfo di Firenze , Albino diFoUerra, Pietro di Arezzo, Erlando diFiesoie ed Asterio ven. vescovo di Pi-stoja, declamando l’avvocato de’vescovidi Lucca , contro un tale Lamberto lucche-se, che riteneva ingiustamente niolti benidella cattedrnle di Lucca , posti in Val-di-Cornia, in Val-d’Elsa, nel Yal-d’Arno in-feriore , in Val-di-Serchio ed altrove;per cui l’imp. Lodovico III ordinö a Wal-tieri suo vasso e misso imperiale che dasse1’ investitura delle cose reclamate al ve-scovo di Lucca , salva la querela per chisi credesse leso in tal giudizio,

Nel secolo decimo, poi molti istrumentipubblicati dal padre Zaccaria o dall’abateCamici, ci scuoprono i nomi di moltivescovi di Pistoja ; tale fu quel Raimbaldopontefice della cattedrale di Pistoja , cui idue fratelli conte Guido e Ranieri Dia-cano donarono beni per suffragare donnaIngelsada ed il conte Teudegrimo lorogenitori. Tale fu quel Giovanni vescovoo pontefice della ch. pistojese rammentatoin altre carte pistojesi del fabbrajo 964e dell’agosto 998; tale fu il diploma del-1’ imp. Ottone III , del 25 febbrajo del-l’anno 997, esistente fra le membrane delvescovato di Pistoja , ora nell ’Arch. Dipl.Fior., edito dal Muratori nelle sue Anti-chitä Italiane (ivi) e diretto a Giovannie non ad Antonino vescovo di Pistoja, alquäle confermö i diritti e privilegi dellasua cattedrale e vescovato pistojese, oltrela giurisdizione ecclesiastica e giuspa-Toscasa

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dronato sopra circa 49 chiese plebnnedella sua diocesi.

Che perö qui si trattasse di pievi, dipadronato della mensa vescovile di Pi-stoja , e non di tutte le pievi antiche diquesta diocesi, lo manifestano le bolle pon-tificie poco dopo la morte dell’imperatoreOttone III, ai vescovi di Pistoja conferitedal pont. Urbano II (nel 4089), da Pa-squale II nel 44 novembre 1403; da In-nocenzo II nel 24 dicembre 4432 e daOnorio III nel 7 luglio 4248, dalle qualibolle si rileva che oltre le 49 pievi digiuspadronato dei vescovi di Pistoja ram-mentate nel privilegio di Ottone III , nonrneno di altre 44 sono da quelle bolle pon-tificie indicate, in tutte 33 chiese antichebattesimali.

Che nei secoli per altro posteriori, moltepriorie e eure di campagna fossero erettein plebane, ne somministrano frequentiesempj tutte le diocesi dell’orbe cattolico;sieche nellostato attuale la diocesi di Pistoja rigorosamente non ha piü di 42 pievi dicampagna, oltre quella di S. Andrea inFarfalo, poi in Vrbana, da gran tempoinclusa nella cittä di Pistoja , ed oltre lapieve di Borgo Cornio, eretta in catte-drale a Prato . Due delle 42 pievi di cam-pagna sono state decorate del titolo diprepositura (San Marcello ed il Montale)ed una (del Treppio) del titolo di arci-pretura.

Vi contano in questa diocesi o chieseparrocchiali indipendenti o parrocchiedentro la cittä e suburbane sotto al par-roco della Vergine a Bonelle, un vicarioforaneo; 43 sono gli altri vicarj foranei,cioe: i parrochi 4. di Ajolo, 2. di CasalGuidi; 3. di S. Giusto in Piazzanese;4. della Sambuca ; 5. di San-Marcello ;6. di Lamporecchio ; 7 di S. Quirico inFal-di-Bure; 8, di S. Quirico a Fernio ;9. del Montale ; 40. di Piteccio ; 44. diTrebbio-, 42. di Pupigliano ; 43. di SanMarlino in Campo.

Le 42 pievi di campagna abbraccianonel loro perimetro 456 popoli, 43 dentrola cittä di Pistoja , in tutti popoli 488compresi in 2 Comunitä, che nel 4845avevano abitanti 44,444, inentre nellostato in cui era nel 4554 la diocesi diPistoja , senza contare il piviere o dio-cesi di Prato , ascendeva a 57,484 persone.

Dal privilegio pertanto dell'imp. Otto-ne III, si rileva che la diocesi di Pistoja fino dal secolo X almeno, possedeva i pi-vieri di Vernio e di Lizzano, vale a dire,fino al confine della Montagna pistojese,

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