Band 
[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
Seite
986
JPEG-Download
 

986 PIS

fra l’Appennino di Montepiano i; Bosco-lungo, mentre s’ introduceva nella vallesuperiore del Reno bolognese la diocesidi Bologna eui spettavano le eure di Trep-pio della Sambuca, e di tutte le altrecomprese in detta Comunitä, per bolladell’anno 4785 (46 ottobre), con la quäleil pont. Pio VI staccö dal piviere di Ca-panne, giä di Lucida, le parrocchie com-prese nella Com. della Sambuca ed alcunein quelle di Cangallo cedute alla diocesidi Pistoja .

Ma se la diocesi di Pistoja ebbe qualcheparrocchia nella sua montagna, ne avevaperdute ben altre in pianura ; avvegnachesino dal 4653, per bolla del 22 settembre,il pont. Innocenzo X staccö dalla diocesidi Pistoja la pieve Nullius di S. Stefanodi Prato , erigendo questa in chiesa concattedrale, eretta dallo stesso vescovo diPistoja , limitando la giurisdizione dellanuova Diocesi al perimetro delle sue muratirbane.

L’ ultimo sacrifizio fatto dal diocesanodi Pistoja , fu quasi contemporaneo al pri-mo acquisto dalla parte della Sambuca,mentre cede alla diocesi di Pescia la pievedi Massarella o Missa Piscatoria, pressoil Padulc di Fucecchio.

Non vi era poi, io credo, cittn in To-scana , nella quäle si trovassero relativa-mente alla sua popolazione tanti ecclesia-stici, tanti monasteri de’ due sessi, tantecompagnie Iaicali e tanti beni di suolo,quanto in Pistoja . Basta dire che nellastatistica del 4745, compariscono nellasola cittä 20 conventi di frati e 47 mo-nasleri di donne. I quali monasteri e con-venti innanzi le riforme di Leopoldo I ,possedevano 49,000 coltre di terreno, paria miglia 3 2/3 quadr. agrari.

Attualmente la cattedrale di Pistoja ,conta 26 canonici capilolari con 23 cap-pellani e 20 chierici fissi, i quali da prin-cipio erano limitati a 40, finche il pont.Eugenio IV eresse nella chiesa cattedraledi Pistoja un collegio di 44. Altri 40 chie-rici furono poi aggiunti al collegio Euge-niano, nel 4545, dal card, Niccolö Pan-dolfini, vescovo di Pistoja , che assegnö didote per il mantenimento del maestro edel prefetto col frutto di cinque poderi.

Fra i vescovi di Pistoja che si eleva-rono sopra gli altri per santitä e per dot-trina si contano S. Atto, il ven. Tom-niaso Andrei da Casole , il ven. AndreaFrnnchi da Pistoja, il vescovo Alessandrode’Medici, poi papa Leone XI , i vescovi,poi arcivescovi, Leone Strozzi e Francesco

PIS

Frosini, ed il vescovo Vallombrosano , donColombino Bassi, ecc,

Non parlo del vescovo Scipione Ricci ,perche il suo noine e a tutti nolo per letentate riforme ecclesiastiche.

PISTOJA (CORTINE di). _ V. I quat-tro articoli segnend.

PISTOJA (PORTA al BORGO di) os-sia CORTINE di PORTA al BORGO. —Una delle porte del cerchio attuale cheha dato il nome ad una delle Comunitäsuburbane, giä dette Cortine di Pisloja.

Essa ha una superficie territoriale lapiü estesa di tutte le altre Cortine diquesta cittä; mentre abbraccia quadrati36,764 4/2, dai quali sono da detrarrequad. 4268 4/2 per corsi d’aeque e strade,dove nel 4845 convivevano 44,474 abi-tanti, a proporzione di quasi 322 per-sone per ogni migl. quadr. di suolo ini-ponibile.

Essa confina con 7 Comunitä del Gran-ducato, e per un tratto di giogaja del-l’Appennino pistojese, con il territoriobolognese.

Brevissimo e il confine di questa coul’altra Comunitä di Pistoja , con la quälefronteggia mediante un piccolo tratto dellesue mura urbane a partire dal condottodella Gora di Gora, al suo ingresso incittä a pon. della Porta al Borgo, ed alev. sino al liumicello Brana. Costä di-rimpetto a lev., il detto liumicello servedi confine fra la Com. della Porta al Borgoe quella della Porta S. Marco, di conservaalla quäle rimonta il corso della Brana,6ino al fosso detto del Confine, donde perla via di Germinaja sale il monte sinoalle sorgenti occidentali della Brana diCardeglia, dove piegando da lev. a grec, epoi a sett,, arriva sul monte dello Speda-letto d’Alpe, dove trova la Limentra oc-cidentale tributaria del Reno bolognese,finche al torrentello di Monte-Cigoli cessadal lato di grec. la Com, della Porta SanMarco e sottentra a sett. quella della Sam-buca, con la quäle traversa la Limentrapredetta per correre incontro a dei pic—coli torrenti o borri, finche con essi passanel fiume Reno, per entrare nel torr. Or-signa che vi confluisce dal lato sinistro.Al suo sbocco in Reno cessa la Com. dellaSambuca ed il territorio del Granducato,sotlentrando dirimpetto a maestro quellobolognese rimontando il torr. Orsigna edi lä pel crinale dell’Appennino arrivaresino al fosso del Lagbetto, uno de’ piüalti tributarj dell’ Orsigna. AI quäl fossocessa il territorio bolöghese e ritorna a