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istrumento del 20 dicembre 4-173 relnlivoad un atto di quietanza dal vescovo Volter-rano, Ranieri degli Ubertini, antecessoredel detto Ildebrando Pannocchiesohi, di lire300 pagalegli dal Comune di 'Volterra ri-spetto a quanto egli pretender potevadelle imposizioni messe dal detto Comunenei tempi passati agli abitanti dei castellidelle Pomarance , Monte Cerboli, Seraz-zano, Sasso e Leccio . Arroge che le litirispetto al castello delle Pomarance nonsi sopirono neppure dopo il privilegio diArrigo VI , tostoche il Comune di Vol-terra per lodo del 17 niarzo 1203 permiseche si riconsegnasse al vescovo IldebrandoPannocchieschi il castello e distretto dellePomarance , riservando al Comune diVolterra il dominio diretto su di esso,Cotesta condizione basta da sü sola a di-mostrare che i vescovi di Volterra nonfurono liberi signori del popolo delle Po-marance .
Al che servono di conferma altri attiposteriori, fra i quali uno del 28 marzo1252 col quäle gli abitanti delle Ponaa-rance rinunziarono al Comune di Vol-terra il diritto che fino allora cbbero dieleggersi il proprio giusdicente, sottomet-tendosi in quella del potestä di Volterra .D’allora in poi il popolo delle Pomarance dipendette direttamente dai rapprescutantidella Comunita di Volterra .
Infatti la Comune delle Pomarance nellatassa preodialedel 1284, fu tassata in lire17,965 non compresi i Comunelli alloraseparati, adesso riuniti alle Pomarance ,come erano quelli di Monte Cerboli, diAcquaviva, di S. Dalmazio, di Monte Ru-foli, di Micciano, Serazzano, Sasso e Su-stignano, i quali Comunelli tutti insiemefurono tassati in lire 38,860, che unitealla tassa del capoluogo di lire 17,965sommavano lire 56,825, valeadire, quandoil fiorino d’oro o gigliato, valeva in Firenze lire 1 e 18 soldi, equivalenti a circa112,500 lire, mentre il catasto attuale,con tutte le coltivazioni, abitazioni e po-poli aumentati non arriva in tutto quelterritorio a lire 170,000, da lire 14 perogni fiorino d’oro.
Per quanto la maggior parte dei ca-stelli qui sopranominati dipendessero nelcivile ancora dai vescovi di Volterra , con-tuttociö sembra che in quanto al politicoprestassero ubbidienza al Comune di Vol-terra, ed i cui sindaci fra gli altri giura-menti di fedeltä prestati, si contano quellidel gennajo 1319. (Loc cit.)
Finalmente mediante conyenzione sta-
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bilita nel 1343 fra gli uombti delle Po-marance e gli anziani di Volterra , fu sta-bilito, e negli statuti Volterrani di queltempo ( Ruhr . 59 del Libro 1), venne con-fermato, che i rettori delle Pomarance dovessero estrarsi di cerli distinti citta-dini di Volterra , per riceverne poi F in—vestitura dai vescovi di detta cittä, finchequesta investitura e taciuta nella rubricapredetta.
Per altro vi 6 ragione di dubitare chepoco volentieri i Pomarancesi si sottomet-tessero al dominio della vicina cittä, sic-come e dichiarato nelle Storie Fiorentinedi Giovanni Cavalcanti al Cap. XII deliibro I, dove raceontava come gli abitantidelle Pomarance , all’occasione del nuovocatasto introdotto dai Fiorentini nel 1429in Volterra , volevano emanciparsi da que-sta cittä, e come i Fiorentini tornasseroa sottometterveli, allorche tolto dal mondoil ribelle Giusto Landini, la signoria fecereslituire a Volterra le castella di tuttoil suo contado, a patto che con buon reg-gimento quei popoli fossero governati.
IN'e dalle carte del tempo linora venutein luce, ne dagli storici si hanno notizierelative al governo di questo paese, menopoche cscursioni falte costä nel 1431, enel 1447 dai uemici della Repubblica Fio-rentina.
Ma il danno maggiore a Volterra cd alleComunita del suo contado rccate, fu all’oc-casione della guerra mossa nel 1412 daiFiorentini, onde togliere ai Volterrani ildiritto di fabbricare nel loro contado l al-lume. In conseguenza della quäle fu con-vcnuto ehe anche la Comunita delle Po-marance dovesse ricevere (28 luglio 1472)giusdicenli di Firenze , finche alla cacciatada detta cittä del gonfaloniere perpetuo,ed al ritorno al potere della famiglia deiMedici (anno 1513), la Comunitä della Po-marance fu reintegrata nella pristina fa-coltä di eleggersi*» proprj magistrali eco-nomici, civili e criminali fino alla cadutadella Rep. Fior. (anno 1530). Dopo taleavvenimento, il popolo della Com. dellePomarance ubbidi costantemente ai duchi,granduchi di Toscana ed ai governi tno-mentanei che quelli interruppero.
La chiesa arcipretura a tre nuvate, seb-bene di tettoja bassa, e stata reslaurala dicot'to e ridipinta a fresco dal fantasticoe frettoloso Ademollo. Dei tre buoni pit-tori nati in questa tevra nel secolo XV,conoscesi IViccolo Cercignani, noto sottoil nome del Pomarance Cristofano Roncalli,appellato i! cayalier delle Pomarance , al