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»Horche Tegghia di Neri de’ Frescobaldi,del popolo diS. Jacopo d’Oltrarno di Fi-renze vende a quei monaci la qaarta partadi una pescaja che egli possedeva pressoil Ponte a Signa , ii quäl Ponte a Signae di nuovo rammentato in altra carta del-48 febbrajo 4289. (Stile fior. Arch. Dipl.Fior. loc. eil .) — V. Lastra, Gangalandi,Signa e Semifonte.
PONTE ALLO SPINO in Val-di-Merse.Questo ponte antico che attraversa il tor-rente Serpenna, alla base occidentale dellaMontagnola di Siena , da il nome a duechiese, che una plebana (S. Gio. Battista)e l’altra confraternita, nella Com., Giur.civile e circa mezzo miglio a lev. di So-vicille, Dioc. e Comp, di Siena .
La pieve di S. Gio. Battista nl Ponteallo Spino, nel 4845 noverava 525 abit.
PONTE a STRULLI nel Val d’ Arnosuperiore. — V. Figline, Comunitä.
PONTE alle TAVERNE d’ARBIA. -V. Taverne d’Arbia.
PONTE a TRESSA in Val-d’-Arbia.—Questo ponte che cavalca 1’ Arbia sullastrada regia postale roniana, a pie deipoggi di Siena , ha dato il nome ad unachiesa plebana (S. Michele), ora \a Madon-na di Tressa o del Ponte a Tressa, sulconfine della Com. suburbnna delle massedi S. Martino di Siena , e con 1’ altre diMonteroni e di Asciano .
lnfatti nel 4845 la pieve del Ponte aTressa dei 234 popolani che aveva, 42soli entravano nella Com. principale delleniasse di S. Martino, mentre una grossafrazione di 474 iudividui entrava in quelladi Monteroni , ed altra di 48 persone spet-tava alla Com. di Asciano .
PONTE a YALIANO sulla Chiana. ._
V. Chiana e Valiano.
PONTE d’ACERETA. — V. Acereta(Valle) in Romagna ,
PONTE n’ AGLIANA. a— V. Aglianae Montale, Comunitä.
PONTEDERA nel Val d' Arno pisano .
Terra grossa, giä borgo grandioso, ilcui titolo lo ebbe dal ponte, che costäall’ingresso orientale cavalca l’Era, quasiun miglio a ostro deH’Arno e del nuovoponte a Bocca di Usciana, capo-luogo diComunitä e di Giur. civile e criminale,con ch. prepositura (SS. Jacopo e Filippo),anticamente filiale della pieve di Calcina-ja, Dioc. e Comp, di Pisa .
Si entra in questa terra appena pas-sato il ponte di marmo sull’Era, sul quälepassa la strada regia postale Livornese ,che attraversa la grandiosa via di mezzo,
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fiancheggiata da belle abitazioni ed nttra-versata da piazze, una delle quali piü cen-trale, sorge il pretorio e la chiesa prepo-situra, fatta attualmente angusta alla co-piosa sua popolazione, circa 40 piedi soprail livello del mare mediterraneo, nel gr.28.° 48’ longit. e 43.° 40’ latit., 43 migl.a lev, di Pisa , altrettante a pon. di San-miniato, 45 miglia a ostro scir. di Lucca ,20 a pon.-lib, di Livorno per la stradadi Vicarello e 36 migl. a pon. di Firenze .
Pochissime memorie si conoscono re-lative a questo paese anteriormente al se-colo XIII, comecehe fino d’allora esistessein Pontedera un caslello ed il ponte chegli diede il nome.
Ma non solo esisteva costä fino d’allorail ponte sull’ Era che diede il nome alvicino castello, ma di una ch. parrocchiale sotto il titolo di S. Martino in Pontedera,fa menzione una bolia del 48 novembre4193, spedita dal pont. Celestino III al pie-vnno di Calcinaja. Rispetto poi alla slo-ria civile il Castel di Pontedera fu di-sfatto dai Pisani all’occasione di un trat-tato di pace, concluso in Firenze nel 23settembre del 4256, fra essi da una parteed i Fiorentini e Lucchesi dall’altra..
Con uno de’ quali articoli si obbliga-vano i Pisani a disfare il castello di Pon-tedera con le sue fosse e la fossa grandesenza rifarla mai piü (Auimir. Stör, Fior.Lib. II.)
Ma negli anni 4276 di giugno, i Fio-rentini a sommossa del conte Ugolino edegli altri guelfi di Pisa , unitisi al mare-sciallo del re, Carlo d’Angiö , andarono aoste conlro i Pisani verso il ponte d’Era,i quali Pisani, dice lo storico contempo-raneo Ricordano Malespini; avevano fattodi nuovo (ampliato) un gran fosso pocodi lä dal ponte d’ Era , e chiamavasi ilfosso Armonico che i Fiorentini combat-terono e valicarono con molto danno deinemici, sieche i Pisani fecero le coman-damenta de’ Forentini, e rimisono in Pisa il detto conte, con gli usciti guelfi. (Ri-cordano Malespini. Ist. Fior., cap.CClII ).
Fu perö nell’ anno 4285, al dire del-l’annalista Tolommeo Lucchese pure essovivente, quando i Fiorentini acquistaronoil Pontedera.
Appella probabilmente a questa secondaconquista fatta del Cast, di Pontedera unariformagione della signoria di Firenze , del49 luglio 4294, quando furono assegnateiire tremila (circa fiorini 4600 d’oro), pernuove riparazioni e fortificazioni di que-sto castello, e per la costruzione di un