PON
cassero o rocco. Le quali fortificazioni iFiorentini disfecero alla pace conclusa inFucecchio, li 42 luglio del 4293, con i Pi-sani, obbligandosi i Fiorentini di rovinarele mura e torri di Pontedera e di riein-pire i fossi intnrno senza piü rifarli. —(Gaye, Carteggio, Pol. Läppend. II. Gio.Villari, Cron., lib. PI1I, cap. II. Ammir.Stör. Fior., lib. IV.)
Che aliora per altro questo paese fossedi piccola considerazione, lo dimostra undocumento inedito del di 41 aprile 4270(stile pisano), col quäle i rappresentantidel coinune di Pontedera elessero diversisindaci per recarsi a Pisa , e rappresen-tare al capitano del popolo e agli anziania domandare in grazia un pezzo di suolonello stesso castello onde innatzarvi unanuova chiesa con suo batlistero e cimi-tero, lo che ottenuto quei sindaci, asse-gnarono nel 20 maggio detto, il padronatodella nuova chiesa da erigersi in Ponte-dera ai Canonici regolari Agostiniani diS. Martino in Chinsica, i quali, non solosi obbligarono di far edificare la nuovachiesa dentro 1 anno, ma le assegnarononel tempo stesso in dote un podere diloro proprietä. Tutto ciü fu approvatonel 6 giugno successivo da Federigo Vi-sconti, arcivescovo di Pisa , salve per al-tro le ragioni del pievano di Calcinaja,cui erano soggetti i popoli di Pontedera,anche innanzi che s’innalzasse la ch. bat-tesimale de’ SS- Filippo e Jacopo. Final-inente per atto solenne del 49 maggio 4274(stile pisano), il priore de’ canonici re-golari di S. Martino in Chinsica, alla pre-senza del popolo di Pontedera e di moltidistinli testimonj, gettö la prima pietrafundamentale del nuovo tempio per privi-legio concesso dalla Rep. di Pisa : e dal-1’ arciv. Federigo Visconti.
Infatti cotesta nuova cura battesimale,dopo compita ed aperta nel 4272 ( stilecomune), poiche nel 40 luglio di dettoanno, l’arcivescovo Federigo, col consensodel priore di S. Martino in Chinsica, pa-trono di detta chiesa, ordinö che il ret-tore del le medesime dovesse essere co-stantemente uno de’canonici regolari Ago-stiniani di S. Martino in Chinsica, e cheil suo parroco dovesse essere fino d'allorainsignito del titolo di preposto, di elezionedel priore di S. Martino, previa l’appro-vazione del pievano di Calcinaja, o altri-menti dell’arcivescovo di Pisa .
Quindi nel giorno 44 dello stesso mesedi luglio, il priore di S. Martino in Chin-sica, diede la nuoYa investitura della chiesa
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de’SS. Filippo e Jacopo a Pontedera alpriore prete Guido, canonico regolareAgostiniano di S. Martino in Chinsica,previa la conferma fatta dal pievano diCalcinaja, al cui piviere, come dicemmo,anco Pontedera apparteneva. A spiega-zione della quäl cosa giova citare il padreMattei nella Storia degii arcivescovi diPisa , il quäle riporta le parole di unistrumento del 28 maggio 4270 , il cuiautografo esiste nell’archivio di S. Marti-no in Chinsica, e piü ancora gioverä unabolla del pont. Celestino III , spedita li 48novernbre del 4493, al pievano di Calci-naja dove e rammentata, come dissi di so-pra, fra le chiesi filiali di Calcinaja, unadedicata a S. Martino in Pontedera. —(Murator. Anl, M. Aevi, T. III).
Ma per rilornare alla storia civile delPontedera dirö, che nel luglio del 4328questo paese fu saccheggiato ed arso dal-l’oste fiorentina ed acquistö il fosso Ar-nonico ed espugnö Cascina, mentre Ca-struccio con le sue genti era intento al-
l’assedio di Pistoja. _ (Ammiii. Stör. Fior.
Lib. PII).
Ma queste non furono che sempliciscorrerie fatte piü per spaventare i Luc-chesi di Pistoja, che i Pisani giä signo-reggiati da Castruccio.
Bensi Pontedera restö in potere de’Fio-rentini dopo la battaglia di Cascina, nellafine di luglio 4364, aliorche nel giornodi S. Vettorio furono disfatti i Pisani ,presso Cascina .
Ma nella guerra riaccesasi nel 4405 perla vendita di Pisa fatta da Gabriello Ma-ria Visconti al Comune di Firenze , letruppe di questa Repubblica furono ad-dosso alle Pisane, sieche gli uomini di Pon-tedera, che erano tornati sotto il domi-nio di Pisa , nel 25 ottobre 4406, si sot-tomisero ai Fiorentini, che per poco nefurono espulsi nel 4434 dalle truppe mi-lanesi, condotte dal capitano IViccolö Pic-cinino, che i Fiorentini ripresero neli’annodopo.
Intorno a questo tempo sembra checadesse il vecchio Ponte sull’Era, tqstocheuna pergamena del mon. di S. Martinoin Chinsica, scritta nel 28 settembre del4449, rammenta il Ponte Nuovo di Pon-tedera.
Ma poco innanzi questo paese dove, oper peste, o per altra pubblica sciagura,rimanere desolato di abitatori, tosto chela signoria di Firenze nel 4434 che centoj famiglie de) Comune di Camporgiano inGarfagnona, ed un egual ntuiiero del Co-