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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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come re), il quäle recavasi n prendcre nStoma In coronn imperiulc , avendo percastigo ordinato il succo n Pontremoli.

Che se fe vero che In eontessa Matildesi fosse ollora trasferita a Pontremoli permunirlo contro l’esercito imperiale ehe perla Cisa discendeva a Lucca e a Pisa , co-me iricuni suppongono, ciö starebhe conlroil fatto storico, mentre in queH’anno nonsolo la eontessa Matilde aveva cessato diessere marchesa imperiale in Toscana . (V.Jppendice e Jnlroduzione al mio Dizio-nario), ma ancora la medesima donnastando in Lombardin , a confessione delsuo antico biografo Donizone (Lib. X1J,Cap. 48). aveva sontnosamente regalaloi dne ambaseiatori di Arrigo Y, ehe ri-tornnvano da Roma dal pont. Pasquule II,disposto a ineoronare qnel re in impera-tore, Qnindi e che nella detta Appendicen pag. 22 dissi , qnando fosse autenticotm atto della eontessa prenominata del 4ottobre 44 40, dato in Pontremoli, neiconfini della Lunigiana col ducato di Par-ma , e pnbblicnto dal Fiorentini, tntto ciöstarebbe in opj)osizione anehe a quantoscriveva Ottone di Frisingn (Cron., Lib. CU,Cap. 44), ed il Mnratoriche nei suoi An-tiali Italiani al 4110 ripeterono:

« Avvegnaeehe egli » dopo avere qne-st’ ultimo riferito ehe gli ambaseiatoridi Arrigo V, allorchö ripassarono daRoma in Lombardia furono regalati son-luosamente dalla eontessa Matilde , egliserisse pure ivi: «r La sola eontessa Ma-« tilde dava ad Arrigo V dell’apprensione,« perche ben consapevole egli era di quanto« ella aveva operato contro l’aiigusto Ar-« rigo IV, suo padre ». Qnindi poco ap-presso soggiunge : « Trattossi dnnque« frn essa e il re per internunlios di paee« e concordia. Prestö ella (in quell’anno« 4440) ad Arrigo tulti gli ossequj dovuti« al sovrano ;.... Indi il re Arrigo sul« principio di dicembre per la strada di« Hlonte-Bardone, ossia di Pontremoli , si« mosse coll’esereito alla volta della To-«scana... Gli feee resistenza il paese di« Pontremoli, terra forte per la sua si-* tuazione. Per forza se ne impadroni e« la devastö ». Per cui Pandolfo Pisano,scriitore del tempo, nella vita di Pasqua-le II, ehe ehiama coteslo Arrigo V, esler-n.iualore della terra, talche o convieneredere apocrifo o falso di data 1' attodella eontessa Matilde, dato li 4 ottobredel 4440, indizione IV, in Pontremoli neiPalazzo chiamato della Corte, rispetto ninobili di GasteI vccchio in Gnrfagnana.

♦ POM 4039

Certa cosa ö che Pontremoli non fu tnai

di giurisdizione della eontessa Matilde,

come da quel fatto congetlurava il Fio-rentini.

Volendo benchö in succinto, scorrere al-cuni periodi piii importanti della storia delmedio evo in Toscana , abbiamo credutoopportuno di soffermarci qui al pari chöin varj altri articoli di cotesto DizionarioCorograßco, nella mira di rischiarare, sefia a me possibile, un’epoca ch’ebbe tantaparle nei successivo sviluppo del sistema

politico ed economico de’ municipj ita-liani.

Che se i pochi fatti di sopra indicatinon basiassero a rivendicare gli abitantidella terra di Pontremoli e del suo di-stretto daH’addebilo di essere stati domi-nati dai marchesi Malaspina, e per brevetempo anehe dalla grau eontessa Matilde,dileguerä ogni dubbiezza la storia de'temniposteriori, quäle con passo piii speditopercorrerö, onde accennare le sue vicendepolitiche a partire dall’imp. Federigo I.

Continuavano i Pontremolesi a goderedel benetizio municipale concesso loro allapaee di Costanza del 4463 e del privile—gio imperiale accordato nei 4467 da Fe-derigo I, confermato loro nei 4494 daArrigo VI , suo ßgliuolo, e ncl 4220 daFederigo II, suo nipote, ora con stabilirealleanza con i Pincentini, ed ora eon sta-bilire (anno 4205) capitoli di concorrenzacon il Comune di Lucca, rispetto nl man-tenere la strada maestra della Cisa, oPontremolese, coll’esentore dal pedaggioi Lucchesi .

Continuarono i Pontremolesi a gover-narsi a Comune in tutto quel secolo, orariformando i suoi statuti speciali, i piiiantichi de’quali ci rammentano 1'anno4284. Senonchb anehe in Pontremoli in-cominciö di buon’ora a prender voga Iospirito delle fazioni guelfa e ghibellina, lequali si rinforzarono piii che mai durante1’ impero di Federigo II, massimamenteallora quando quell’imperatore nei 1245destinö il mareh, Uberto Palavicino diPiacenza a suo vicario regio in Lunigia-na, il quäle volendo favorire In fazioneghibellina de’Parmigiani, anziche la guelfade’Piacentini, ai quali i Pontremolesi eransiallora alleati, talche quel vicario in dettoanno 4245 per ampliare il territorio egiurisdizione de’Purmigiani ghibellini, ri-strinse quella de’guelli Pontremolesi, se-nonehö tre anni dopo i Parmigiani avendoabbracciato il partito guelfo della Chiesafurono privati del distretto Pontremolese.