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Che per« tanto gli uni che gli nltri inquei tenipi di turbolenze politiche aderis-sero u seconda delle circostanze, ora alpartito imperiale o ghibellino, ora al guelfoo deila Chiesa, Io mnnifestano le cronachetutte e specialmente quelle delle cittäLombarde di Modena , di Parma e di Pia-cenza, in gnisa che i Pontremolesi a so-miglianza di queste ultime cittä facevanoleghe, formavano leggi, slatuti e regge-vansi a cotnune a guisa di piccole repub-bliche.
Infatti nel giugno del 4274, i Pontre-molesi, mediante i loro sindaci, strinseroalleanza con i Parmigiani, seguaci di parteghibellino, cd alla stessa cittä i pritni pre-sero per piii anni il potestä, menlre nel4203 i Pontremolesi avevano cacciato inesilio i pnrtitanti ghibellini, che dichiara-rono fuorusciti perfino a che i gttelfi diPontremoli accettati in paese i ghibellinifuorusciti, elessero di comune accordo unpotestä che nel 4203 prometteva alla guelfarepubblica di Lttcca, di mantenere e cu-stodire In strada maestra detta della Cisa.— (Tolom. Lucens. Atinal.)
Peru appena disceso in Toscana 1’ imp,Arrigo VII (anno 4342), questi inviö inLtinigiana il cord. Luca del Fiesco , di-chiarandolo vicario imperale, che fece lasua residenza in Pontremoli.
Ciö per altro non bastö per assicurarelu quiete a cotesta contrada, mentre pochianni dopo il march. Franceschino di Mo-roello Molaspina di Mulazzo, stato ospitedel divino Alighieri nel 4300, assistito dalsuo potente cognato, Giberto da Coreggio,signore di Parma, ebbe a guerreggiarecol cardinale predetto ed i Pontremolesiper alcuni castelletti limitrofi ai due di-stretti; fino a che per otto del marzo4349, concluso in Genova , per mediazionedi Roberto re di Napoli, che Giberto daCoreggio dasse in matrimonio nna suafiglia ad un nipote del card. Luca delFiesco, e che aveva presidiate con le suegenti Pontremoli.
Continuava questn terra ad essere di-tisa in due partiti, guelfo e ghibellino,quando il famoso Castruccio, capitano ge-nerale di Lncca, dopo aver riportato vit-toria in Ltinigiana, contro i Genovesi edi Fiorentini, penetrö con le sue armi finon Pontremoli , dove fra ln pinzza dellaCattedrale e quell« del Comune, presso Intestnta del ponte di JSostra Donna, allaconfitienza del Verde in Magra , fu costäfra il horgo vecchio stiperiore uhitnto daighibellini, cd il borgo nuovo o inferiore
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popolato da gttelfi; fu costä, io diceva,dove fu innnlzata una delle grün torri,tutlora esistente e appellata la Caccia-guerra.
Cotesta tori'e aveva e conserva tuttornuna volta sotto cui passa la strada niae-stra, con fiscrizione seguente che ivi tut-tora si legge: « Anno 4322 die 26 apri-« lis. Hoc opus (actum fuit tempore Ma-lt gnifici Castrucci de Anlelminellis Lu-« cani, et Fortis imperialis Pontremuli« (cioe degli abitnnli ghibellini del borgo« vecchio), Domini generalis, existente sit-a perstite dicti operis Panne Tendi de9 Sancto Miniato , dicti Domini Siniscalco.« — Fundalum fuit hac die 26 mensis« aprilis , Jtissae Domini Cacciaguerra« vocalum. Amen ».
Da quell’ epoca la terra, ora cittä diPontremoli, prese per insegna del suo si-gillo un ponte n quattro archi, con altatorre merlata nella sua testata orientale.
1 fondamenti perö di cotesta torre fu-rono gettati due mesi dopo che i Pontre-molesi del borgo inferiore o guelfo, adu-nati nel 43 febbrajo del 4322 in un con-siglio generale, elessero tm loro sindacoper riconoscere davanti a mess. Ugolinoda Celle, vicario generale di Castr uccio inPontremoli, in norne loro in signore Iostesso Castruccio Antelniinelli, capitanogenerale di Lncca, eec., ecc.
Un egual mnndnto feqero nel 48 febbrajostesso , gli abitanti del borgo superiore ,ossia de’ghibellini, riuniti nella chiesa diSan-Gimignano .
Sceso poscia in Italia e passando Lo-dovico il ßavaro per Pontremoli, nell’ago-sto del 4327 regalö di un ampio diplomail capitano Castruccio, manento il quäle,il di lu» figlio Arrigo, tenrre ben pocotempo il dominto di Pontr emoli, tantopiü che i! Bavaro Lodovico., ripnssandoper Pontremoli, con altro diploma del 42novembre 4329, restitui ai Pontremolesicogli antichi diritti la tnl quäle libertä,e confermö loro i privilegj dei due primiFederighi irnperatori.
Dissi una tal quäle libertd , perchfe ilBavaro lasciö in Pontremoli un vicarioimperiale, che i Pontremolesi cacciaronodi casa loro appena quell’imperntore ebbevnlicnto 1’ Appennino. Ciö peraltro nonsembra che giovasse grau fatlo a qnegliabitanti divisi sempre dalle fazioni, sicchödi prima giunta i ghibellini di Pontremolisi posero sotto il dominio dei Rossi diParma, mentre il presidio del caslel Pia-' gnaro sosteneva la fazione contraria. Fu