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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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PON

questo nssalito e preso, cal yicario inviatocoslä con una mnno <li ormati che !o ten-nero fino al 4331, quando In fazione gnelfaessendo riescitn a vincerc In ghibellina,riaequistö il detto casteiio che feee re-staurnre, comecche i Rossi non abbando-nassero il regiine della terra, della quälefurono dichiarati vicori rcgj con diplomadi Giovanni, re diBoemia, del3marzo 1331,

Ern sempre dominnta dai Rossi di Par-ma, quando Pontrcmoli nel -1336, fu nsse-diata dalle truppe di Mastino della Scala ,dopo aver conquistato Parma e BorgoS. Donnino, e furono essi tnlmeute strettidai soldati di Mastino, de’ marchesi Ma-luspinu e di Simone da Goreggio insiemenlleati, che i Pontremolesi nel ß settem-bre del 1336 ottennero una onorevolecapitolazione.

Per aitro Pontremoli non si mnntennemolli anni sotto Mastino della Scala , av-vegnache quegli abitanti, nel 1339, si po-sero sotto 1’ accomandigia di LuchinoVisconti, signor di Milano , e cognato diAntonio, vcscovo di Luni , laiche quelpotente signore, volendo dominare il passodella Cisa, spedivn francamente per la viadi Pontremoli !e sue masnade in Toscana ,ora a favore de’ Pisani (1341) per l’asse-dio di Lucea, ora contro di essi (anno1341), nclla guerra di Pietrasanta , per as-sistere Antonio del Fiesco, vescovo di Lu-ni. __ V. MotROSE.

Meree cotante visite e passnggi di mi-Üzie, riesci facile a mess. Luchino piegarei Pontremolesi ai suoi comandi, il cuipaese col suo distrelto i Visconti riten-nero fino al 1404.

Avvegnaehc a mess. Luchino suecedöil di lui fratello Giovanni, arcivescovo diMilano, quindi i nipoti di lui, fra i qualiBarnabö, che fece rinforzare in Pontre-moli la torre, della il Campano, del pa-lazzo comunitalivo. A Barnabö suecedeGiovanni Galeazzo, Conte di Virtü , suonipole, che nel 1388 accordö ai Pontre-molesi il collegio de’notari, come risuilada una rubrica del libro V de’ statulipontremolesi e dall’illuslrazione del sigillodi quella matricol.i, consistente in an pontecon altn torre merlata, in un campo sparsodi stelle, con la biscia de’YLconti sopra ilponte. - (Mitsst, Sujilli anlkhi, F.XXll).

Venuto a morte il detto Conte di Virtii(1403), Pontremoli, Sarzana, Pisa e Li-vorno in Toscana furono lasciate al ligliosuo naturale, Gabriello Maria. Ma, o chefossero le troppe vessazioni da quest’ulti-mo contro i siioi sudditi adoperate, o cheToscana

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fosse io spirito di partito da cui i Pon-tremolesi erano sempre agitati, o che ciöaltribuire si volesse alla geografica posi-zione di Pontremoli, presso il confihe conla Lombardia , fatto e che quel popoloneppure allora si trovö d'accordo, ne perreggersi indipendente, ne per lasciarsi go-vernare da un vicario di quel nuovo pa*drone.

Quindi avvenne che il borgo superiore,di fazione ghibellina, acclamö in suo si-gnore Pietro de’Rossi di Parma, mentreil borgo inferiore, dominato dalla fazioneguelfa, chiamava da Genova al governoun Luca di Carlo Fieschi, il quäle colfavore de’suoi partitanti, si recö all’asse-dio del Gast, di Grondola , presidiato dallemilizie parmigianc di Pietro Rossi.

I quali cacciati di lä fu facile in segnltocncciarli ancora dal borgo superiore diPontremoli e del suo distrelto, estendendoil suo dominio non solo sopra i monti diZeri, ma ancora su quelli di Borgo Taronel Piacentino , i di cui figli e d eredi fu-rono nccolti sotto 1’ accomandigia deiiaRep. Fior. poco innanzi che Niccola Pie*cinino, capitando con moiti arinati mila-nesi in Lunigiana, spogliasse nel 1430Gio. Luigi del Fiesco, della signori« diPontremoli, e nel cui luogo piu tardi ioslesso capitano si accampö, sieche la con-trnda tutla del Pontremolese alla pacedel 26 aprile 1433, reslö al duca FilippoMaria Visconti di Milano . E sebbene aüa| disfalta deli’esercito milanese sotto Barga ; nel 1436, gran parte della Lunigiana fosse, liberata dalle genti di quel duca , non fuj perö Io stesso di Pontremoli, ne il vinci-| tore Sforza potö in alcnn modo riacqui-| starlo , se non quando nel 1441 il ducaI Filippo Maria Io assegnö in dote aüa suafiglia Bianca, sposala dal valoroso Fran-cesco Sforza .

_ Senonehe i! duca Filippo Maria pen-titosi di nuovo dell’accordo conchiso colgenero, nel 1446 spedi sopra Pontremoliun esereito , con intenzione di togliereailo Sforza ciö che egli possedeva.

Ma ad onla delle ripetute lainaccie nonriesci al duca Visconti, ne alle sue truppedi potere entrare in Pontremoli, vigorosa-mente difeso dal popolo e dal presidiofiorentino .

Vennto a morte I’ anno 4441) il ducaVisconti (13 agosto), essendo corsa voceche il governo di Milano cercasse di ri-conqnistare Pontremoli , vollero i suoiabitanti premnnirsi da una sorpresa. pren-dendo al loro servizio molte milizie del

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