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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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lizie degli Eruditi Toscani (Vol. IV), quan-do <lisse,.che ln sigrioria di Firenze nel4314, inviö a IVapoli un ambasciadore «1re Roberto, per interporlo a favore deidue figli di detto conte Guido da Battifolle,e Io conferma in certo modo il cronistaGio. Yillani, dove racconta (Libr. IX,cnp. 451), conie il vescovo Guido Tarlati nel maggio 1322, tolse ai figliuoli del conteda Battifolle, il castello di Fronzole sopraPoppi . Ma piu chiaramente lo stesso Vil-lani ivi dichiara (Libr. JX, cnp. 321),come il conte Ugo fasse figlio del conteGuido da Battifolle, nell’anno stesso nelquäle esso col di Ini fratello, conte Simo-ne II, erasi recato in ajuto de’ Fiorentini alla battaglia dell’Altopascio (ivi, Libr. IX,cap. 302). Arroge un documento del 1322,pubblicato da! padre Ildefonso ne) T. VIIIdelle sue Delizie degli Eruditi toscani, colquäle un Maghinardo di Gio. degli Ubal-dini di Mugello, fece una promessa aiconti Ugo e Ruggeri di Dovadola cd’ aiconti Ugo e Simone di Battifolle, paladinidi Toscana , ecc. Finalmente era quellostesso conte Ugo da Battifolle , contro ilquäle In Rep. Fior. inviö nel luglio del1329 le sue masnade in Mugello, per ri-prendersi quei popoli del contado di Am-dnana, il quäle .s’aveva ripreso poco dopoa sconfitta dell’ Altopascio . (Oper cit.,Lib. X, cnp. 135).

Ma una azione che onora le qualitäpolilicbe del conte Simone II di Battifolle,fu quell» di recarsi in Firenze a difesadel popolo all’occasione della cacciata delduca d’Atene, conducendo suo nipote, ilconte Guido, figlio del fu conte Ugo, con400 fanti e tale fu la sua delieatezza, chenon solo rieusö 1’ ufTizio di potesta a cuivenne elello, mentre diceva Gio. Villani(Cronica , Libr. XII, cnp. 17), non volleessere giustiziere de’Fiorentini , ma ancoracon particolare arte accompagnö il cac-ciato duca, fuori de! contado florentino ,al suo castello- di Poppi , dove a formade’patti, doveva i! duca confermare l’attodi rinunzia fatta nel Palazzo Vecchio , esiccome questo signore non sembrava pro-penso a ciö fare, il conte Simone disse,che senza usare in casa sua alcuna vio-lenza lo avrebbe t’iaccompagnato in Fi-renze , come era restato d’accordo. Allorail duca mutö contegno e tosto ratifi.cö larinunzia fatta in Palazzo Vecchio. — (ivie Ammir., Slor. Fior., Libr. IX.)

Riposata alquanto la cittä dal furoredel popolo per la cacciata del duca, e si-slemato in certo modo il governo, si oc-

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cupö a rieompensare la fedelta del conteSimone di Poppi e del conte Guido suonipote-, (igliuolo del conte Ugo, la Rep.Fior. fece restituire loro i castelli e di-stretti di Ampinana e del Pozzo in Mu-gello, le terre di Moncione, di Ganghereto,di Pernina, di Pietravelsa e di Barbischionel Val-d’Arno superiore e nel Chianti,per i quali non erano mai stati pagatidai Fiorentini gli 8000 fiorini d’oro do-vuti al conte Guido, che ne fece istanza,dopo che nel 1306, si erano a Itii queiviliiei ribellati per il mal reggimento cheil giovane conte Guido, del fu conte Ugoda Battifolle, facea a’ suoi fedeli operadi feminine, — (Gio. Villaki, Cronica ,Libr. XII, cnp. 24 e Ammir , Oper. cit.Libr. CHI e IX.)

Oomecche cotesti due conti, zio e ni-pote, con atto pubblico del 47 dicembre1345, rinunziassero al.Comunedi Firenze,le loro ragioni sopra i castelleiti del Poz-zo, di Ganghereto, di Pernina e di Cavi.

(Ammir.,- Oper, cit., Libr. X.)

Nasceva dal conte Simone II da Batli-folle, quel conte Roberto, che fu amicodel Petrarca , del quäle fece piu Volte inen-zione l’Ammirato, sia allorche sulla finedell’ anno 1349 , gli Uberlini di Arezzo cercarono di cavare dalle mani del conteRoberto, figlio del fu conte Simone daBattifolle il castello di Cennina, sia sottoI’ anno 1356, allorche il conte Robertoassediö il cast. di Raggiuolo, per ingiuriericevute da Marco, figliuolo di Pier Sac-cone. —■ V. Reggiuolo.

Sia allorquando corse in ajuto de’ Fio-rentini alla conquista di San-Miniato, cheegli come generale investi e prese nel 9gennajo del 1369 (slile fiorentino ), perinduslria di un terrazzano; sia finalmenteall’anno 1394, quando venuto egli o I’al-tro conte Roberto a Firenze , con buonnumero di geilte per difesa dello Stato,gli fu fatto molto onore, e raccomandalodalla Repubblica .

E dubbio ancora se riferire voleva alconte Roberto II , piuttosto che- ai conteRoberto I .

Finalmente nel 1396, e I’ultima Voltache I’ Ammirato rammenta cotesto conteRoberto I da Battifolle, seppure non ful’altro conte Roberto II , nato dal conteCarlo, figlio del conte Simone II e suonipote, allorche, lo stesso conte aveva ri-tenutu la contessa Elisabetta, sua cugina(forse nata dal conte Ugo o dal conteGuido da Battifolle), come prigioniera inPoppi e con geilte d'armi, egli si era po-