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quäle otto il detto corite Guido rinunziöin favore del comune di Firenze ad ognipretesa che aver potesse sul castello e di-stretto di Montevarchi, la quäle riuunziafu anche rinnovata nel castello di Porcia -no il 45 aprile successivo dallo stessoconte Guido, dalla conlessa Alhiera suaconsorte, da Corrado suo flglio e da don-11 a Bartolommea di lui sposa. (P, Ildefon-so, IJelizie degli eruditi tose., vol, VIII).
Un istrumento poi del 1280 scritto nelcastello di Porciano nomina otto figli delsuddetto conte Guido di Teudegrimo, frai quali il conte Corrado prenominato, ilconte Bandino, il conte Fazio, il conteTancredi ed il conte Teudegrimo; settede’quali figliuoli nel 4 gennäjo del 1284furono rappresentati da serRuggero, no-taro in Roma .
Dal conte Corrado predetto nacque,ch’io sappia, un flglio per nome Amerigo,condannato dal potesta di Firenze nel1291 come ribelle ghibellino; mentre treanni innanzi (nel 1189) un altro flgliodel conte Guido di Porciano, Tancredi,pr esso Dovndola, rinunziö ad ogni dirittoche aver potesse sopra Dovadola, Monta-guto e loro distretti in favore del ghibel-lino consorte conte Guido Piovello e delconte Guido Salvatico di Dovadola.
Anche il conte Fazio del conte Guidodi Teudegrimo'da Porciano, , fu tra i con-dannati come ghibellino e ribelle del co-inune di Firenze , dal quäle ottenne gra-zia nel 1304.
Finalmente aggiungerö che il conteAmerigo, di sopra nominato, fu padre diquel conte Guido Zaffiro, il quäle nell’ot-tobre del 1355 ottenne facoltä dal comunedi Firenze di sposare donna Orsa di Bel-tramo de’ Pazzi,e nel 1361 essendone res tatovedovo, tornö a impalmarsi con donnaCaterina figlia di Bernardino Ricasoli.
lntanto dal conte Teudegrimo, flglio didetto conte Guido , ebbe non meno di trefigli, Luigi, Guido Domeslico ed Enrico,rammentali tutli e tre in un acquisto fattodal conte Ugo di Battifolle del castello diArezzo in val di Sieve. (Ildefonso. Ope-re citate).
Cosi dal conte Bandino, altro flglio delconte Guido da Porciano, nacque un conteGuido Francesco, talchö in tanta esten-sione di conti di Pocciano, dilHeile mi sem-bra tenerne il filo per uscire liberi dacotesto laberinto.
Sembra Io stesso quel conte Tancrediche nel 44 settembre del 1306 acquistoda un conte Aghino de’ conti Guidi diversiToscana
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effetti posti nel piviere della Roeca Clo-serna, ed era quello stesso conte Tancre-di ghibellino, che insieme al conte Ban-dino ed al conte Teudegrimo suoi fratelli,nel 1312 assisterono e furono scorta aidue plenipotenziarj di Arrigo VII , scesiper la inontagna di S. Godenso presso aFirenze , e di lä retroceduti per Dicomarioe per la via del Casentino a Porciano .
Cotesto conte Tancredi fu padre di unconte Guido Alberto e di una figlia pernome Lasia, Del primo trovo fatta men-zione in un atto del 42 febbrajo del 4330scritto nel castello di Porciano , col quäleil conte Guido Alberto del fu conte Tan-credi di Modigliana , ed i due fratelli Gio-vanni e Guido nipoti di detto conte (Tan-credi), dichiarano che i beni e possessionidi donna Giacomina loro fedele, moglie diTonnuccio da Campo-Donoco, contado diPorciano , sieno esenti da ogni diritto chei detti conti erano soliti raccogliere daquei beni. ( 4rch . Dipl. Fior. Carle deipp. serviti di Scrofiano ).
Il rammentato conte Guido Alberto fuquello stesso buon nobile, il quäle credu-tosi sicuro nel castello di S. Bavello, do-ve la signoria di Firenze nel 4341 inviöun rappresentante conlettera di citazione,egli anzi che ubbidire minacciö della vitail mandato, cui fece tranguggiare la let-tera in pergamena col sigillo di piomboannesso. (Giovanni Villani . Cronica ,lib. XI, cap. 423).
Rispetto a donna Lasia, figlia di dettoconte Tancredi, la troviamo in un istrumentodegli 8 rnaggio 4363, nel quäl giorno, di-chiarandosi restata vedova in seconde noz-ze, fece il suo testamento, lasciando suoerede universale Azzone figlio suo e Fran-ceschino da Valbone.
Nacquero poi al conte Guido Albertopredetto da donna Margherita, di Deo To-lomei da Siena quattro figliuoli, Deo, Pie-tro, Taddeo e Tancredi raccomandati allaRep. Fior. nel 23 marzo 4349, merefe legrandi eure di Deo loro avo j il quäl Deodi Guccio Tolomei mori gloriosamentesotto Bibbiena nel 30 agosto del 1339.(MatteoVillani, Cronic., lib. IX, cap. 47).
Dal conte Tancredi di Guido Albertodi sopra nominato nacque un conte Neri,che nel 4418 fu inviato dalla Rep. Fior.commissario in Lunigiana (Ammir, Slor.Fior-, vol. XVII, e Manni, Sigiili antichi,vol. V, N. IX.)
Citerö in ultimo un’iscrizione fatta nel4454 sopra una tavola posta all’altar mag-giore della chiesa di Porcinno, ordinal«
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