PRÄ
« rie vie, non solamente non gliene suo-« eesse alcuna, ma venne in modo a so-« spetto a quelli che reggevano, che fo« costretto a partirsi, e pieno di sdegno« lasciö Firenze e Prato in mezzo alla« confusione ed nll’interdetto, ecc. »
A proposito del nipote di cotesto car-dinaie, oltre quanto fu detto all’articoloPistoja del conte Fenzio Albertino diPrato , mi si presenta qui una membranadel 14 gennajo 1375 esistente fra le per-gamene del Monastero di S. Silvestro diPisa , nella quäl cilta egli mori, merce laquäle il conte Francesco del fu Fencio degliAlbertini di Prato , ed abitante allora inMantova , fece quietanzaad Albizzo de’Lan-franchi, cittadino pisano, stato suo procu-ratore pd amministratore de’ suoi beni inPisa. Fatto in Mantova sotto il pBrticodel palazzo di Lodovico Gonzaga, vicarioimperiale. ( Arch. Dipl. Fior. Carle cit.)
In cotesto frattempo fu chi promossenel consiglio inunicipale di Prato di sot-tomeitere la loro terra e distretto a Ro-berto re di Napoli, capo della parte guelfain Toscana , e sebbene nell’adunanza del28 settembre 4343 fosse rigettata cotestavile proposta da 129 voti contro 54 solifavorevoli, nella successiva adunanza perödel 6 novembre di quell’anno la propostamedesima passö nel Consiglio generale con119 voti favorevoli e 13 soli contrarj.
Il primo vicario regio inviato du Napoli a Prato fu inesser Gregorio Guidacci, ilquäle giä vi figura in un atto del 20 marzo1314, dato nel palazzo del popolo, ora ilPretorio. Al Guidacci nel mese di apriledello stesso anno , succede in vicario re-gio un inesser Matteo Hell’Aquila.
Giunti al luglio del 1323 allorchö Ca-struccio degli Antelminelli di Lucca ca-valcö con le sue genti nel distretto diPrato, perchfe, disse Yillani ( Cronica , li-bro IX, cap. 214), non gli volevu daretributo conie glielo avevano dato i Pi-stojesi, e mostrava di volere questa terraoccupare, i Pratesi furono assistiti daiFiorentini con somma prontezza, tal-che il giorno 2 di luglio si trovarono inPrato 1500 Cavalieri e ben 2000 pedoni,in guisa che Castruccio si levö la mattinaappresso dal campo di Ajolo, e si ridussea Serravalie.
Ma di coteste ostilitä discorrono i diurnidi quel Corpo comunale, al quäle effettoquella cittä cercava di premunirsi a mag-gior difesa, sia allorche con provvisionedel25 giugno 1322 deliberö la costruzionedel cerchio altuale delle sue mura circon-
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date e difese da fossi nuovi nei quall s’in-troduceva l’acqua delle göre derivate da*Bisenzio; sia quando quel magistrato co*munitalivo con altra provvisione del 20 ot-tobre di detto anno ordinö le guardienotturne alle porle ed ai borghi vecchi enuovi di Prato .
Appena respinto Toste lucchese dai con-torni di Ajolo, nel 20 luglio del 1323 fupresa la deliberazione di fortificare incampagna le pievi di Ajolo e di S. Ippo-iito in Piazzanese ed assegnarvi guardieopportune per difendere i villici di Ajolo,di Galciana, di Tobbiana, di Casale, diVergajo e di Capezzana con le loro robe,ed aflinehe gli abitanti di quelle contradeabbandonate dai loro luvoratori a cagionedelle scorrerie fatte dalle genti di Ca-struecio, vi potessero tornare piü sicuri,con altra provvigione del 16 agostosuc-cessivo furono esentati per un anno dallegravezze comunitative gli abitanti di quelleville, e per tre anni quelli del piviere diAjolo.
In questo ternpo frattanto i ghibellinipratesi fuorusciti si erano fortificati nellapieve di S. Giusto in Piazzanese, talchöquel magistrato con deliberazione del 26aprile 1325 proibi a chiunque cittadinopratese di accostarsi a delta pieve e dinon portnrri vettovaglie nö armi; quindinel 6 giugno di quell’ anno il Consigliogenerale di Prato autorizzö il suo gonfa-loniere con gli otto difensori del popoload assoldare gente a piedi e a cavallo perla difesa e guardia della loro terra.
Infatti in quel mese stesso Castrucciodegli Antelminelli era stato accolto daiPistojesi in loro signore, quando deliberödi cavalcare con le sue genti verso Prato dalla parte della Val-di-Bisenzio devastandole ville di Schignano e di Yajano, sicchöil magistrato civico di detta terra nel di44 settembre susseguente prese la deter-minazione di esentare per tre anni da ognidazio quegli abitanti. (Diario di dettoanno).
Ma la vittoria del 25 settembre di dettoanno riportata da Castruccio all’Altopascio pose in grado quel fulmine di guerra diritornare nell’ottobre con il suo esercitoverso Prato , devastando gran parte di queldistretto, obbligando molti a fuggire e re-fugiarsi dentro la terra di Prato nuova-mente murata, flnche il magistrato comu-nitativo accordö a quelle genti terrenodentro il paese sufficiente a fabbricarvidelle case, con facoltä di oprire nuove»trade, (Loc. cit.)