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pennino della Falterona, clie per la Con-suma e pel Monte di Secchieto sopra Fal-lombrosa si dirige per Prato Magno al-VAIpe di S, Trinitä che scende dirimpettoai Subbiano che separa con la sua foceil Val d’Arno casentinese da quello aretino .Le sommitä inisurate dal prof. padre In-ghirami, sono fra la Comunitä di Reg-gel lo e qtiella di Castel S. Niccolö ed unasommitä compresa nella Comtin. di Loro,l’ultima delle quali fu trovata all’ altezzadi 4864 piedi sopra il livello del mare,mentre 1’ altro punto preso al segnale diReggello nella Com. di Castel S. Niccolöera a 4670 piedi circa sopra lo stesso livel-lo, vale a dire, circa 400 piedi inferior-mente alla cima della Falterona.
Alcuni credettero dovere applicare aqnesta montuositä il noine di Prato mag-gio o Prato maggiore , il quäl norae fudato ad una montuositä della diocesi diArezzo , rammentata sotto gli anni 4045e 4028 in due privilegi concessi da duevescuvi di Arezzo , Adalberto e Teobaldo,nei quali si tratta di una corte posta inPrato Majo donata alla mensa di Arezzo dalla contessa Willo, madre del marcheseUgo di Toscana , (dreh, della Caltedraled’ Arezzo .)
AU’Art. Montage Fiorentina dissi chedetta Montagna era situata sul fianco agreco del monte di Prato Magno, e checomprendeva i territorj delle comunitä diCastel S. Niccolö e di Monte Mignajo, eche solamente dopo che quegli abitanti sidiedero liberamente alla Rep. Fior, qtiellapure di Prato Magno fu appellata la Mon-tagna fiorentina , ed ä suoi abitanti di-chiarati compresi nel contado e non neidistretto fiorentino .
Rapporto alla geologia delle principalirocce che rivestono dai due lati il montedi Prato Magno, veggansi gli Art. delleComunitä di Castel S. Niccolö, Poppi ,Monte Mignajo e Rkggiolo, Loro e Reg-gello, Pian di Scö e Terra -Nüova.
PRATONI o VAL-DI-PRATO sull’alpedi S. Benedetto, fra la valle del Mon-tone e della Sieve. — Appellansi i Pra-toni ed anche Fal-di-Prato alcune pratapianeggianti e alquanto spaziose postesulla sommitä della montagna di S. Be-nedetto fra la Falterona che resta al suoscir., 1’ Appennino di Beiforte , sopra Co-rella, situato al suo maestro, e 1’ Alpe diS. Godenzo che resta al suo ostro; in co-testi Praloni nei primi di maggio ha luogouna numerosa fiera di bestiame vacino.
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riore. — Due villate che danno il titoloalle parr. di S. Licia e di S. deinentea Prato -Falle, nel piviere di S. Giustino,Com. e circa due migl. a sett, di Loro,Giur. civile di Ternnuova, Dioc. e Comp,di Arezzo .
Risiedono presso al giogo frapposto frail contrafforte di Plato Magno e 1’Alpe diS. Trinitä, in una specie di pianura al-pina e coperta di praterie naturali che glidiedero probabilmer te il vocabolo di Prato-Falle, a cavaliere ii selve di castagni epresso le sorgenti dell’^grci.
La parr. di S. Lucia a Prato -Pallenel 4845 contava 405 abit.
La parr. di S. Clemente, detto anchedi S. Armento a Prato -Falle nell’ annostesso noverava 245 popolani.
PRATO-YECCHIO nel Val-d’Arno ca-sentinese. — Borgo, ora terra, capoluogodi Com. e di Giur. eivile, con ch, plebana(SS. Nome di Gesä), stata lungo tempocappella curata sotto il parroco della vi-cina chiesa di S. Maria a Poppiena, nellaDioc. di Fiesoie, Comp, di Arezzo .
Trovasi lungo la ripa sinistra dell’Arno ,in un’angusta piainira fra il poggio diRomena, che scende fmo alla ripa destradell’Arno , quello di Lonnano £ Casalinoche stendesi dall’Appennino di Camaldoli.Questa terra e attraversata da una stradarotabile che viene dal ponte di Stia e co-niunica con la provinciale casentinese chetrova innanzi di arrivare a Campaldino.Un nuovo ponte cavalca costi l’Arno , sulquäle passa un trorco di strada rotabileche saie verso il poggio di Romena perunirsi alla provincia e casentinese fra l’Uo-mo morto ed il Botgo alla Collina. E po-sta fra il grado 29' 47’ longit. ed il gr.48° 47’ Intit., quas: un migl. a lev. dellarocca di Romena, alirettanto a scir. dellaterra di Stia, 6 nigl. a sett. di Poppi ,circa 7 a pon, lib. delt’Eremo di Camal-doli e circa 4440 piedi sopra il livellodel mare.
Per quanto del forgo antico di Pralo-J'ecchio non si conisca l’origine, pure l’e-piteto di vecchio ditogli forse perche unaltro castelletto nel Casentino esiste tut-tora che fu al piri di queslo dominatodagli stessi conti (midi, basta esso soloper farlo vedere pii antico di quello spet-tante alla Com. de Castel S. INiccolö.
Di Prato Vecchir infatti si conosconomemorie fino dal sbcoIo XI, come si diräqui appresso, menre del secola XII im-porta conoscere um donazione scritta neldicembre del 4485 in Prato Fecchio che