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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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PRA

fece alla badia di Strumi, poscia di Pop -pi, il conte Guido figlio del conte GuidoGuerra II, privilegiato nel 4191 dall’imp.Arrigo VI , quello stesso che fu niarito de]iabella Gualdrada. — V. Pietrafitta diStia.

Credo sia del detto conte Guido, queilacontessa Sofia, nata da un conte GuidoGuerra II, che si trova badessa del monq-stero di Poppiena fino dal 4134, ma oche di lä passasse nel monastero di SanGiovanni Battista di Prato Vecchio , o chefosse sbagiio dell’ammanuense, fatto e chedue altre membrane del 4443 e del 44SIci danno la stessa donna Sofia, de’contiGuidi, badessa delle monache Camuldo-lensi di S. Giovanni Battista del mona-stero esistente tuttora in Prato Vecchio .

A schiarimenLo delle quali dubbiezzegiova dire cogli Annalisti Camaldolensi,che alle preghiere della contessa Emilia ,vedova del conte Guido Guerra I e madredel conte Guido Guerra II e della ba-dessa Sofia, cedesse il priore di Camal-doli il suo monastero di Poppiena permettervi badessa la liglia Sofia, sorelladel conte Guido Guerra II, menire ilmonastero di S. Giovanni Battista diPrato Vecchio esisteva nelsecolo innanzi,poslo che gli Annalisti medesimi pubbli-carono un istrumento dell’ aprile 4054,rogato in Stia nella carnera del pievano,dove si legge fra i testimonj il preteDticcio, cappcllono del monastero di PratoVecchio .

Che poi coteste monache di Prato Vec-chio ottennessero in seguito dai conti Guididi Battifollc una certa giurisdizione sopragli uomini di Prato Vecchio , Io fa dubitareil secondo diploma concesso nel 4247 dal-l’imp. Federigo II ai due fratelli conteGuido Novello e conte Simone, figliuolidel conte Guido Guerra (IV) di Modigliana e della contessa Giovanna de’marchesiPallavicini , col quäl privilegio Federigo IIconcede ai due fratelli suddetti il diriltosopra due terzi degli uomini che furonogiä del monastero di Prato Vecchio ,

A chi appartenesse allora i’altro terzodella popolazione di Prato Vecchio , il do-cumento lo tacque, sebbene dagPistrumentiediti dagli Annalisti Camaldolensi si rileviche su Prato Vecchio nel secolo XIVesercitavano giurisdizione i conti Guididel ramo di Dovadola. Tale sarebbe quelconte Marcovaldo, figlio del conte Rug-gieri di Dovadola, che nel 4324 circondödi rnura e di fossi il borgo di Prato Vec-chio , dopo perö aver stabilito con le mo-Toscana

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nache di S. Giovanni Evangelista a PratoVecchio una permuta di beni. Di piüuna precedente permuta era stata fattafino del 4325 fra quelle monache ed ilconte Ruggieri del fu conte Guido Salva-tico di Dovadola.

Dirö per altro che nel secolo XIV e XV,nel cast. di Prato Vecchio , dalia stessa si-guoria di Firenze quel diritto fosse confer-malo al conte Guido del fu conte Ugo nipotedel conte Simone da Battifolle o di Poppi ,per atto pubblico del 24 giugno 4367,quando fu preso sotto la sua accomandi-gia, dopo essere stato potestä di Firenze ,la quäle fu rinnovata piü tardi nel 27ogosto 4439 a favore di quel conte Fran-cesco del conte Roberto di Poppi, cheI’ anno dopo fu cacciato come ribelle datutti i suoi feudi, — V, Poppi ,

Oltre di ciö giova avvertire esistere unatto del 25 oltobre 4392 rogato nel cas-sero del casteilo di Prato Vecchio , alla pre-renza del conte Roberto, figlio del conteCarlo di Battifollc, il quäl conte Robertosi diee ivi vero e legittimo signore delcastello di Prato Vecchio esuo dislretto —(Annal , Camald., T. V e VI). Dondechebisogna concludere che innanzi l' aeco-mandigia del 4367 Prato Vecchio fosse tor-nato in pieno dominio dei’ conti Guidi diPoppi .

Dopo tuttociö resta dubbio, se la Rep.Fior., dopo aver cacciato da tutto il Ca-sentino il conte Francesco del conte Ro-berto suddetto, munisse di nuovo il ca-stello di Prato Vecchio , le di cui portesono posteriori al secolo XIV; e forsedevonsi al secondo granduca di Toscana ,sapendo che il principe Francesco de’Me-dici nell’estate del 4564 era in Prato Vec-chio e che al medesimo principe siano daattribuirsi i portici che fiancheggiano lastrada principale fra porta e porta. Ve-dansi le due lettere scritte nel 29 Iuglio4564 dal principe predelto a BernardoVecchietti ed a Giovanni Bologna in Gaye.— (Vol, III, Carteggio inedito degli Ar-tisti , N. 434 e 435),

Contuttociö il giro attuale delle mur»di Prato Vecchio non basta a contenerela cresciuta popolazione, in guisa che fuoridella porta meridionale continua il borgofino ad un vasto piazznle rettangolare, in-torno al quäle sorgono nuove case e co-modissimo in occasione di fiere.

La chiesa plebana del SS. Nome di Gesü esiste nella piazza interna del paese pocolungi dalle altre due chiese e monasteridi S. Giovanni Battista delle Camaldolensi

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