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a Poni, fu dato il titolo di Corti dalletorri e castellucci che i signori da Quonapossedevano costä.
Infatti l’erudito compilatore de’RicordiStorici Rinuccini, descrivendo l’antica villadetta Torre a Poni, la dice coronata dimerli con 4 fortini negli angoli, sopradue de’quali erano stati collocati due mu-lini a vento, oltre un gran torrione se-parato dalla villa , che aveva 44 in 46braccia per lato e 40 di altezza, il tuttolavorato di macigno squadrato, talche cö-testo torrione formava il castello dettopoi della Torre a Poni, giä a Cona, ilquäl luogo diede origine alla prosapiaRinuccini fino dal secolo XI, mentre finodel 4072, eomparisce un Guido da Conateslimone ad una protesta fatta dagli uo-mini di Cintoja contro qnelli di Celle sottoMontescalari, e nello stesso anno 4072(25 febbrajo) assisteva in Firenze la mar-chesa Beatrice in un placito dato a fa-vore delle monache di S. Felicita.
In altra pergamena poi del 4095 erammentato un Rodollino figlio di dettoGuido da Cona, la quäl Cona di Rinuc-cini non ha che fare nfe col Quona diRemole, nö col Cona di Domini o di Pi~tiana.
La parr. di S. Martino e S. Giusto aQuona nel 4845 noverava 443 abit.
QUORLE nel Val d'Arno casentinese.— Contrada con due ch. parr, (S. Mar-gherita della Dioc, di Fiesoie e S. Niccolödella Dioc. di Arezzo ), nella Com., Giur.e circa 3 miglia a pon. di Poppi , Comp,di Arezzo .
Questa contrada posta sul confine didue antiche diocesi e contadi, trovasi so-pra uno sprone di monte che stendesi daPrato Magno verso Cmtel S. Niccolö.
La popolazione riunita delle due chieseparr. di Quorle nel 1845 ascendeva a 200abitanti.
QUOSA e MULINA di QUOSA nellaValle del Serchio, — Vill. e borgata conch. parr, (S, Fabiano) e l’annesso popolo
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di S. Lucia a Lugnano , nel piviere diPugnano , Com., Giur. civile ed oltre duemiglia a maestro de’Bagni di S. Giuliano,Dioc. e Comp, di Pisa .
La borgata di Quosa dov’e la sua ch.parr. e altraversuta dalla strada regia po-stale fra Pisa e Lucca , mentre il vill. dellaMulina e posto lungo il torr. che scendedal vicino poggio di Monte Pisano , incase disposte a scaleo, perche quasi ognicasa conta un mulino mosso da quelleacque.
All’Art. Quiesa citai una delle rimem-branze piü antiche di questo luogo e delsuo piviere di Regnano in un istrumentodel febbrajo 767 pubblicato nel vol. IVdelle Memorie Lucchesi , scritto in luogoNobule, dove si rammenta il Vico Quosae non Quiesa, ubi dicitur Puniano e nonPiuniano.
Anche fra le membrane dell’ Arch. delCapitolo di Pisa se ne trovano due del4082 e del 4099 , 1’ ultima delle qualirammenta la cessione fatta a quel Capi-tolo della ch. di S. Fabiano a Quosa,mentre la prima tratta di un Iivello fattoda quei canonici di beni che possedevanocosti le monache di S. Giustina di Lucca .
Fra le ville signorili comprese in que-sto popolo quella del principe Corsini, giädella casa Scotto, e la piü grandiosa.
ln Lugnano poi ebbero poderi fino dalmille i signori Roncioni di Pisa .
La parr. di S. Fabiano alle Muline diQuosa nel 4845 contava 898 persone.
QUOTA nel Val d’Arno casentinese. —Cas. con ch. parr. (S. Giov. Battista), nellaCom. , Giur. e circa 4 miglia a lib. diPoppi, Dioc. e Comp, di Arezzo .
Siede in poggio sul fianco settentrio-nale del Monte di Prato Magno, a Cava-liere del torr. Teggina , quasi di fronte alCast, di Raggiolo, situato alla destra deltorr, predetto.
La parr. di S. Giov. Battista a Qiiota,nel 4845 noverava 324 popolani.