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sero conteso ni vescovi di Pistoja il pos-sesso della torre e castello della Sambuca,oppure che quei prelati l’avessero perdutoper cattiva guardia dei minislri di dettoSifredo suo fittuario, allora tutti i beni acondizione donati dovessero dichiararsi dipiena proprietä di quei vescovi. (Loc. eil.e Zaccaria, Arced. R. Stör.) A confermarepoi ai vescovi di Pistoja il castello col di-stretto della Sambuca si aggiungono lebolle ponlificie di Urbano II , di Pa-squale II e d’Innocenzo II , le quali tutteconferinarono a quei vescovi la corte ecast. di Pavana nel contado di Pistoja ,ed il castel della Sambuca, il quäle erastato restituito al vescovo Ildebrando perloro pronunziato, presente la gran contessaMatilde, dal card. Bernardo (degli Uberli),legato apostolico in Toscana . (Loc. cit.)
Ciö nonostante anche dopo il detto lodoe le preindicate bolle ponlificie sembrache gli uomini della Sambuca si maneg-giassero con i Bolognesi per consegnarloro la torre o rocca, locche servi di ra-gione ai Pistojesi per punire i capi diquella congiura (anno 4127), rimettendo iPistojesi a forza i loro vescovi al possessodi quei castello che essi ritennero senzagran disturbi fino al 4204. Allora i Bolo-gnesi profittando della guerra che i Fio-rentini facevano ai Pistojesi, mossero laloro oste verso la montagna di Pistoja ,per cui fu loro facile impadronirsi delcast. della Sambuca e di altri luoghi vi-cini, che ritennero fino che Ugo Cardinal d’O-stia, legato apostolico del pont. Onorio III ,pronunziö sentenza li 46 ottobre del 4219:« Che il castel della Sambuca con il suo« distretto, ecc„ dovesse tornare sotto il« dominio del vescovo di Pistoja , ecc. »Saviou, Annali Bolognesi, t. 11, p. II).
Dopo tale coneordia il vescovo Grazia-dio di Pistoja cede in feudo il castello coldistretto della Sambuca a Ranieri contedi Panico, il quäle nel giorno 6 aprile4223 presto giuramento in mano di queivescovo, nuovamente eletto, per se e peril conte Ugolino suo fratello. — V. Pisa .
In tale stato si mantennero i popolidella Sambuca e di Pavana, vassalli e feu-daturj dei vescovi di Pistoja, finche nelmese di novembre del 4256 il vescovoGnidalaste, successore immediato di Gra-ziadio, cede il governo di quei popoli adun Vergiolesi di sua famiglia, alla quäleil detto feudo passö in Signoria.
lnfatti nel 4306 del castel della Sam-buca era signore quei Lippo Vergiolesipadre della bella Selvaggia, decantata da
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Cino da Pistoja innanzi che il di lei geni-tore nel 4309 vendesse al Consuue di Pi-stoja il castello, distretto e uomini dellaSambuca per il prezzo di 44,000 lire,
Dai Pistojesi la Sambuca cadde ben pre-sto (4324) in potere di Filippo Tedici, undi cui cognato lo consegnö proditoria-mente alle genti di Castruccio. Mancatoperö questo famoso capitano (4329), lafortezza della Sambuca fu ripresa dal Co-mune di Pistoja , che poi la consegnö nel4354 alle milizie di Firenze , poco cautee meno coraggiose per non aver saputofar fronte alle truppe che da Bologna v’inviö il capitano Oleggio Visconti, cheoccuparono la Sambuca e Pavana.
Dal 4352 al 4360 la rocca della Sam-buca fu guardata dalle genti dell’ Oleggiosignor di Bologna , quando riesci ai Pi-stojesi di riavere quella rocca quasi persorpresa.
Come poi vi acquistassero signoria imonaci di S. Bartolommeo di Pistoja nonsaprei rintracciare; so bensi da un attodel 24 febbrajo 4368 che in quei tempovi esercitava un mero e misto impero l’aba-te di detta Badia per atto pubblico rogatonell’ episcopio di Pistoja con licenza delvescovo Remigio e del capitolo della cat-tedrale, il quäle abate col consenso deisuoi monaci cedö al vescovo di Pistoja ilcastello e distretto della Sambuca perI’annua rendita o censo di 470 mine digrano.
Non corsero perö molti anni che il ca-stello col distretto della Sambuca , nel4375, tornö a presidiarsi con tutti gli altri. della montagna pistojese, dalle milizie in-viate costä dalla Rep. Fior. onde premu-nirsi contro le forze del card. legatopontificio.
Maggior danno ancora avvenne allorchöi fuoruseiti pistojesi istigati dal Viscontidi Milano ed avendo alla testa un Ric-cardo Cancellieri nel 4401 assalirono ilcastello della Sambuca che tolsero alletruppe di Firenze , alla quäl Repubblica dovettero perö renderlo due anni dopo.
Finalmente il Castello della Sambucadopo la caduta della Repubblica Fior. fuguardato nel 1530 da un capitano Ceilesi,nel 4534 da un Francesco Michelacci,nel 4536 da un Gherardo Bonajuti, ecc.
L’ultimo fatto d’armi relativo al passomilitare della Sambuca ne richiama al-l’anno 4643 quando vi passarono le trup-pe papaline venute da Bologna . Neliaquäle circostanza esse presero non solola rocca di Pavana ma quella del Trep-