SAM
pio sullo stesso Appennino . E nella roccadella Sambuca quell’oste si fortificö, fin-che i Pistojesi volendola riconquistare co-strinsero con le loro forze i pontificj asloggiare di lä.
Esiste alla Sambuca un conservatoriodi Francescane con diverse educande.
La chiesa parrocchiale fu staccata dallasua antica di Succida o delle Capannedella Diocesi di Bologna per bolla delpont. Pio VI del 46 ottobre 1785 e datacon lealtre della stessa Comunitä alla Dio-cesi di Pistoja , il cui diocesano eressequesta della Sambuca in plebana con leseguenti parrocchiali: i. S. Jacopo allaSambuca, Pieve con l'annesso di Pajola ;2. S. Maria a Pavanaj 3. S. Pellegrinoal Cassero; 4. S. Maria e S. Gaudenzioai Lagacci; 8. SS. Giuseppe e Ignazio aCampeda; 6. S. Maria a Frassignon.
Siede alla Sambuca un potestä che hala sola giurisdizione civile sopra il distrettodi questa Comunitä; per le cause crimi-nali si ricorre al vicario regio di S. Mar-cello.
L’ingegnere di circondario sta al Mon-tale; il cancelliere comunitativo, 1’ uffiziodi esazione del registro, la conservazionedelle ipoteche ed il tribunale di primaistanza si trovafiö in Pistoja .
Comunitä’ della Sambuca. — II terri-torio di questa Comunitä abbrarcia unasuperficie di quadr. 22,957. 59, pari aa miglia toscane 28. 5(9, dalla quäle su-perficie furono tolti qiuadr, 728. 57 percorsi d’acqua e strade; dove nel 4845 futrovata una rendita imptonibiledi L. 52,624,soldi 47, den. 4, con una popolazione di5,030 persone, a proporzione di circa 484abit. per ogni miglio quadr. di suolo im-ponibile.
Confina con tre Comunitä del grandu-cato e tre altre della legazione di Bolo-gna comprese nello Stalo Pontificio.
Dal lato di levante tocca il territoriocomunitativo di Cantagallo nel granduca-lo; dirimpetto ascir. andando verso ostrosottentra sul giogo della collina la Com.di Porta S. Marco, finche sulla giogana,verso le sorgenti della Limentra media,sottentra dal lato di ostro la Com. diPorta al Borgo., con la quäle continua afronteggiare per la valle superiore delReno, dirimpetto a lib,, e con essa varcail giogo dell’appennino posto al suo pon,fiuchö trova la Com. bolognese del Gra-nagione, con la quäle la nostra fronteg-gia da maestro a greco per il camminodi oltre 5 miglia, 4 delle quali lungo il
SAM 4483
Reno sino alla confluenza della Limentraoccidentale.
Costi attraversa il fiume Reno per sa-lire sul monte Guidello, avendo dirimpettoa greco e lev. il territorio comunitativodi Cassio dello Stato Pontificio , percor-rendo per termini artificiali lo sprone set-tentrionale dell’appennino di Treppio, fin-che sottentra a confine l’altra Comunitäbolognese di Bargiestagno, fino a chescende nella Limentra orientale, dove ri-trova il territorio granducale della Com.di Cantagallo .
Fra i principali corsi d’acqua che pas-sano per il territorio di questa Comunitäsi conta il fiume Reno che per buone 4miglia ne lambisce i confini dal lato dipon. e maestro, ed i tre rami della Limen-tra, Voccidentale e la media che corronodentro il territorio comunitativo deliaSam-buca, mentre la Limentra orientale lo lam-be in parte.
Fra le strade rotabili vi fe quella anticache da Ponte Petri passa alla destra delReno per innoltrarsi alla Lambrea e di 1aalla Porretta ed a Bologna , e fra le mo-dernissimelu nuova strada Leopolda apertada una societä anonima fra Pistoja e laPorretta , che deve passare pel varco dellaCollina lungo la Limentra orientale eprobabilmente fuori dei confini della stessaComunitä. Rispetto poi alle strade piü an-tiche che per la Porretta varcavano l’Ap-pennino di Pistoja merita di essere indi-cata quella che portava il titolo di FiaS. Francesca eche passava per lo Speda-letto, detto allora del Prato del Vescovo,innanzi scendere a Pistoja .
Accennerö che passö di costä nel 4009un marchese Bonifazio di Toscana , unamarchesa Matilde nel 4404 con numerososeguito di conti, magnati, ecc., ecc. — V.Bagio e Piteccio.
Rispetto alla struttura fisica delle rocceche cuoprono la faccia meridionale di co-testo Appennino essa consistequasi general-mente in macigno e a strati piü o menopotenti e diversamente inclinati, alternanticon piü ininuti strati di bisciajo o dischisto marnoso, mentre la terza rocciaappenninica della calce carbonata (alberesee colombino) si affaecia piü di rado neiborri e lungo gli alvei de’ torrenti piüprofondi.
Le piante piü comuni sono quelle delcastagno, del cerro e del leccio, cui sot-tentrano nei luoghi piü elevati le faggeteed estese naturali praterie , nelle qualitrovano ottimo alimento nella calda sta-