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il prete Alessandro Goracci, da cui un ze-hnte Sansepolcrese, nel 4840, ricavöuna cosi bella storia deli’ Origine e fon-dazione del Borgo Sansepolcro, dirö,ehe i prirni ad aceorrere in questa con-trada fnrono i inonaci diCamaldoli, i qualifondarono costi, pochi anni dopo il rac-conto preindieato, un loro monasterocon chiesa dedicata a S. Giovanni evan-gelista, al di cui ahnte diresse una boilanel dicembre del 4043, il pontefice Bene-detto VIII, ed a cui fnrono accordati de’pri-vilegj, chepoi nel 4022 Arrigole poi Cor-rado II confermarono a questo stesso abateRoderigo fondatore della badia di Sanse-polcro.
Inoltre nel 7 settembre del 4463 Far-civescovo di Colonia, legato imperiale del-1’ imperatore Federigo I in Italia, e duemesi dopo (6 novenibre) Io stesso impe-ratore confermö ai inonaci Camaldolensidi Sansepolcro e segnatamente al loroabate Franciano, l’ubbidienza temporaledegli uomini di quel Borgo e suo distret-to , sino al diritto d'impedire F elezionedei consoli e del potestä, e che 9i faces-sero statuti da quegli abitanti senza ilconsenso degli abati di quel monastero,dichiarati indipendenli ed irremovibili dallostesso generale di Camaldoli, senza il con-senso e i exeqitatur di quell’ imperatore.Cotesto privilegio fu poi confermato nel49 novembre 4220 dall’ imperatore Fe-derigo II.
Senonche nelle guerre religiöse accese pocodopo fra Federigo II e la chiesa romanasotto il pontefice Gregorio IX , i Borghi-giani minacciati di scomunica dovetterodesistere dalla volontä di scuotere il giogomonacale , e di recare piü inquietudinea quell’abate ed a suoi inonaci, e dal nonrispeltare i loro diritti relativamente alconsenso di quegli abati nella elezione deiconsoli e del giusdicente.
Ma poco dopo sordi a tali miriaccegovernavunsi a comune senza alcun ri-spetto o dipendenza agli ontichi loro si-gnori, sieche trattavano leghe con i po-poli vicini, e dichiaravansi col futto iitn-inuni da ogni servitü feudale.
Ne a riporveli bastarono piü le bolledei pontefici Celestino ed Innocenzo IV ,ne le lettere apostoliche dirette nel 4434da quest’ultimo a Frigerio, vescovo di Pe-rugia , per fare restituire a quegli abati idiritti perduti; mentre i Borghigiani nel29 settembre 4269, durante la sede va-cante, strinsero lega con gli Aretini .
l)a quell’epoca in poi, se non prima,
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il Borgo Sansepolcro si costitui indipen-deute con statuti proprj, suoi consoli, po-testä e capitano del popolo.
Appena perö gli Aretini nel 4304 eles-sero in loro potestä Teguccione della Fag-giuola, quest’uomo attivo si rivolse con isuoi Aretini all’ impresa del Borgo delquäle tosto si fece padrone, e sebbene ilFaggiuolano nel 4302 fosse cacciato dalgoverno di Arezzo , non per questo essipoterono riacquistare la perduta libertäjne a ciö riparare seppe la pace conclusanel 4316 fra i Fiorentini, i Sanesi e gliAretini ; che anzi essendo stato eletto invescovo di Arezzo Guido Tarlati di Pie-tramala, coslui piü valente militare cheabile sacerdote, rivolse tosto Fanimo allaconquistn di molta parte della Val-Tibe-rina, sieche Anghiari, Caprese, Pieve SantoStefano , Monterchi e Citlä di Castello cad-dero sotto la signoria del vescovo di Arez-zo , merce cui la potente famiglia Pietra-malese ottenne dall’imperatore Lodovicoil Bavaro titoli di signoria di Arezzo ,di Cittä di Castello, di Borgo Sansepol-cro, ecc., sicchö sebbene perdesse questoBorgo, tornö ad assediarlo da prima il ve-scovo Guido e dopo Pier Saccone suo fra-tello ed i figli di lui, talche San Sepolcrodopo avere sostenuto molti mesi di asse-dio, dopo esser riuscito a ricevere iu vi-cario regio Roberto di Pietramala, nelmarzo del 4328 vedendosi abbandonatodagli antichi guelli di Toscana , fu co-stretto darsi a palti al vincitore. —Giovanni Villani , Cronica, libro JT,cap. 424.
Erano i Faggiolani rivali ai Tarlati ,talche quelli nella speranza di riacquistarediversi castelli presi dai secondi nei con-torni di Borgo S. Sepolcro, nel 4332 ri-corsero alla Signoria di Firenze, la quälelibera allora dal Bavaro e da Castrucciodegli Antelminelli, mandö al Borgo un suoambasciatore per richiamare di lä F ostepietramalese dichiarando che era nei pos-sessi del Faggiolano. Ciö non di menoPier Saccone Tarlati anziche restituire ipossessi reclamati, in quell’anno medesimo,4332, condusse loste aretina contro i ca-stelli di Mercatello e di Elci spettanti aNeri di Uguccione della Faggiuola , i qualifurono presi , e solamente il eastel diMercatello il Neri nell’anno appresso potericonquistare.
Anche il Borgo S. Sepolero nel 4335fu tolto a Pier Saccone ed ai figli, presodallo stesso Faggiuolano che aveva fattolega con i Perugini, con i Casali di Cor-