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giovine eardinale Giovanni col nome diLeone X, Ie armi di Filippo Maria Vi-sconti duca di Milano dal territorio pe-rugino si diressero verso Cittä di Gastelloed al Borgo, dove incominciarono odosteggiare, sebbene non vi trovassero quellenderenze che eglino supponevano, talchöquelle masnade sebbene si trattenessero piülempo nella Valle Tiberina toscana , con-tuttociö vi fecero pochissimo profitto, to-sloche fra le loro imprese non si nominache la conquista del castelletto di Monle-doglio, e sebbene si provassero ad assa-lire la terra d’Anghiari , gli abitanti fedelial Comune di Firenze resero vani li sforzidel Biscione, il quäle di sotto Anghiari passö ad alloggiare nel territorio Ponti-iieio di Cittä di Gastello.
In questo frattempo per altro 1a terradel Borgo fu innalzata al grado di cittänobile, e la sua abazia nullius al gradodi cattedrale, come si dirä nell’Art. se-guente.
Frattanto dopo caduta la Rep. Fior.(4530) in mano delle truppe di Carlo V e di Clemente VII , e passata sotto ilgoverno assolulo de’Medici, gli abitantidel Borgo Sansepolcro mossi continua-inente dal diverso partito delle loro piüpotenti famiglie, o dal maneggio de’ fuo-ruseili, non furono sempre quieti; ed ildanno che per 1’ accortezza di Cosimo I non fu fatto da questi ultimi, fu per ri-ceversi da’Borghigiani stessi, irritati mas-simamente dalle parole di un loro potenteterrazzano fautore di Cosimo I , che isuoi stessi conterranei poco dopo ucci-sero, gli altri suoi parenti ed amici cac-ciando in esilio.
Il pronostico per altro che fruttö aquel partitante di Cosimo I la morle, nontardö ad avverarsi; cioe, che a loro mal-grado Cosimo avrebbe messo loro il frenoin bocca. Ed il freno ben egli vel posepostoche neH’anno appresso i Borghigianiper ordine di quel duca furono spoglialidelle armi, dalla forza e dal duro capitanoAverardo Serristori che si recö a gover-
narli- (Ammir.,, Stör. Fior., libr. XXXll
e seg.)
Poco dopo per altro le antiche nimistäfra i capi di alcune famiglie tornarono ameltere a soqquadro la pace fra quegliabitanti senza prendersi gran soggezionedel nuovo commissario Lorenzi Giacomini,inviato al Borgo dal duca Cosimo I , co-mecche alcuni capi della contraria fazionefossero presi e condotti a Firenze .
Arroge a ciö il passaggio accaduto costä
sah im
dopo la caduta di Siena (1556), de’ spa-guuoli e dei tedeschi, quando furono nonsolo diroccati costi i sobborghi, ina an-cora alterrate dalle stesse truppe fioren-line di guarnigione le fabbriche di tremonasteri traslocando quelle Recluse den-tro la cittä. — (Graziani, De scriptis invita Minerva),
A quell’epoca la cittä di Sansepolcroera distribuita in quattro quartieri; 4. diSansepolcro; 2. di San Giovanni; 3. diS. Bartolomnieo; 4. di S. Pietro. Di que-sti 4 quartieri facevano parte due subbor-ghi, uno de’ quali fuori di Porta S. Ni-colö e 1’ altro fuori di Porta Fiorentina,con 774 abitanti distribuiti in 464 fami-glie. Il suo governo poi municipale con-sisteva in un gonfaloniere con i suoipriori ed un consiglio di 54 possidenti.
Dalle notizie poi ordinate nel 4789dalla Giunta deputata dal granduca Leo-poldo I, rispetto alla giurisdizione del ca-pitano e cancelleria comunitativa di San-sepolcro, risulta che allora esistevano den-tro la cittä di Sansepolcro bocche soggettealla tassa 4534 e che il territorio di que-sta cittä distribuivasi in 25 sindicherie,dove si trovavano bocche soggette allatassa N.° 4886, Totale bocche 342U, escluse374 famiglie povere di pigionali.
Fra gli uomini illustri nelle scienze,Iettere ed arti, Sansepolcro vantn grannumero di personaggi e di famiglie, frale quali i Graziani, i Pichi, i Schianlc-schi, i Rigi , i Cantagallina e i Dotti.
E tralasciando i molti uomini dislinliin virtü cristiane, in teologia e nelle im-prese militari, mi limiterö a indicare frai maggiori letterati nel secolo XIV, unPietro Gherardi lodato dal Petrarca; nelsecolo XV un Fr. Luca Panciroli insignematematico; nel secolo XVI un Anton-Maria Graziani aulore dell’operaDe scrip-tis in vita Minerva, un Giuseppe-MariaLancisi archiatro di due pontefici, ecc., ecc.
Se poi dovessi rammentare i pittori piüdistinti nativi di questa Comunitä la listasarebbe troppo lunga, alla quäle va intesta per elä Pietro della Francesca , cuisuccede Raffaellino dal Colle, CristofanoGherardi , suo allievo, Santo di Tito, ecc.
Attualmente risiede in Sansepolcro,oltreil suo vescovo, un vicario regio che limitala giurisdizione civile alla Comunitä omo-nima, ma che abbraccia nella criminalequelle di tulta la Val-Tiberinu Toscana edalla Massa Trabaria, civile potesteria diMonterchi, di Anghiari. di Pieve S, Ste-fano e di Seslino.