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tre dirimpetto a scir.-lev. del capoluogosottentrano Ie rocce afiolitiche, copertetalvolta e piü spesso a confine eon ghi.ijee ciottoli della stessa indole.
Inoltre il territorio di questa Comunitäh celebre per le sue miniere di vitrioloverde (solfato di ferro) e di cinabro (sol-furo di mercuriö) che un di scavavansi, edil primo si confezionava sotto il castel diSelvena nel fosso deile Zolfiere, nel quälpoggio di Selvena veggonsi tuttora a fiordi terra le cave abbandonate del cinabro.
Il prof. Giorgio Santi prima di tuttiindicö, nel suo viaggio al Montamiata, iluoghi dove emergono in questa Comunitäle acque minerali, Come era quella gazosadell' Acquaforte , che sgorga sul confineoccidentale presso il territorio di Arci-dosso vicino al fosso degli Ontani; taleü 1' acqua minerale ferruginosa solfureanel fosso delle solfiere sotto il poggio diSelvena , ecc.
Fra questo poggio ed il monastero di.S. Trinitä esiste il poggio detto tuttoraMonte Calvo, dove il detto Santi inco-minciö a trovare le rocce ofiolitiche e schi-stose di varj colori, alle quali serviva dibase salendo il monte una calcarea den-dritica, mentre a lib. di Monte Calvo si’alza il poggio di Selvena , la cui sommitäappellasi Belvedere, diverso perö dal Bel-vedere del Pigelleto, selva posta fra ilconfine orientale di Santa Fiora e australedi Pian Castagnajo, e diverso eziundio dalBelvedere sotto Pian Castagnajo, dove ftiun giardino di delizia de’conti Orsini diPitigliano , che chiamasi ancora il Belve-dere, sebbene sia ridotto ad un serpajo.
Lo stato ognora crescente di questa po-polazione, la vita frugale e semplice diquegli abitanti sorprendono giustamenteil viaggiatore che crede quasi di esserecosti in un nuovo mondo. Ma la contradaveramente patriarcale e quella del Itiogodetto Bagnolo, luogo un miglio distante daSanta Fiora , sulla via regia che conducea Pian Castagnajo, dove fra magnifici ca-stagni, sparsi di campetti e di orti esi-stono isoiate casupole di villici poveri sima indipendenli dai ricchi e dai padroni,i quali vivono costi frugalmente in casajjropria provvista di un orticello con campoe castagneto annesso, e se una famiglia etroppo numerosa, il secondo che prendemoglie fabbrica una nuova casa con orti-cello contiguo, si divide il castagneto e ilcampo se occorre, oppure si conserva que-sto, come al tempo de’ Longobardi, indi-yiso a comune e si spartisce in comune.
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II benefico Leopoldo I aggiunse a questabrava gente una ch. parr,, ed il magnificoLeopoldo II , suo augusto nipote, vi ag-giunse un medico a spese del regio erario.
Del resto i Bagnolesi contenti della lorotenue esistenza poco curano nä hanno bi-sogno di comunicare con gli abitanti delleterre e delle cittä, e lo stato prosperosodella loro popolazione puö calcolafei dallastatistica de’loro abitanti, i quali nel 4833era di 885 e nel 4845 di 950 abit. — V. inappendice dell’Articolo il quadro della po-polazione di tutta la Comunitä a quattroepoche diverse.
Rispetto a prodotti agrarj, la Comu-nitä e coperta specialmente da Santa Fiora sino a mezza salita della montagna di gi-ganteschi castagni, cui sottentrano balzenude di trachite (peperino) che servonodi base ai faggi che continuano sino allavetta, ed in mezzo ai quali compariscopodi tanto in tanto de’canipi, dove si bruc-ciano i scopeti per seminarvi la segala, dicui nel Montamiata suol farsi ampia rac-colta.
Sceso da Santa Fiora per la via Sel-vena e passato il fosso Teglia, uno deiprimi influenti del fiume Fiora, cambiaaspetto la contrada perche cessano af-fatto le rupi trachitiche, nfe piü incontrasivestigio alcuno di quella pietra che i pae-sani appellano porporino, e sottentranole rocce schistose calcari color rosa, edi costä s’incontra presto una folta mac-chia bassa, allafine della quäle si trovanoi poderi degli abitanti di Selvena , ed agrecale dei medesimi il confine di una va-sta abetina compresa fra il torr. Sielle equello della Senna, influenti entrambi nellasottostante Paglia ,
Per quanto la foresta sia chiamata co-sti in Pigelleto, dai Pigelli ossia Abeti ,la foresta e sparsa eziandio di cerri, car-pini, lecci, faggi, ecc.
Nell’interne di questa selva al disottodel poggio della Roccaccia sgorga unasorgente di ottima acqna potabile, mentrecopiose sono le sorgend che nascono nelterritorio e dentro la stessa terra di SantaFiora , dove e pure una peschiera d’acquaviva, eostruita per vivajo di trotte, Cotestagrande abbondanza di acque perenni, edil loro sensibile pendio non e stato util-mente messo n profitto dall’industria deisuoi abitanti, i quali si sono limitati agliusi piü indispensabili di mulini e di gual-chiere, massimamente dopo che quelle gentifurono svincolate dagli aggravj baronali,
Non vi sono in Santa Fiora mercati